Jim con la sua prima band

I Traffic

Jim Capaldi con Bob Marley

Jim Capaldi

Jim con Steve Winwood

Jim con Steve Winwood

 flavio guidi

Quel sottile filo che ha legato Jim Capaldi alla Garfagnana

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L’altro giorno ho ascoltato un brano dei Traffic, una formazione di rock psichedelico britannica che ha ha aperto la strada di questo genere sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Uno dei suoi componenti e fondatori, assieme a Steve Winwood era Nicola James Capaldi, meglio conosciuto come Jim, inserito nella “Rock and Roll Hall of Fame” come parte della formazione originale dei Traffic.

Pochi giorni dopo su Facebook, nella pagina di giornaledibarganews, ho avuto l’occasione di fare conoscenza di Mary Capaldi ed allora mi è tornato in mente che il nome di Jim Capaldi è stato legato in qualche modo anche alla nostra Valle del Serchio. Grazie a lei ho cercato di capire come, e se dalle radici sprofondate nella nostra terra fosse scaturito un altro grande nome del rock e della musica mondiale. (Un po’ come è avvenuto insomma per il barghigianissimo Paolo Nutini.

In realtà non è proprio così.  Il filo  di congiunzione  tra  i Capaldi  e la  Valle è stata la signora Velia Nelli, madre di Mary. Era di Castelnuovo, figlia  dell’avvocato  Demade Nelli  e nipote  dell’Avv. Michele  Nelli (che fu pure  avvocato  del Pascoli) che proveniva da Corfino. Insomma garfagnina doc.

Velia  si sposò con Domenico Capaldi, nato ad Ayr in Scozia. Domenico era cugino di Jim Capaldi e quindi Jim secondo cugino di Mary e di suo fratello Tony che a Barga ricordiamo per aver fondato tanti e tanti anni fa quel Pub sotto gli alimentari Caproni che oggi è divenuto il Pub 46.

Se si va però a scavare nelle origini della famiglia Capaldi questa con la nostra terra ha poco a che fare visto che la famiglia, poi emigrata in Gran Bretagna, proveniva da Monte Cassino. In Garfagnana è giunta solo con il matrimonio tra Domenico Capaldi e Velia Nelli che hanno vissuto a Castelnuovo.

Comunque sia, ci è venuto voglia di ricordare la storia di Jim ed abbiamo chiesto aiuto proprio alla sua Mary che grazie alla sua conoscenza diretta ed all’aiuto che viene dal web ci ha fornito qualche immagine ed un po’ di dettagli per ricostruire la sua lunga e brillante storia musicale.

 

Jim con Steve Winwood

Nicola James “Jim” Capaldi nasce il 2 agosto 1944 e muore il 28 gennaio 2005. Come riporta Wikipedia,  è stato un musicista e cantautore inglese. Ha co-fondato i Traffic a Birmingham con Steve Winwood, ed il rock psichedelico della band è stato influente nella storia e nella diffusione di questo genere  in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Capaldi e Winwood hanno scritto molti dei grandi successi dei Traffic e la maggior parte delle tracce dei dieci album della band. E
Capaldi ha suonato e collaborato con diversi musicisti di grande famai, tra cui Jimi Hendrix, Eric Clapton, George Harrison, Alvin Lee, e Mylon LeFevre. Ha anche scritto testi di canzoni per altri artisti, come ad esempio “This is reggae music” di Bob Marley.[dw-post-more level=”1”]

“La famiglia – ci scrive Mary – arriva in Gran Bretagna con Pasquale Capaldi, che si era avventurato in Scozia, più tardi stabilendosi a Evesham, in Inghilterra.

Successivamente, trasferitosi negli Stati Uniti, dette  vita ad una attività creativa eccezionale.  Il Nonno di Jim suonava la fisarmonica.

Lui e la moglie Angelina ebbero sei figlie e tre figli. Nick, il più giovane della famiglia Capaldi (e padre  di  Jm Capaldi) era un fisarmonicista; aveva una trasmissione fissa su Radio Lussemburgo, affiancato dalla moglie Maria in qualità di cantante. Hanno vissuto e respirato musica e quando Jim è nato il 2 agosto 1944 a Evesham, nel Worcestershire, la musica faceva quindi già parte del suo DNA.

Jim con la sua prima band

Jim Capaldi ha formato la sua prima band all’età di quattordici anni,  suonando la batteria accanto al chitarrista Dave Mason. Quando i due vengono ingaggiati come “spalla” alla cantante Tanya Day allo Star Club di Amburgo (lo stesso locale in cui si formano i Beatles) hanno modo di fare la conoscenza di Steve Winwood, prodigioso e giovanissimo cantante e tastierista proveniente dalla vicina Birmingham, e allora in forze allo Spencer Davis Group. Nasce così un’amicizia dalla quale, anni dopo, scaturiranno i Traffic, formazione d’ importanza cruciale nella scena rock  inglese della seconda metà degli anni Sessanta, fino al 1974. La formazione era composta da: Jim Capaldi  batteria percussioni – voce; Dave Mason – chitarra e basso – voce; Chriss Wood – flauto sassofono voce; Steve Winwood – tastiera  chitarra basso voce.

Il gruppo entra subito nella Top 5 delle classifiche inglesi.

Capaldi inaugura un sodalizio compositivo con Winwood che farà epoca grazie agli album “Traffic”, NO EXIT e JOHN BARLEYCORN MUST DIE.

