Il tatto non sento

Come posso 

scuotermi di dosso 

questo inquieto e lento morire? 

Appiccicato alla pelle 

mi odora di muffa 

scaltra e invadente. 

Il tatto non sento. 

Mi son uccisa gettandomi 

più in la di me. 

Strapiombo asettico. 

Son morta giovane, Ahimè! 

Almeno tu toccassi le mie gelide spoglie………

Niente. 

Neppure un miraggio 

d’amore nuovo 

potrebbe rinvivire 

lo stato di morte 

che la pelle cadendo 

vi ruzzola contro. 

Non posso. 

Sbatacchio e percuoto il cuoio del capello 

sul cemento del muro. 

Un rivolo rosso 

timido sgorga. 

Son viva allora? 

E’ solo preludio, 

scostante pensiero. 

Son morta e lo so. 

Non ricevo più amore. 

In una torre dorata 

m’hai chiuso le membra. 

E il corpo mio bello 

affacciato t’aspetta 

si a lungo 

che ormai il vento 

mi porta via 

come il polline della primavera 

andata e finita. 

Mi hai ucciso 

mentendo d’amarmi. 

Ingannato e promesso. 

Lascio i sogni alle giovinette. 

Ormai son morta …..accidenti!

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