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L’alluvione alle Cinque Terre e la pioggia eccezionale caduta sulle nostre zone

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Tutti noi questa mattina, aprendo un giornale on line o guardando la televisione abbiamo negli occhi le tremende immagini dell’alluvione alle cinque terre. Come sempre accade quando si perdono delle vite inizierà il “balletto” delle responsabilità, la cementificazione selvaggia, il costruire vicino a torrenti che sembrano sempre quieti ma che, in circostanze eccezionali, si trasformano in killer.

Gli oltre 500 mm di pioggia caduti in meno di 24 ore a Levanto (per darvi un’idea la piovosità media della nostra zona è di circa 2000 mm annui) sono un evento assolutamente fuori dalla norma, determinati dall’intenso sistema temporalesco auto rigenerante, ovvero un temporale che trae forza dalla superficie calda del mare ed insiste per ore ed ore sulle solite zone che, in questo caso, scontano molto anche la particolare orografia con le montagne a creare una barriera che esalta tali fenomeni.

Dal tardo pomeriggio di ieri questo “mostro” temporalesco ha iniziato ad interessare le nostre zone scaricando quasi 180mm tra le ore 18 e le 03 del mattino. Sotto l’articolo trovate tre foto scattate ieri sera tra Barga e Filecchio con la strada trasformata in un vero e proprio fiume in uno spettacolo affascinante e terribile al tempo stesso, una dimostrazione che la Natura è in grado di rendere l’uomo, che tutto credo di poter comandare, un essere piccolo piccolo da strapazzare a piacimento.

L’autunno è il periodo peggiore per questo genere di manifestazioni temporalesche e le peggiori alluvioni si sono registrate proprio nei mesi di ottobre e novembre quando masse di aria più fredda vanno a scatenare la reazione di un mare ancora caldo dopo la stagione estiva (che in questo anno si è protratta praticamente fino agli inizi di ottobre) fornendo carburante a temporali così devastanti.

Il peggio, per fortuna, è passato. Nelle prossime ore andremo incontro ad un progressivo miglioramento, più deciso dal pomeriggio quando tornerà a fare capolino il sole. Nei prossimi giorni avremo una tregua, più che mai utile per fare il conto dei danni e leccarsi le ferite prima di nuovi peggioramenti, probabilmente meno intensi, per i primi di novembre.

L’impressionante fiume di fango a Monterosso

 

 David Sesto

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