V.M.18

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Ultimamente ho letto un libro che ha vulcanizzato i miei pensieri.
Amo leggere. Mi piacciono prevalentemente i saggi e leggo raramente romanzi. Divoro circa 25 libri l’anno di cui 3 o 4 sono romanzi.
L’ultimo libro si intitola V.M.18 di Isabella Santacroce.
Non avevo mai letto nulla di lei e non la conoscevo. Sono stata attratta in libreria dalla copertina che raffigura una Spietata Ninfetta che ha stimolato la mia curiosità. Ho preso in mano il libro ed ho letto un paio di pagine di inizio. La decisione di comprare il libro è stata immediata.
Mi sono trovata avvolta da un linguaggio inusuale per forma e contenuto che mi ha provocato il bisogno di capire chi fosse la scrittrice e capire chi fossi io nella lettura di questo libro.

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Lo stile letterario è ricco, gotico e barocco in un modo squisito; il contenuto è alquanto illuminante.
Il motivo del mio stupore non è che ho letto cose nuove o assolutamente sconosciute, ma è che dell’umana specie la scrittrice ritrae una dimensione oscura, d’ombra: cioè una parte non detta, ma risaputa, non accettata. L’umanità non è buona e immacolata e misconoscere i lati più oscuri, depravati e crudeli di noi stessi ce li fa solo censurare. Si tratta di forze che teniamo relegate nell’oscurità che pensiamo di censurare perchè non siamo pronti a conoscere, ma il fatto di voltare le spalle ad una parte di noi che consideriamo indegna di esistere inevitabilmente la rende forte e proprio perchè sconosciuta ingestibile. Con questo non voglio asserire che conoscere le nostre ombre voglia dire compiere atti di efferata crudeltà o coltivare slealtà e virtù immorali, vuol dire conoscere come sempre per poter scegliere.

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Sul blog di Isabella Santacroce sono accolti tutti i commenti che sono stati fatti al suo libro. C’è parecchia gente che vorrebbe censurare il suo libro, chi gli ha dato fuoco, chi inizia querele nei suoi confronti. Io credo che ogni opinione abbia diritto di essere ascoltata e discussa. E che l’arte se mai ha un compito sia quello di aprire il cervello a nuovi e liberi dialoghi.

Consiglio la lettura di questo libro a chiunque sia disposto a mettersi in discussione e a mettere in discussione ogni attimo della propria esistenza.

Il titolo del libro è appunto V.M.18 e consiglio di rispettare più o meno questo titolo che ha un chiaro significato: probabilmente l’autrice considera lo stile e i contenuti della sua opera degne di menti adulte e ancora troppo incomprensibile per menti acerbe.

Allego il link di Isabella Santacroce

www.isabellasantacroce.com

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