Nel 1972, mentre Jim fa ancora parte del gruppo, pubblica il primo album solista OH HOW WE DANCED, con la collaborazione di altri membri della band e di Paul Kossof, chitarrista dei Free. Nel terzo disco SHORT CUT DRAW BLOOD, decisamente orientato verso tematiche sociali, ambientaliste e di protesta, viene inclusa una cover di “Love hurts” degli Everly Brothers che diventa un successo internazionale. Capaldi espande nel frattempo la sua cerchia di amicizie e collaborazioni musicali: nel 1973 è uno dei promotori del concerto al Rainbow di Londra, che saluta il ritorno alle scene di Eric Clapton. Frequenta anche Bob Marley, per il quale scrive il testo di “This is reggae music”.

I Traffic

Collabora con Carlos Santana, mentre lo stesso Clapton e George Harrison figurano come ospiti nel 1988 nell’album SOME COME RUNNING. Nel frattempo, tra un progetto e l’altro (e qualche hit, come “That’s love” da FIERCE HEART, 1983, che riscuotono grande successo negli Stati Uniti) si dedica alla causa ambientalista e all’assistenza dei ragazzi di strada brasiliani, obiettivo cui la moglie Aninha, lei pure brasiliana, sposata nel 1975, si dedica a tempo pieno.

Il suo amore per le persone socialmente svantaggiate appare anche in un brano scritto negli anni ottanta, intitolato “Favela’ music”. In questo periodo partecipa al concerto “Free Nelson Mandela”.

Album come LET THE THUNDER CRY, del 1981, risentono tematicamente e musicalmente del periodo in cui Jim e la moglie risiedono a Bahia, dove nascono  le figlie Tabitha e Tallulhalie.

Nel 1993 Capaldi è invitato da Winwood a collaborare ad un album che presto si trasforma in un disco dei riformati Traffic (senza Mason e Chris Wood, l’altro membro storico che nel frattempo è scomparso).  Seguono, l’anno successivo FAR FROM HOME e un tour di grande successo negli Stati Uniti.

Nello stesso periodo Capaldi scrive una ballata per gli Eagles, anch’essi rimessisi insieme da poco: il brano, intitolato “Love will keep us alive”, diventa uno dei titoli di punta dell’album, “Hell freezes over”, che segna il ritorno sulle scene della band californiana.

Jim Capaldi con Bob Marley

Nel 1998, Capaldi riallaccia i rapporti musicali col vecchio amico Mason, col quale partecipa ad un tour da cui viene ricavato LIVE – THE 40,000 HEADMEN TOUR, dopo di che torna ad occuparsi attivamente della sua carriera solista: nel 2001, con molti nomi illustri al suo fianco, come Paul Weller, Gary Moore, Ian Paice, Winwood e ancora Harrison, pubblica LIVING ON THE OUTSIDE, seguito nel 2004 da POOR BOY BLUE.”

 

Come ci ricorda ancora Mary, Jim Capaldi aveva spesso al suo fianco un chitarrista d’eccezione: Jimi Hendrix.

“Appassionato golfista – ci scrive ancora Mary –  ha regolarmente preso parte a tornei di beneficenza. Il suo spirito d’avventura lo ha portato lungo il Grand Canyon, attraverso le rapide del fiume Colorado su una zattera con i nativi americani, e ad attraversare Alpi in sella a degli elefanti. E ‘sempre stato un difensore dei più deboli, non solo con la sua arte, ma anche attraverso il suo modo di abbracciare la vita. Amava il Brasile, la sua musica, il calcio ed i colori di quella terra e spesso accompagnava la moglie nei suoi viaggi per visitare i rifugi e trascorrere del tempo a giocare con i bambini di strada del rifugio a Rio.

Nonostante la malattia, non aveva perso l’ entusiasmo di contribuire allo sviluppo di un torneo di golf a scopo benefico, una sorta di Rock ‘n’ roll Ryder Cup.

Ha partecipato al concerto-tributo per George Harrison e stava preparando un nuovo tour e un dvd con Winwood. Un progetto che però non si è realizzato per l’uscita di scena di Jim, che muore nel gennaio 2005., lasciando una ricca eredità all’interno del gruppo di lavoro che aveva creato e stabilendo un riferimento per i giovani musicisti e cantautori.

ll 21 gennaio 2007, Steve Winwood, Joe Walsh, Pete Townshend, Yusuf Islam (al secolo Cat Stgevens), Paul Weller, Gary Moore, Jon Lord (ex tastierista dei Deep purple), Bill Wyman, Dennis Locorriere e molti altri, hanno dato vita ad un concerto commemorativo presso la Roundhouse di Londra. L’ evento, intitolato “Dear Mr Fantasy” è stato pubblicato su cd e dvd nell’ estate 2007”.

Mery conclude così il suo ricordo:

Jim Capaldi

“una qualità  di Jim? Umanamente il dono di essere stato in grado di ispirare fiducia negli altri, incoraggiare gli altri a guardare sempre verso  nuovi orizzonti. E ‘il tipo di regalo che, una volta ricevuto, non conosce confini e limiti. E per essere foriero di bene, continua a diffondersi là fuori nel mondo… Jim ha lasciato  quel dono  ai suoi cari.

 

 

Discografia Essenziale

OH, HOW WE DANCED 1972 Island

WHALE MEAT AGAIN 1974 Island

SHORT CUT DRAW BLOOD 1975 Island

PLAY IT BY EAR 1977 Island

THE CONTENDER 1978 Polydor

DAUGHER OF THE NIGHT 1979 RSO

ELECTRIC NIGHTS 1979 Polydor

THE SWEET SMELL OF…SUCCESS 1980 Carrere

LET THE THUNDER CRY 1981 Carrere

FIERCE HEART 1983 Atlantic

ONE MAN MISSION 1984 Atlantic

SOME COME RUNNING 1989 Island

PRINCE OF DARKNESS 1993 All At Once

LET THE THUNDER CRY 1999 Castle

LIVING ON THE OUTSIDE 2001 SPV

POOR BOY BLUE 2004

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