Pier Giuliano Cecchi

Summa Culunia – Summo Cologna – Sommocologna

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sommocolonia_82251Summa Culunia – Summo Cologna – Sommocologna. Questi sono i nomi con cui venne identificato nel corso dei secoli medioevali il castello di Sommocolonia, la cui etimologia ci riporta al 177 a.c., quando Roma, dopo lunghi e cruenti combattimenti coi Liguri Apuani stanziati nella Valle, riuscì ad innalzare nella nuova provincia da annettere alla “Res Publica Populi Romani” gli stendardi +S.P.Q.R. Deportati nel Sannio gran numero di quegli abitanti, la nuova provincia romana fu affidata a dei coloni a cui furono assegnati anche i luoghi strategici della Valle, come questo monte, che per essere lo stanziamento più alto prese nome Summus Colonia.

Da un probabile “Castrum” romano, con la discesa in Italia dei Longobardi – sec.VII d.c. – i quali  sui nostri monti fecero confine coi Bizantini, Sommocolonia tornò ad essere interessante per il suo dominio sulla via locale che congiungeva le sponde opposte del crinale appenninico. Da allora inizia ad essere un castello murato, che a cavallo del Mille, entrato nei possedimenti della famiglia longobarda dei Rolandinghi, avrà due porte: “Porta a Barga” e “Porta a Monte”, con tanto di Rocca dominata da due Torri, delle quali n’è rimasta una, diroccata al tempo della “Linea Gotica” (IIa  Guerra Mondiale). L’altra Torre la si vuole distrutta da Firenze allorché nel 1530, con l’aiuto di Barga, riprese il comando politico di Sommocolonia divenuta rifugio del celebre capitano Matteo di Pieruccio Bartoli, alias “Galletto”, ivi asserragliatosi in difesa della repubblica fiorentina contro i Medici. Però in una pianta del Castello del 1744 si vede ancora esistente la seconda Torre, quindi da presumersi o riedificata, o distrutta più tardi.

Sommocolonia sin dal 1341 era fiorentina come il capoluogo della sua Vicaria, Barga. Nel 1437 fu costretta ad aprire le porte al terribile condottiero Niccolò Piccinino quando per la sua via venne a porre l’assedio a Barga, ritornando libera allorché da Firenze arrivò l’esercito di Francesco Sforza e sconfisse l’acerrimo nemico sotto le mura della stessa Barga. Nel 1549, anche a seguito della ricordata scelta antimedicea, Sommocolonia perse la sua indipendenza, andando a costituire un solo Consiglio col Comune di Barga, pur mantenendo, sino alle Riforme Leopoldine del sec. XVIII, una certa autonomia economica.

L’ultima pagina “gloriosa” per Sommocolonia risale alla IIa Guerra Mondiale, quando il fronte della “Linea Gotica” si fermò per lunghi mesi tra questi monti. Infatti il 26 dicembre 1944 il Castello fu al centro dell’ultima offensiva Tedesca, con morti, feriti e distruzioni; quest’ultime causate anche dalle incursioni aeree Statunitensi.  Oggi ricordiamo, senza dimenticare nessuno, anche quei giorni e specialmente gli “ultimi” di quei combattenti, certo non per cuore: i soldati Afro-Americani della “Divisione Buffalo”, al cui nome è dedicata l’odierna gara e l’antica via che da Catagnana sale al ferrigno Castello: l’occhio del falco romano, longobardo e fiorentino sulla Valle.

L’ANTICA VIA.

Venendo da Barga e giunti a Ponte di Catagnana, oltrepassato di una ventina di metri l’omonimo ponte che sta sulla Corsonna, sulla destra inizia a salire l’antica via – vera massicciata – che conduce a Sommocolonia, proseguendo a valicare gli Appennini alla Bassa del Saltello. Uno dei tracciati stradali tra i più naturali per varcare i nostri monti, le cui origini che si perdono nella notte dei tempi, lasciano intuire che già nell’epoca in cui Roma ebbe annesso la Valle ai suoi domini, sul divenire colle di Sommocolonia, vi avesse stanziato dei coloni perché stessero a controllo della via che per la Bassa del Saltello raggiungeva la pianura Padana.
Sino a Sommocolonia la strada è tuttora ben conservata nel suo selciato in pietre, tanto da essere censita tra le più antiche e interessanti vie di comunicazione europee per autenticità e lunghezza.

Prima tappa del percorso è il paese di Catagnana alta, per poi salire tra castagni e campetti, sino al settecentesco Oratorio di S. Rocchino, al cui interno si conserva una “Crocifissione del Cristo” del pittore contempoaraneo Paolo Maiani. Dopo poco siamo a Sommocolonia, da dove si spazia in un panorama straordinario, che dai viridi Appennini, per la sottostante Barga, arriva sino alle pietrose Panie. L’antica via seguita entrando nei boschi per raggiungere in un piccolo valico “La Dogana”, l’antico limite del Granducato di Toscana con lo Stato Estense. Seguitando raggiunge l’antico sito dell’ospedale di S.Bartolomeo e poi, per la Bassa del Saltello, discendendo in Emilia.

L’Archivio del Barghigiano 2009 – Pier Giuliano Cecchi.

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