flavio guidi

Sì, viaggiare!

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Sì, viaggiare. Lo cantava Lucio Battisti in una sua bellissima canzone e sicuramente la passione di viaggiare, di scoprire posti nuovi fa parte del DNA di molti di noi. A volte ci affanniamo per organizzare viaggi in mete lontane alla scoperta del bello e dell’esotico, e comunque di cose nuove. E facendo questo ci si dimentica o si tralasciano luoghi a noi più vicini. Che si trovano proprio sotto casa, ma che magari può trascorrere una vita e non scopriremo mai. Per quanto ci riguarda, proprio per i luoghi in cui viviamo, ci potremmo definire quasi fortunati. Viviamo in Toscana e qui la bellezza ed il fascino stanno di casa. E forse proprio per questo siamo quasi abituati a quello che ci sta intorno e quindi lo viviamo in maniera diversa e distaccata, senza coinvolgimenti emotivi. Ed è un vero peccato perché questo ci impedisce di viaggiare a… km 0 e soprattutto a spese 0… E di fare delle scoperte che possono riempirci il cuore a due passi da casa.

Vorrei perciò raccontarvi del “viaggio” che ieri ho fatto a circa 20 km da Barga, in quel di Monti di Villa, nel comune di Bagni di Lucca. In questo piccolo borgo incastonato ai piedi degli Appennini si organizzava per la prima volta un Presepe Vivente. Uno dei tanti che si svolgono in Valle del Serchio. Con l’unica differenza che questa era la prima edizione  ospitata nel paesino. Al di là della manifestazione, a cui siamo abituati se non altro perché a Barga la si organizza da più di venticinque anni, quello che mi ha impressionato è proprio la bellezza del luogo. E’ stata una vera e propria scoperta, una sorpresa. [dw-post-more level=”1″]

Sono stato avvolto e coinvolto dal fascino di questo piccolo paesino, dal calore della sua gente, dal sapore delle cose buone di una volta e soprattutto dai colori e dagli accostamenti cromatici incredibili che il luogo, insieme alla natura, mi hanno regalato.

E’ stata un’emozione forte. Superiore a quella che ho provato in tanti viaggi nel mondo, che mi ha fatto tornare a casa appagato più di tante volte che ho fatto ritorno da lontano. E che mi fa pensare che a volte il bello ed il buono di questa Valle di cui parlava anche Pascoli, noi lo perdiamo senza volere. E così l’invito che mi faccio e che vi faccio è quello di tornare a scoprire, noi che ci viviamo, questa nostra magnifica terra dove: …potresti ripartire, certamente non volare ma viaggiare. Sì, viaggiare.

 

Situato a 579 metri sul livello del mare, dista dieci chilometri dal Capoluogo e si raggiunge partendo dal Ponte a Serraglio, prendendo il bivio il località La Cova, passando Granaiola e Pieve di Monti di Villa. È costituito da tre nuclei abitati: Lugnano più in alto in posizione dominante che si affaccia sia sulla valle del Camaione che sulla valle Fegana a circa 700 metri di altitudine, Bugnano posto più in basso completamente disabitato e Riolo più vicino al torrente Camaione caratteristico per la sua piazzetta su cui si affaccia la chiesa di San Nicola. Lugnano deriva il suo nome da Laurius; Bugnano da Apuleius coloni della tarda romanità.

