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Pascoli’s last trip remembered 100 years later

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A commemorative plaque by the sculptor Francesco Lucchese Petroni  was erected on a wall at Piezza, Gallicano in September 1912 and today, local politicians, school children and interested parties were there to see a wreath laid at the foot of that plaque as the local community remembered the last trip that the poet Giovanni Pascoli ever made from his beloved home in Castelvecchio.

Pascoli was ill and needed to be moved to Bologna for treatment. On the 17th February 1912 a special train was laid on for the poet which stopped at the tiny station nearby to pick up Pascoli before taking him to Lucca and then onto Bologna.

The trip was the last that he ever made as he died aged 57, shortly after on the 6th April 1912.

One hundred years to the day and the world is a far different place to the one which Pascoli wrote and dreamed about.

The tiny station from which Pascoli left this area has fallen into disrepair and is on its last legs but the man himself and his poetry has not been forgotten.

In fact there is a huge resurgence in interest in his life and work this year as celebrations for the centenary of his death gradually pick up pace as the 6th April draws near. (more articles about Pascoli here)

Esattamente cento anni fa, il 17 febbraio 1912, Giovanni Pascoli lasciava la nostra Valle, sua terra adottiva, per recarsi a Bologna città in cui avrebbe avuto maggiori possibilità di curare il cancro al fegato da cui era affetto. Partì in treno, dal casello ferroviario del Salice a Piezza (Gallicano) su di un convoglio adattato appositamente per lui.

La malattia ebbe il sopravvento, e la partenza da Piezza fu l’ultimo viaggio del Poeta, l’addio definitivo alla Valle del Bello e del Buono.

La partenza del Poeta, ed in seguito la notizia della sua morte, avvenuta il 6 aprile 1912, fu un momento di grande commozione per gli abitanti della zona, dato che Giovanni Pascoli era amato e stimato non solo dal mondo culturale e intellettuale, ma anche dai semplici cittadini, protagonisti dei quel mondo rurale cantato in tante sue liriche.

A cento anni di distanza, questa mattina, la piccola località di Piezza è stata teatro di una commemorazione in memoria di quell’ultimo viaggio, alla quale hanno preso parte i sindaci della Valle e i rappresentanti delle maggiori istituzioni, per ricordare un momento che unì tutta la Valle.

Voluto dal Comune di Gallicano – che proprio in questi anni sta riscoprendo quanti e quali siano stati i legami con Giovanni Pascoli – la cerimonia ha visto la presenza dei sindaci e dei rappresentanti dei comuni di Barga, Coreglia, Molazzana, Vergemoli; della Fondazione Pascoli; delle Unioni dei Comuni di Media Valle e Garfagnana; dei rappresentanti della Provincia di Lucca e della Regione Toscana; dei rappresentanti delle forze dell’ordine, tutti idealmente uniti nel ricordo della dipartita del Poeta.

Presenti anche le scuole, con le classi quarte della suola primaria di Gallicano e le prime della scuola secondaria di primo grado di Fornaci, i cui allievi sono stati autori, durante lo scorso anno scolastico, di un agenda biennale dedicata al poeta di Castelvecchio.

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La cerimonia è stata introdotta dal sindaco di Gallicano Maria Stella Adami che ha ricordato la partenza di Giovanni Pascoli e riportato alla memoria come, alla notizia della morte, i comuni di Gallicano, Barga, Vergemoli e Molazzana si riunirono per deliberare, tra l’altro, l’apposizione di una lapide che commemorasse per i decenni a venire l’ultimo viaggio di Giovanni Pascoli.

L’Atto di consegna fu redatto dal notaro Stefano Paolo Puccetti di Gallicano, che ebbe duraturi rapporti col Poeta, mentre il testo della lapide fu dettato da Italo Pierotti, il quale definì il 17 febbraio 1912 “anno tristissimo per se (il Poeta n.d.r.) e per la Patria”: l’intero documento è stato letto dalla compagnia teatrale La Ribalta, riproponendo ai posteri il sentimento di affetto provato dalla comunità della Valle verso la scomparsa del Poeta.

Anche il Sindaco di Barga, Marco Bonini, è intervenuto ricordando come questa sia stata la prima commemorazione ufficiale del centenario Pascoliano, momento che introduce l’apice che si terrà il 6 aprile prossimo, quando sarà ricordata la scomparsa del Poeta con iniziative presso casa Pascoli e presso il Teatro dei Differenti.

Come cornice alla commemorazione i bambini delle scuole elementare hanno anche recitato alcune delle poesie di Giovanni Pascoli reggendo in mano ognuno un aquilone, simbolo dell’omonima poesia.

I presenti hanno poi concluso la commemorazione recandosi in corteo verso la lapide che ricorda l’ultimo viaggio, deponendo una corona di alloro sotto l’epigrafe che recita:

Qui Giovanni Pascoli
Il 17 febbraio 1912
Giorno tristissimo per se e per la patria
Piangendo Dette l’ultimo lampo dei suoi occhi
L’ultimo sogno del suo cuore
Alla Valle dei buoni e degli umili
Che dopo averla amata Immortalò

Il Popolo di Gallicano Q.L.P.

 

 

 

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