flavio guidi

Un pomeriggio con la gente di montagna (sotto la neve)

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La parentesi neve è ormai archiviata (almeno per il momento visto che tra sabato e domenica ci potrebbero essere ancora novità in proposito) e di disagi, almeno in collina e nel fondovalle, se ne sono registrati pochi. Un po’ diversa invece la situazione in montagna. A Renaio, con le nevicate dei giorni scorsi, si è arrivati quasi a 60 cm di neve. Alla Vetricia si è passato il metro.

A volte ci si lamenta perché non ci è stata spalata la neve davanti casa o perché i marciapiedi non solo puliti adeguatamente e non si pensa che c’è invece chi la neve la vive come una quotidianità e come una conseguenza inevitabile della scelta, nolenti e volenti, del vivere in un certo posto. E’ il caso appunto della gente delle nostre montagne che per vivere e per far vivere queste terre così aspre ed ostili, affronta in ogni periodo dell’anno difficoltà che per noi sono inimmaginabili. E lo fa senza lamentarsi più di tanto. Bisognerebbe pensarci ogni volta che si sbuffa e si reciminna contro questo o quello, quando sono caduti solo pochi centimetri di neve

Lo abbiamo appurato anche ieri, trascorrendo un pomeriggio con gli uomini della Protezione Civile del Comune di Barga, impegnati in alcuni sopralluoghi sopra Renaio e nell’intervento di aprire la strada che da Renaio conduce il loc. Abetaio, per consentire ad un pastore del luogo di raggiungere e foraggiare le sue pecore, ospitate in un capanno.

Qui non ci si lamenta perché il marciapiede non è spazzato a dovere. Qui la neve davanti casa la si spala di persona ed a volte si tratta, come in questo caso, di un bel po’ di neve. Qui le strade sono pulite, per ovvie ragioni tecniche, con maggiore difficoltà ed a volte nemmeno con le catene è facile spostarsi. Qui, se si rimane a piedi con la macchina, ci si carica la roba sulle spalle e si raggiunge casa a piedi. Qui si prende il motocoltivatore e con non poche difficoltà, ed anche con qualche rischio, si raggiunge l’ovile per dar da mangiare alle proprie pecore. Qui può accadere anche di ritrovarsi senza luce per ore, a volte anche per giorni, perché la troppa neve caduta ha reso pesanti i cavi elettrici che poi si sono spezzati. Ma in qualche modo ci si attrezza…

Tutto questo abbiamo visto ieri in appena tre ore trascorse in montagna, sotto la neve e con la neve a farci compagnia.

Siamo saliti sul fuoristrada della protezione Civile del Comune di Barga, con l’assessore Pietro Onesti ed il tecnico Omero Togneri. Non eravamo nemmeno arrivati a Renaio che c’è stato bisogno di prestare soccorso ad una coppia di cittadini inglesi che a Renaio hanno scelto di vivere. Una delle catene della loro auto si era spezzata e così stavano raggiungendo a piedi il paese con viveri, cani e gasolio al seguito.

 

[dw-post-more level=”1″] Abbiamo visto strade ricoperte dalla neve nel frattempo… Se così fosse stato il loro stato qui in pianura si sarebbe gridato allo scandalo… quassù invece, tutto normale. Tutto come da copione quando nevica.

Nella strada sterrata che raggiunge loc. Abetaio c’erano oltre 40 centimetri di neve ed il mezzo della Protezione civile, ha funzionato un po’ da apripista, solcando i tracciati per permettere ai mezzi dei proprietari delle pecore di raggiungere l’ovile. Gli stessi però avevano già raggiunto, non senza difficoltà, il luogo con un motocoltivatore. C’è stato anche bisogno di un piccolo aiuto per permettere al mezzo di ritornare a casa. Comunque sia, verificato che le pecore erano al sicuro e nonostante una parziale apertura della strada, si è preferito attendere l’arrivo dello spalaneve (è giunto stamani) ad aprire definitivamente la strada. Le pecore comunque erano al sicuro ed avrebbero potuto “resistere”, con le scorte esistenti, almeno altri tre giorni.

Lungo la strada della Vetricia abbiamo trovato anche gli uomini dell’Enel impegnati a rimettere insieme i cavi dell’alta tensione, spezzati dal peso della neve. Senza una parola, lavoravamo in condizioni estreme e per oggi, forse, la corrente dovrebbe essere stata ripristinata. Al buio alcune case nei pressi della Vetricia, tra cui il rifugio “Santi” dove comunque nessuno si preoccupava. Un generatore risolveva il problema e c’erano anche un bel po’ di ragazzi impegnati a sciare lungo la strada ed a godersi lo spettacolo circostante. Un paesaggio da fiaba dove tutto era letteralmente avvolto dalla neve.

E’ stata alla fine una esperienza costruttiva che ci conferma l’alta opinione che abbiamo sempre avuto della gente della nostra montagna. Semplice, schietta, indipendente, senza tante pretese. Che sa come arrangiarsi e non si lamenta quasi mai. E che quando e se lo fa, va ascoltata ed aiutata con attenzione. Tanto di cappello per tutti loro…

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