Francesco Cosimini

Le arti degli anni ’30 in mostra a Palazzo Strozzi

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Indossa un vestito verde ed è elegantissima nella posa e nella semplicità, la “Donna al caffè” di Antonio Donghi. Come una grande sorella, o forse nuova icona pop, osserva i passanti fiorentini e si è soliti trovarla anche nelle viuzze più impensabili del centro applicata sulla carrozzeria degli autobus.

Svelo l’arcano: dal 22 settembre fino al 27 gennaio, Palazzo Strozzi ospiterà “Anni ’30,  Arti in Italia oltre il fascismo” a cura di Antonello Negri e collaboratori.

1929: il crollo della borsa di Wall Street sancisce la fine degli anni del jazz, quelli che Francis Scott Fitzgerald raccontava nei suoi libri. Si aprono gli anni ’30, in Italia, col matrimonio tra Umberto II di Savoia e Maria José del Belgio. Il Codice Rocco, nel 1931, riporta in Italia la pena di morte. L’anno seguente, la Fiat 508 Balilla è il primo passo verso la motorizzazione di massa.

Nel ’33 l’IRI è fondato con lo scopo di salvare le maggiori banche dal fallimento. Il ’34 è l’anno dell’incontro tra Benito Mussolini e Adolf Hitler a Venezia. L’Etiopia, l’anno dopo, viene attaccata dall’Italia senza dichiarazione di guerra. Nel 1936 muore Luigi Pirandello e l’anno successivo è quello dell’inaugurazione di Cinecittà. Le leggi razziali vengono promulgate nel 1938 e, infine, l’anno seguente, a Maranello, Enzo Ferrari fonda la sua azienda.

La moda di quegli anni è in un certo senso il campanello d’allarme del decennio: dagli sfavillanti abiti dei ruggenti anni ’20 si passa a forme molto più sobrie, non androgine e più femminili, anche se il pantalone ormai è già entrato nel guardaroba delle donne; i tessuti sono modesti e s’inizia l’uso delle fibre sintetiche meno costose.

Il sottotitolo contiene un indizio fondamentale per capire l’arco d’indagine della mostra ed è rappresentato dalla parola “oltre”: si va oltre il fascismo e l’arte di propaganda, si vanno ad indagare tutte quelle correnti che procedevano parallelamente in quegli anni e quindi classicismo, futurismo, espressionismo, astrattismo, arte monumentale e pittura da salotto.

É inoltre arricchita dai mezzi di comunicazione di massa, dal design che tanto attingevano dall’arte e che poi sono le basi della nostra attualità. In esposizione, nel piano nobile del palazzo, si potranno ammirare un gran numero di pezzi a dimostrare il grande fermento culturale di quegli anni che ha cambiato profondamente l’Italia, l’italiano che ormai sta diventando tecnologico e aperto a stimoli culturali europei senza dimenticare la sua tradizione artistica.

Per coloro che arriveranno in treno, a Santa Maria Novella, il viaggio verso gli anni ’30 – quelli dello swing –  inizierà già in stazione, perché è stata realizzata da Michelucci in quegli anni ed è un esempio di architettura razionalista che ben si adatta al contesto urbano adiacente e dove, all’interno, ci sono opere di artisti dell’epoca del calibro di Rosai e svariate forme di design.

In definitiva, l’arte e il suo mondo non smette mai di sorprenderci e di affascinarci, ma soprattutto di poter abbracciare il maggior numero di adepti.

Per info: www.palazzostrozzi.org
Orario mostra:
Tutti i giorni 9.00-20.00
Giovedì 9.00-23.00

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