CHE COS’E’ UN DISOBBEDIENTE?
Rivalutazione e recupero della parola disobbedienza.
“DISOBBEDIRE: non fare ciò che viene ordinato; non sottostare all’altrui volontàâ€Â
La parola disobbedire NON ha una valenza NEGATIVA.
Disobbedire significa non eseguire un ordine.
Essere disobbedienti vuol dire, in primo luogo, ammettere di appartenere ad una societàche dàordini.
In secondo luogo, vuol dire non eseguire un ordine dato e non sottostare all’altrui volontà…il che non ha una valenza negativa.
Ammettere l’esistenza di disobbedienti, vuol dire concepire che c’è qualcuno che dàordini e che c’è qualcuno che può non eseguirli.
Quindi è possibile che ci troviamo in una societàche da ordini?
Valutare un ordine vuol dire disobbedire?
Valutare un ordine vuol dire non immediatamente eseguire.
Valutare un ordine significa valutare.
Quindi, Silvio e il suo potere ha involontariamente sottolineato il fatto che i disobbedienti sono prima di tutto persone pensanti, che valutano autonomamente un ordine dato, e che propongono un alternativa ad uno stato di cose o di informazioni.
A livello giornalistico sappiamo che la parola “disobbedienti†è stata imposta per sostituire la parola pacifisti.
Quindi se i pacifisti sono disobbedienti, a che regime o a che ordine disobbediscono?
Disobbediscono ad un regime che supporta la guerra.
Ecco perché essere disobbedienti è un punto d’orgoglio e non ha una valenza negativa.
Dimostratemi il contrario. Grazie.
GRAZIE SILVIO
Quando penso a te mi tremano le ginocchia. Ho bisogno di pensare a te perché non saprei a cos’altro pensare. Ci provo, ci provo, ma ogni volta che tento di iniziare un pensierino tu ti affacci ai miei pensieri e mi sorridi, confortandomi come una certezza. Ti vedo lì, statuario che mi sorridi. Anche se non fai niente, tu sorridi. Provo a guardarmi intorno. Vedo gli alberi, i campi, il verde e poi mi accordo che ci sono un sacco di veleni, di diserbanti, di pesticidi. Mi volto e tu sei lì e mi sorridi. Allora guardo in alto e vedo il cielo bellissimo e blu e mi vengono in mente le piogge acide e gli incentivi che vengono dati per allestire inceneritori. Mi spavento, ma poi mi volto e tu sei lì, rassicurante che mi sorridi. Allora guardo un po’ più vicino a me e vedo i miei figli e i loro amici, giovani che hanno un futuro davanti e mi sgomento e vedo tutte le difficoltàinerenti al rispetto dei diritti di ogni persona. Guardo i miei figli e ho un po’ paura, ma poi mi volto e tu sei ancora lì che mi sorridi. Non ti scomponi, tu sai quello che fai e quello che vuoi fare. Mi sorridi e il tuo sorridere, il tuo benessere mi fa capire che nulla ho da temere. Ogni tanto come vedi un pensierino fugace anche se insidioso mi si affaccia alla mente. Ma tu mi sorridi e mi aiuti a scacciare anche quel piccolo fastidioso pensierino. Ti ringrazio Silvio per aiutarmi a non pensare a tutte le cose che vanno male nel nostro paese e nella nostra vita. Ti ringrazio per accollarti tu stesso tutte le decisioni e le responsabilitàche dovrei prendermi io verso me stesso e verso il mio prossimo. Ti ringrazio per la protezione che mi offri nei confronti della diversitàdi pensiero, capisco che comporterebbe un confrontarsi continuo nei riguardi di questa nostra vita. Ti ringrazio infine per farmi risparmiare tempo su tante decisioni. Ci sei tu che mi sorridi e mi dici come mangiare, come vestire, come lavorare, come produrre, come divertirmi… Grazie per sollevarmi da tante incombenze. Ogni tanto mi viene un pensierino e cercando intorno a me la risposta ( non più dentro di me perché io non conto nulla), tu appari in ogni circostanza oscurando ogni dubbio, ogni dilemma. Grazie Silvio. E sappi che quando sarai morto, perché anche tu morirai, farò una grande festa dedicando a te la memoria di tutte le persone morte per te e di tutte le menti per te assopite.
LA MADRE
E’ imbarazzante l’entusiasmo che la Madre prova per lo Sposalizio del proprio bambino.
Tutto è pulito, tutto è perfetto; ma per la Madre tutto ha ancora bisogno di perfezione.
L’odore dei prodotti per la pulizia dell’ ambiente assale il naso entrando nella
stanza immacolata e imbiancata di fresco adibita all’ accoglienza dei regali per il matrimonio.
La Madre rivive quel giorno lontano, che anche Lei ha vissuto.
La mente torna al passato e l’ entusiasmo invade i ricordi che traboccano dal fiume di parole che dalla bocca inizia ad uscire.
E racconta e parla dei suoi figli, della festa della mamma, del suo compleanno.
D’ incanto saltano fuori dalle mani pezzetti di carta appartenenti al tempo in cui l’ essere mamma era un’ esigenza dei propri figli; e su cui sono scritti pensierini di bambini, dei suoi bambini.
Uno dei suoi figli si sposa.
Tutto deve essere perfetto, ma una nota stonata incrina la perfezione che la Madre desidera e si va a posare sulla fronte espandendosi in una ruga: un Nipotino.
Il Figlio di suo Figlio.
La storia si ripete.
La Madre è giàansiana e diventa nonna.
La nuova Sposa saràla nuova Madre e Lei sicuramente la nuova Nonna, ma soprattutto la vecchia Madre.
Tutto questo accade per Lei troppo in fretta.
Non è più Lei a decidere per il bene di suo Figlio.
Potràsolo osservare?
Questo fatto la inquieta e come una leonessa traccia e segna il proprio
territorio spaziale e decisionale.
La nuova Madre l’ ha lasciata al di fuori
di un mondo in cui la nuova Nonna prima dominava.


