Fin che la Barca va (tradition and change)

November 7, 2006

Pier Luigi Puccini

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Pier Luigi Puccini è nato a Lucca il 17 Aprile 1948 e qui vive e lavora.

Dal 1973 è attivo nelle arti come pittore e scenografo, oltre che come grafico. Ha preso parte a mostre sia regionali che nazionali; ha avuto esposizioni personali a Lucca, Pietrasanta, Barga, Firenze, Budapest, Roma, Thiene, Berlino.

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…Illustratore, fiabesco per vocazione Puccini s’inoltra con garbo nei settori ancora piu’ impegnativi della scenografia e della pittura; e vi dilaga ogni volta con una diversa categoria di linguaggio che ciascuna delle discipline gli suggerisce quando trascina nello specifico il suo entusiasmo. Questo entusiasmo che, unendosi alle elevate doti disegnative e a quel talento in cui l’arte ritrova il motivo piu’certo fra le ragioni determinanti, lo aiuta a esprimere se stesso insieme con le speranze, i rammarichi e persino le rivalse che ne animano il polivalente scenario. La pittura in particolare - dove il linguaggio attinge a un espressionismo fuor di maniera, personalizzato - lo stimola a sognare ad occhi aperti: come a rivivere episodi resi incredibili dalla favolistica che ne coinvolge i meccanismi e gli sviluppi; a rivivere, dicevo, episodi non necessariamente accaduti che nella realta’ lo avrebbero visto forse protagonista perdente o almeno non vincitore. E qui la fantasia s’infiamma per dare sfogo alla rivalsa costringendo nel ridicolo i fantasmi degli antagonisti.Un’autobiografia inventata, dunque, con l’immagine del pittore caricaturata nei termini di quel linguaggio dissacrante e aggressivo; protagonista impavido oppure osservatore discreto, o furtivamente attento, di scene allucinanti nelle quali incombe l’agguato, comunque il pericolo: e pare una illuminazione-monito per quanti sono costretti su itinerari labirintici, angosciosi. La ossessiva presenza di situazioni iperbolicamente esaltate anche come tristi memorie generazionali, lo trasforma ogni volta in vittima o carnefice, in anarchico e rivoluzionario a seconda del l’ambientamento dell’iperbole. Poi, in graduale ritorno alla realta’ quotidiana, il furore si placa e, nelle stasi che ne seguono, Puccini torna all’immagine femminile fissata in portraits avvampanti nei gialli e nei rossi o anche in figure maschili stagliate vigorosamente nella geometria dei piani; o quando accede a una ricorrente rappresentazione di musici nelle quali gli ottoni (il sassofono sembra lo strumento preferito) diventano emblemi di armonie ritrovate. Non vuol essere, questo, un panegirico stolto o il modo banale di assolvere l’incarico di una presentazione: e’ bensi’ il frutto di convincimenti, certamente personali, maturati nell’esplorazione del mondo poetico in cui Puccini vive il suo Paradiso…

Tommaso Paloscia

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