Irez writes

Aug 29

Se resti marcisci

 

 

T’ impuzza l’ andare

e il tornare

Se resti marcisci

Il fiato accasciato

tra i denti e la lingua

Scomposte le assi

del corpo

Ne godi

La gola si arriccia

in grugniti morfeici

 

Che bella scopate

di notte

nei sogni

Giaciglio solitario

enorme straniero

Avanti c’ é posto

questione di fede

Arriva il pensiero

un’ alzata di spalle

Dischiudo le gambe

un attimo appena

Digrigno le labbra

sogghigno tra i denti

Fuggivo da sola

mi guardo e siam tante

un unico sguardo

per toni di-versi

Colori e nebbioni

sciacquate e di lezzo vestite

sbiadite e cazzotti negli occhi

fluenti criniere e improvvise rapate

 

Cieco giaciglio di sala

inglobi te stesso

la mente

la voglia

la figlia

la maglia

la scaglia di ghiaccio che atterra vicino

 

Col dito discosto il mio piede

come tenda che cela

Straripo

e nel sonno mi aggiacco

Aug 06

Ignaro Osservo Te

 

Ignaro osservo te. Che giochi al limite del pericolo. 

Scivoli lungo un confine sottile.

Non valicandolo. 

Ancora. 

Spero. 

Ti osservo. 

Scampata tempesta. 

Uno sfogo rabbioso ti celo. 

Lo tengo per me. Così che inconsapevole tu possa agire. 

Agire o decidere di restare. 

Mi celo ai tuoi occhi.

I miei sentimenti son chiusi dentro me come uno scrigno cela i suoi segreti. 

Ti guardo senza esser vista. E’ una sensazione nuova. 

Uno strano controllo interiore mi infonde potenza. 

Mi consento di non svelarmi e i miei segreti mi danno forza. 

Non hai compiuto nessun gesto malevolo. Solo una fuga da me. 

E per questo dovrei punirti? Devo soffrire?

Mi conosci e quindi mi nascondi ciò che di me ti censura. 

Vivi in privato una parte di vita. E’ normale. 

Un piccolo gesto per te, un vivere normale per te, un coltivare una sensazione che ti rende più vivo. 

Se tu condividessi con me questa parte di tua vita privata sarebbe un disastro. 

Non potrei tollerarlo. 

E certo lo sai. 

Di sicuro lo sai. 

Anch’io non condivido con te il mio osservarti. 

Ed è questo che mi permette di non sfracellarmi con te in una lite furibonda. 

E’ buffo e illuminante guardarti da questa angolazione. E’ nuova. E’ illuminante. 

Mi sento come un predatore. 

Un felino forse, che riesce ad essere presente senza esser visto. 

Capace di rivelarsi quando ormai la preda non ha più scampo. 

Anch’io mi scopro sconosciuta. 

La mia pelle si è ispessita e non è più trasparente, neppure per te, che fino ad oggi hai saputo, hai potuto, ti ho permesso di trapassare con gli occhi senza censure.

Sono una spia del nostro vivere.

………………………………………

E dunque infine ho troppo atteso e ti sei accorto del mio sguardo nell’angolo e,  creativa, per te è arrivata la soluzione per continuare a giocare, per fare ciò che vuoi fare. 

Mi lasci guardare adesso che io sempre di più muoio e non posso fare altro se non venire allo scoperto. 

Il felino che ero, è svanito nel tempo di un mouse e resto così, interdetta di scoprire che in fondo non ho più voglia di lottare. 

Hai vinto. 

Dedicati a Lei, a cui non hai mai rinunciato per me.

Aug 04

Appesa al Tempo

 

Gli occhi si bruciano al riverbero delle lacrime.
La mente si restringe per seguire un punto soltanto.
Non trovo tra i meandri del cervello nessuno sprazzo sereno di creatività.
Mi soffermo nel silenzio per vedere se trovo un appiglio, ma quasi con rammarico trovo un unica finalità.
Mi piace trovarti così, presente nei miei pensieri.
Sei dietro ogni angolo del pensare.
Non posso farci nulla.
E’ un riflettere involontario sulla tua prossima venuta.
Acquisisco il senso del tempo.
Anche quello è da te scandito: ampliato e lineare nel contempo.
Mi guardo dentro con gli occhi della mente e ti vedo fluttuare nel mio ventre assopito.
In balia di me stessa siamo entrambi.
Indissolubile seppur temporanea simbiosi.
Il confine tra me e te non è visibile.
Tutto si è modificato in così poco tempo.
Non so con certezza dove inizia il mio arbitrio e dove il tuo.
Così prepotente nel tuo innocuo esistere.
Tutto cresce.
Il mio corpo non è più soltanto mio.
E il mio pensare è seguito da un agire che va oltre la ragione.
Mi trovo a fluttuare in un’attesa di te e di me.
Parole d’ Amore.
Come un amante trepidante attendo le tue manifestazioni.
Oltre il visibile comune.
Esiste un tangibile intimo, profondo e viscerale.
Il tuo compito è il tuo fine: Nascere.
Esistere nel tempo.
Ti trasformi da pensiero puro a corpo tattile.
Agente di te stesso attraverso me. Ma tu non lo sai.
Incredibile e inaspettata determinazione.
Questo srotolarsi di eventi con cadenza puramente naturale.
Resto appesa al tempo respirando.

Aug 03

sex three

 

 

pare agonico scatto

 

frustato il corpo dai nervi protesi

 

ancora mi brami

 

ti bramo

 

il vuoto incolmato ci protende la pelle

 

come calamite ad incastro violento

 

un umido schiocco 

 

un risucchio di sensi

 

sorrido

 

mi volto a croce

 

finalmente respiro

Jul 28

sex two

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ghermita nei fianchi

 

la gola agghiacciata dal respiro tagliente

 

le dita attorcigliate al tessuto sudato

 

la bocca a tratti affondata tra le pieghe delle mani

 

ogni colpo scuote di brividi

 

la pelle accapponata dal fiato che lecca

 

sprofondata nel frizzare preludio d’ esplosione

 

non fermare nessun pensiero

 

le dita si arricciolano sui piedi

 

le vertebre schioccano nell’intento di allungarsi

 

tutto sgorga ed è fluido fuori dentro e tutto intorno

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