Se Resti Marcisci

 

T’ impuzza l’ andare

e il tornare

Se resti marcisci

Il fiato accasciato

tra i denti e la lingua

Scomposte le assi del corpo

Ne godi

La gola si arriccia

in grugniti morfeici

 

Che bella scopate

di notte

nei sogni

Giaciglio solitario

enorme straniero

Avanti c’ è posto

questione di fede

Arriva il pensiero

un’ alzata di spalle

Dischiudo le gambe

un attimo appena

Digrigno le labbra

sogghigno tra i denti

 

Fuggivo da sola

mi guardo e siam tante

un unico sguardo

per toni di-versi

Colori e nebbioni

sciacquate e di lezzo vestite

sbiadite e cazzotti negli occhi

fluenti criniere e improvvise rapate

Cieco giaciglio di sala

inglobi te stesso

la mente

la voglia

la figlia

la maglia

la scaglia di ghiaccio che atterra vicino

 

Col dito discosto il mio piede

come tenda che cela

Straripo

e nel sonno mi aggiacco

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