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BargaJazz Festival 2017 – in cammino…

Dopo trent’anni di attività, Bargajazz vive oggi un momento difficile. Nato nel 1986 da un’idea di Giancarlo Rizzardi e Bruno Tommaso, il festival ha da sempre avuto il suo centro nel concorso di arrangiamento e composizione e nella Bargajazz Orchestra. Il concorso ha l’obiettivo primario di dare l’opportunità ai giovani compositori e arrangiatori far eseguire le proprie opere da un’orchestra professionale e stimolarne la produzione. Negli anni BargaJazz è diventata una tappa importante nella carriera di moltissimi professionisti della scrittura jazzistica per orchestra a livello europeo. L’orchestra può a buon diritto definirsi una fucina di nuovi talenti. Nelle sue fila hanno militato musicisti oggi tra i più apprezzati sulla scena nazionale ed internazionale: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Pietro Tonolo, Luca Flores, Roberto Cecchetto, Andrea Tofanelli, Rosario Giuliani, Roberto Rossi, Marco Tamburini e molti altri. Vanta inoltre moltissime collaborazioni con personaggi di primo piano del mondo del Jazz: Lee Konitz, Steve Swallow, Tom Harrell, Franco D’Andrea, Gianluigi Trovesi, Kenny Wheeler, David Liebman, Giorgio Gaslini, Enrico Rava, Claudio Fasoli ecc.

Negli anni, accanto alla formula del concorso, si sono affiancate molte altre iniziative collaterali e BargaJazz è diventato un grande festival con concerti ed eventi per oltre 10 giorni: BargaJazz Contest, concorso dedicato ai gruppi emergenti; Barga IN Jazz con il centro storico di Barga invaso per un giorno da tantissimi gruppi Jazz; Jazz For Dinner in collaborazione con i ristoranti di Barga.

BargaJazz ha realizzato inoltre produzioni inedite con formazioni variabili. In particolare ha realizzato il progetto Sonata di Mare collaborando con un proprio ensemble di nove elementi dell’Orchestra di BargaJazz con ospite il trombettista Marco Tamburini, e il gruppo vocale corso A Cumpagnia. BargaJazz Ensemble è stato ospite alla BIT di Milano per conto di Regione Toscana. Recentemente ha realizzato il progetto BargaJazz Ensemble plays the music of Frank Zappa,

Altro progetto realizzato nel 2016 è stato Tradizione & Tradimenti sul tema della contaminazione tra musica popolare, colta e jazz. Obiettivo del progetto è stato realizzare una serie di concerti e seminari che avessero come filo conduttore la valorizzazione del patrimonio popolare e folklorico attraverso la contaminazione dei linguaggi.

BargaJazz è stata inserita al progetto “I Luoghi del Jazz” realizzato nel 2015 che ha messo in rete un primo nucleo di sette luoghi di eccellenza per il jazz in Italia legati ad altrettanti festival storici. Berchidda (Time in Jazz), Thiene (Vicenza Jazz), Matera (Onyx jazz club), Lecce (Locomotive jazz festival), Ancona (Ancona Jazz), Novara (Novara Jazz) e Barga (BargaJazz Festival).

Negli anni Bargajazz è diventato un punto di riferimento per la didattica jazz di alto livello. Corsi sono stati tenuti da Bruno Tommaso (sulla composizione ed arragiamento per big band) da Steve Swallow, Kenny Wheeler, Pietro Tonolo, David Liebman, Franco D’Andrea e molti altri. E stato realizzato anche il progetto “A scuola di Big Band” corso specifico sul suonare in orchestra sotto la guida di Mario Raja.

Altra esperienza nata dal festival è stata l’iniziativa EnoJazz, un luogo apposito per le Jam Session dove musicisti e appassionati si ritrovano per suonare fino a notte inoltrata.

Nel 2002 è nato nel centro storico di Barga il circolo Barga Jazz Club aperto da ottobre a maggio. Il club ha ormai un consolidato numero di soci che, grazie alla qualità dei concerti e all’atmosfera del tutto particolare, provengono da tutta la Toscana. Intorno al Club si è creata una comunità di musicisti che sanno di poter trovare un pubblico attento e caloroso per presentare i loro progetti.

Insomma il festival è cresciuto e si è fatto conoscere a livello internazionale. Non sono cresciuti però i finanziamenti pubblici che anzi sono andati sempre più assottigliandosi. Mettere in piedi un’orchestra di 18 elementi che prova e sta insieme per diversi giorni ha dei costi che oggi non sono più sostenibili da una realtà come la nostra. La peculiarità del concorso non ha ricevuto negli anni il necessario riconoscimento e non si è saputa o voluta cogliere la differenza tra chi realizza nuove produzioni, che richiedono investimenti cospicui, prove orchestrali, importanti capacità artistiche e organizzative, ed i tanti festival organizzati acquistando spettacoli “precotti” dalle agenzie.

La tentazione di mollare tutto è stata molto forte ma alla fine abbiamo deciso di riprendere il cammino alla ricerca di nuove idee e di una nuova veste. Il festival di quest’anno per la prima volta non avrà il concorso di composizione e arrangiamento ma sarà incentrato su produzioni originali e di ricerca. Sarà un anno di pausa per il concorso nella speranza che per il 2018 questa esperienza unica possa riprendere vigore con nuove risorse, per la ricerca delle quali lanciamo fin da adesso un appello a tutti gli appassionati che ci hanno seguito in questi anni e a tutti coloro che hanno avuto l’occasione di conoscerci e di apprezzare l’originalità della nostra esperienza.