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Carlo A. Martigli in Barga – “Il settimo peccato”

Maestro Martino da Barga, personaggio affascinante e acuto. Un frate francescano intelligente e di immensa cultura

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Per gli incontri letterari de “Il Circolo” realizzati da Unitre Barga, Cento Lumi, Circolo Acli e Tra le Righe con il patrocinio del Comune, sabato 16 marzo alle 16, presso la sala consiliare di Palazzo Pancrazi in Comune, torna un ospite importante e già presente in passato a Barga.

Si tratta di Carlo Martigli, autore di libri di grande fama, che ci parlerà della sua ultima fatica letteraria, il libro “Il settimo peccato”, un thriller ambientato ai tempi medievali, che peraltro è molto legato alla cittadina che ospita l’incontro, visto che il protagonista si chiama Martino da Barga.

Un omaggio dell’autore quindi a questa cittadina di cui nel corso degli anni e dei precedenti incontri si è innamorato, e del suo fascino medievale che ancora si respira per le vie de centro storico.

Maestro Martino da Barga, personaggio affascinante e acuto. Un frate francescano intelligente e di immensa cultura – “quattro menti in un solo corpo, e non fu mai ambizioso” – attento ai dettagli, amante dei giochi di parole, delle citazioni (che a volte inventa) e dell’etimologia delle parole, dotato di un umorismo fine e irresistibile.

Attorno al pittore olandese Hieronymus Bosch, una delle figure più affascinanti e scandalose della storia dell’arte, Carlo A. Martigli costruisce un thriller impeccabile, dal passo ipnotico e avvolgente.

 

 

E se il pittore Bosch fosse stato uno stregone che parlava delle opere di Dio per confondermi? Se, per assurdo, Isabella fosse stata sua complice, e non una vittima dei suoi incantamenti? E se io stesso fossi stato preda di qualche sostanza che mi rendeva schiavo delle sue azioni? Siamo all’inizio del Cinquecento e Giovanni Ciocchi, ai tempi in cui narra questa storia, è ancora molto lontano dal giorno del 1550 in cui verrà eletto papa e prenderà il nome di Giulio III. Ha poco più di quindici anni ed è in viaggio verso Venezia insieme all’inquisitore francescano Martino da Barga, suo mentore e maestro di vita. Magister e apprendista sono convocati nella Serenissima per partecipare al processo inquisitorio contro il pittore Hieronymus Bosch, accusato di eresia e blasfemia per aver dipinto un Cristo in croce con le fattezze femminili. Mentre Giovanni e Martino fanno la conoscenza dell’eccentrico pittore, della sua singolare visione del mondo e del suo stile di vita dissoluto, con l’intento di difenderlo dalla gravissima accusa che pende sul suo capo, nelle calli cominciano a verificarsi dei macabri delitti. Uno dopo l’altro vengono ritrovati sei cadaveri, su ognuno dei quali l’assassino si è divertito a lasciare segnali da decifrare: monete incastrate nei bulbi oculari, frutti e salsicce deposti accanto ai corpi, e soprattutto piume d’uccello, piume che spuntano dalle tasche, dai corsetti, dalle bocche delle vittime, come firme lasciate da un autore a margine delle proprie opere. Tutta la città conta sul fiuto del magister, noto anche come investigatore ed esperto di cause di morte, per interpretare le tracce seminate dall’omicida e fare luce sull’enigma. Naturalmente, il principale indiziato è proprio il blasfemo e impopolare Hieronymus Bosch. Attorno al pittore olandese, una delle figure più affascinanti e scandalose della storia dell’arte, Carlo A. Martigli costruisce un thriller impeccabile, dal passo ipnotico e avvolgente. E, con il suo stile colto ed elegante e i suoi personaggi finemente cesellati, si conferma un grande narratore, che merita un posto di riguardo accanto ai maestri del giallo storico.

 

 

 

 

 

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