flavio guidi

Moto e tradizione a Palleroso

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Tradizione e modernità insieme. Si è ripetuto ieri a Palleroso un appuntamento unico nel suo genere che mette insieme il mondo dei più sfegatati bikers amanti delle due ruote a quello della tradizione contadina ed enogastronomica della nostra Valle.
Giacche di pelle con badge multicolori a ricordo di raduni ed imprese epiche, tatuaggi sugli avambracci, motociclisti duri e rudi, provati da centinaia di raduni, cromature accecanti e moto di ogni foggia ed insieme i colori ed i sapori dei cibi più tradizionali della cucina povera garfagnina, i vestiti di un tempo, i visi da opera d’arte del ‘500 della nostra gente, le bellezze degli angoli più nascosti di un piccolo borgo delle nostre colline.
Tutto questo la giornata di ieri a Palleroso che ha messo insieme come ormai da 8 anni a questa parte, la Motomerenda e la “Merenda del contadino”. La prima un ritrovo per centauri di tutte le età e di tutte le moto riuniti in un pomeriggio davvero particolare; l’altra un tuffo nel passato alla scoperta dei sapori e della vita di queste parti per le vie del piccolo gioiello che è Palleroso che ha messo in campo tutta la sua proverbiale ospitalità. E che ha accolto centinaia di persone che qui hanno trovato tante cose buone da mangiare e da vedere con un occhio particolare anche alle persone con qualche problema con il glutine.


Anche quest’anno ci ha colpito il passaggio quasi spazio-temporale che si avvertiva passando la porta di via dell’Affanno. Da un lato le vie strette e ben curate, piene di mercatini e di stand gastronomici e dove sembrava di rivivere in una festa paesana d’altri tempi; dall’altra tutto un altro mondo, fatto di odore di benzina, musica rock a tutta randa grazie ai Dedamalu e dallo spirito di corpo che riunisce tutti quelli che amano salire sopra due ruote e lasciarsi andare ad un dolce viaggio fatto di pieghe e rettilinei.

Come avete sentito (se avete ascoltato l’audio intervista sopra ) Alessandro Pedreschi, del Circolo Culturale La Tore che ha organizzato i due eventi, come gli altri anni i partecipanti alla motomerenda sono stati circa 300.

Alessandro ci parlava anche delle aspettative di un momento culminante della motomerenda: la benedizione alle moto impartita dal sacerdote motociclista don Vittorio Martini e poi il seguente “cantico dei motori”, una delle caratteristiche di questo appuntamento con i motori a manetta per trenta secondi e più.

Ci si era già tentato lo scorso anno: superare i 109 decibel raggiunti nel 2010 in 30 secondi di moto in folle a tutto gas, ma alla fine il fonometro ha fatto registrare solo 103; colpa anche dei manicaretti che si stavano servendo per le vie del paese e che hanno richiamato troppi motociclisti e quindi lasciato troppe moto silenziose. Pazienza, l’occasione non mancherà sicuramente il prossimo anno.
Per il resto tanto colore, tanta originalità, come la moneta speciale per acquistare le cose buone dlela merenda, tanta inventiva, un’ottima organizzazione in entrambe le manifestazioni che alla fine hanno accontentato tutti.

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