La storia di Monti di Villa
Lugnano è ricordato nelle pergamene degli anni 891 e 901; Bugnano nei documenti degli anni 913, 983 e 991. Nel catalogo delle chiese lucchesi del 1250 Lugnano e Bugnano (con Granaiola, Montefegatesi, Messano (località non individuata) risultano essere chiese dipendenti dalla Pieve di Villa Terenzana (l’attuale Pieve di Monti di Villa). Nel secolo XII la chiesa di Bugnano era soggetta a tributo annuo a San Pietro a Roma. Ricerche di archivio individuano nel 1570-1580 il periodo in cui Lugnano e Bugnano cominciarono ad essere una sola parrocchia. Dal libro dei battesimi si può vedere che il primo atto di battesimo, celebrato nell’attuale chiesa, reca la data del 1618, segno che in quell’anno la parrocchia era unica. Il castello di Lugnano aveva la sua chiesa (dedicata all’assunzione di Maria Santissima) distante circa 500 metri dal paese sopra un’altura, in posizione assai scomoda per l’accesso alla medesima. Si trattava della cosiddetta “chiesa vecchia” conosciuta anche come chiesa di Sant’Antonio. La tradizione vuole che essa sia stata una delle chiese fondate nel secolo XI dalla contessa Matilde, oggi non rimangono che pochi ruderi. Il castello di Bugnano aveva anch’esso la sua chiesa dedicata a San Donato, posta molto più in basso del castello stesso, in località “vinea brunarii” e ugualmente collocata in posizione scomoda per la popolazione. C’era inoltre il castello di Riolo che in quel tempo non aveva una propria chiesa. Le due chiese avevano ciascuna un sacerdote entrambe dipendenti dalla Pieve di Villa Terenzana. Questo stato di cose (distanza e dipendenza) creava molti dissidi tra queste popolazioni e la Pieve. Per questo gli abitanti dei tre castelli decisero di costruire una chiesa più grande e centrale e di unirsi in una sola parrocchia, staccandosi dalla pieve. La situazione si presentava delicata ed irta di ostacoli per questo le popolazioni di Lugnano e Bugnano nel 1564 fecero un voto a Dio e alla Beata Vergine, con il quale, se avessero ottenuto, la cessazione delle discordie e la riunione dei tre castelli in una sola parrocchia (indipendente dalla Pieve) avrebbero fatto dipingere, in onore di Maria Santissima, un’immagine a Foce Colonia. Nel 1593 la grazia fu ottenuta ed eseguito il voto con la costruzione della navata centrale dell’attuale chiesa parrocchiale dedicata all’assunzione della Vergine e a San Donato, titolari delle due chiese primitive. La nuova chiesa fu eretta presso un piccolo oratorio detto San Michele di Mezzano perché era in mezzo ai tre castelli. Questo oratorio si trovava dove ora c’è la casa canonica. Nel 1611 fu eretto anche il campanile. Nel 1633 fu costruita la crociera della chiesa e qualche anno dopo l’oratorio a Lavacchio sul confine della pieve dedicato al Santissimo Crocifisso. Anche il castello di Riolo ebbe la sua chiesa dedicata a San Nicola nel 1671. Quando fu edificata la chiesa si usava seppellire i morti sotto la tettoia destra dell’edificio, ma nel 1884 ci fu la proibizione, per cui, in attesa che fosse fatto il cimitero, per i tre anni successivi i morti furono portati nel cimitero della Pieve. Appena terminato il cimitero le trenta salme tumulate alla Pieve furono riportate nel cimitero di Monti di Villa. L’imperatore Enrico VI nel 1186 restituì Lugnano e molti altri castelli del contado ai Lucchesi per premiare la città di averlo sostenuto nella lotta contro il Papato. Il Comune di Lucca li aggregò sotto la Vicaria di Coreglia ed in seguito di Borgo a Mozzano e così rimasero fino al secolo XIX. Nel 1890 i paesi di Granaiola, Pieve e Monti di Villa fecero domanda a Roma per entrare a far parte del Comune dei Bagni di Lucca e così avvenne nel 1893. Fino al 1832 le parrocchie di Lugnano e Bugnano furono separate ma in quell’anno si unirono in unica comunità poichè la chiesa di Bugnano, intitolata a San Donato, era pericolante (tutt’oggi è ridotta allo stato di rudere). La chiesa di Lugnano intitolata a Santa Maria divenne così la parrocchia di Santa Maria e San Donato. Fu eretta nel 1593 e ampliata nel 1776 ad unica navata con croce, transetto e abside poligonale. All’interno un fonte battesimale in pietra del secolo XVII. L’organo della Chiesa parrocchiale risale probabilmente alla secolonda metà del secolo XIX. Il campanile fu restaurato nel 1898. All’interno della chiesa di Riolo troviamo un organo, risalente probabilmente alla secolonda metà del secolo XVII. Va ricordato anche il santuario di Foce Colonia (detto comunemente S. Anna) dove, da oltre 400 anni, viene venerata l’immagine della Madonna non soltanto dagli abitanti di Monti di Villa ma anche dagli altri rappresentanti del territorio. L’erezione di questa chiesa è narrata da padre Cesare Franciotti nelle “Vite dei Santi Lucchesi” stampate nel 1613. Quando nel 1564 le due comunità di Lugnano e Bugnano fecero il voto di grazia sopra ricordato, ed una volta ottenutola, fabbricarono a Foce Colonia una cappelletta e di lì a qualche anno fu dipinta gratuitamente dal pittore di Lammari, mastro Sebastiano l’immagine di Maria Santissima, somigliante a quella della Madonna dei Miracoli di Lucca. In pochi anni la cappella conobbe visite e pellegrinaggi da tutte le parrocchie e molte furono le grazie ricevute. Si decise quindi di costruirvi la chiesa, terminata nel 1609. Il loggiato davanti alla chiesa fu costruito nell’anno 1674. La celebrità dei prodigi di questa immagine e la posizione della sua chiesa, rivolta verso il mare, trasse a sé anche la devozione dei marinai e naviganti che invocavano l’aiuto di questa Vergine nei loro pericoli e per molto tempo, fino alla metà del 1800, dal porto di Livorno si spedivano annui doni a questa Stella Maris, invocata sotto il titolo di Madonna del Monte Coronato. C’era un cappellano, eletto dalla comunità di Monti di Villa con l’approvazione del Vescovo, che vi celebrava messa ogni giorno e anche l’eremita, che doveva essere custode della chiesa in mancanza del cappellano. A Monti di Villa si celebra la festa dell’Assunta il 15 agosto, solennità che si conclude il 16 con la discesa della Statua della Madonna dal trono dell’altare.

Personaggi celebri
Nicolao Tomeoni (1763-1830) nativo di Bugnano, studioso di problemi idraulici.
Matteo Trenta (1817-1856) sacerdote, studioso e soldato risorgimentale da Bugnano (source).

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