Francesco Cosimini

Pasquetta nel segno dell’arte

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A ridosso delle vacanze di Pasqua, approfittando delle belle giornate primaverili si ha sempre voglia di fare un giro, ma l’indecisione, quasi sempre minacciosa, costantemente aleggia nell’aria palesandosi sui nostri volti.

Non so se sarà capitato anche a voi, ma coi miei amici mi ritrovo a decidere sempre all’ultimo come poter passare il lunedì di pasquetta. Finiamo sempre spiaggiati in un campo in montagna a mangiare gommose e schifezze varie oppure, nel peggiore dei casi, inchiodati per ore in autostrada con la radio che propina bollettini apocalittici sul traffico facendoci quasi pensare a una soluzione trasgressiva come dover installare una canadese sulla corsia d’emergenza.

Insomma, alla fine, la partenza intelligente vanifica. La macchina si trasforma in un grande centro di dibattito, ma quando gli argomenti vengono a mancare si pensa sempre ad abbassare il finestrino e interagire con gli altri automobilisti incolonnati. Effettivamente, ogni pretesto è buono per fare un po’ di sano chiacchiericcio da salotto con le gommose sempre a portata di mano.

I giorni mancanti alla fatidica gita fuori porta sono pochi ma ovviamente le due proposte che verrò a farvi sono plasmabili secondo le necessità di ognuno e ciascuna offre la possibilità di racchiudere innumerevoli alternative collaterali a seconda dei gusti. Semplice: basta scegliere tra Venezia e Firenze.

Venezia ha da pochi giorni inaugurato una mostra dedicata al grande maestro della secessione viennese: “Klimt, nel segno di Hoffman e della secessione” al Museo Correr in Piazza San Marco. L’idea della mostra in laguna nasce in collaborazione col Museo del Belvedere di Vienna proprio perché quest’anno si festeggiano i centocinquanta anni dalla morte del maestro. Un rapporto intenso tra la città e Klimt stipulato con la sua partecipazione alla IX Biennale di Venezia e l’acquisto, da parte di questa, di “Giuditta II” del 1909 per la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.

Le sale del Correr si trasformeranno in luogo dove poter scoprire fino all’8 Luglio il mondo dei secessionisti attraverso dipinti, mobili e raffinati gioielli, ma anche documenti che aiuteranno nella ricostruzione del percorso storico-critico del gruppo formato da personaggi come Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser e da Josef Hoffmann, architetto, il quale influenzò molto la produzione di Klimt fino ad arrivare a collaborarvi in Palazzo Stoclet.

Il principio che spiega la varietà dell’arte del periodo è quello di “Art dans tout” dove appunto la manifestazione artistica diventa onnipresente e legata alla linea curva e a decorazioni naturalistiche che caratterizzano lo stile dell’Art Nouveau databile a cavallo tra Otto e Novecento.

Venezia, la città marinara per eccellenza, offre molte opportunità per essere vista e vissuta, ma sicuramente il migliore è quello di addentrasti per le calli e le bellissime piazze e rimanere colpiti dagli scorci da cartolina.
(Per info e approfondimenti: www.mostraklimt.it; www.museiciviciveneziani.it)

Altra proposta, un po’ più nostrana, e forse meno estrema che voglio fare, riguarda il Giardino delle Rose a Firenze sottostante Piazzale Michelangelo (zona Oltrarno) da dov’è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città dei Medici.

Gli amanti dell’arte contemporanea avranno anche modo di vedere le opere scultoree di Jean Michel Folon al quale, due anni prima di morire, nel 2003, Lucca dedicò una retrospettiva a Palazzo Ducale. L’idea di esporre i bronzi e qualche gesso dell’artista deriva dalla volontà della moglie, Paola Ghiringhelli, attraverso la donazione delle opere al Comune di Firenze. Oggi le sculture dell’artista belga si ambientano tra le varie specie botaniche e la zona dedicata all’arte del giardino giapponese. A visita terminata, si può salire alla splendida chiesa romanica di San Miniato al Monte, ma anche andare al giardino di Boboli e quindi Palazzo Pitti oppure fare una passeggiata per le vie del centro.

(Firenze, Viale Giuseppe Poggi, 2; aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto).

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