MELODIE SPONTANEE
Ogni tanto mi sveglio da questa realtà un po’ opalescente e ti parlo e ti racconto un po’ di me. Ma tu mi ascolti anche se non proferisco parola e di questo spesso mi dimentico. Una cosa che mi piace fare è canticchiarti motivetti inventati o melodie spontanee. E’ un canto profondo che scende giù per la gola in un mormorio mumbleggiante. Non emette suono la bocca aperta, ma chiusa mormora solo per noi. Sogno tantissimo in questo momento e in ogni sogno che attraversa le notti tu ci sei e mi stupisci per l’asserzione del tuo esistere.
Cammino e m’ incrocio con una papera. Ondeggio in un cullare perpetuo e involontario. Le anche sono morbide e snodate e sento le ginocchia un po’ gelatinose. Adoro le cipolle ma le rumino per tre giorni. Talvolta pure l’acqua appare indigesta. Ma non do molto ascolto al masso che ho nello stomaco, e per buttarlo giù mangio qualcosa. Sto cercando una focaccia saporita. Oppure un bignè alla crema. Mi trovo in questo mondo raddoppiando la mia massa, ma del mondo mi occupo ben poco. Non ascolto i suoi mali, se lo facessi sarebbe troppo doloroso. Mi limito ad osservare ciò che accade e se riesco colgo qualche risata e la faccio mia. Ogni emozione esplode violenta. Mi coglie d’improvviso un sentimento qualsiasi e mi travolge nel turbinio del suo effetto.
Ho voglia di tatto. La mia pelle è attenta ad ogni contatto. Anche il vento mi sfiora in languido abbraccio.
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