Se Resti Marcisci
T’ impuzza l’ andare
e il tornare
Se resti marcisci
Il fiato accasciato
tra i denti e la lingua
Scomposte le assi del corpo
Ne godi
La gola si arriccia
in grugniti morfeici
Che bella scopate
di notte
nei sogni
Giaciglio solitario
enorme straniero
Avanti c’ è posto
questione di fede
Arriva il pensiero
un’ alzata di spalle
Dischiudo le gambe
un attimo appena
Digrigno le labbra
sogghigno tra i denti
Fuggivo da sola
mi guardo e siam tante
un unico sguardo
per toni di-versi
Colori e nebbioni
sciacquate e di lezzo vestite
sbiadite e cazzotti negli occhi
fluenti criniere e improvvise rapate
Cieco giaciglio di sala
inglobi te stesso
la mente
la voglia
la figlia
la maglia
la scaglia di ghiaccio che atterra vicino
Col dito discosto il mio piede
come tenda che cela
Straripo
e nel sonno mi aggiacco
Ignaro Osservo Te
Ignaro osservo te. Che giochi al limite del pericolo.
Scivoli lungo un confine sottile.
Non valicandolo.
Ancora.
Spero.
Ti osservo.
Scampata tempesta.
Uno sfogo rabbioso ti celo.
Lo tengo per me. Così che inconsapevole tu possa agire.
Agire o decidere di restare.
Mi celo ai tuoi occhi.
I miei sentimenti son chiusi dentro me come uno scrigno cela i suoi segreti.
Ti guardo senza esser vista. E’ una sensazione nuova.
Uno strano controllo interiore mi infonde potenza.
Mi consento di non svelarmi e i miei segreti mi danno forza.
Non hai compiuto nessun gesto malevolo. Solo una fuga da me.
E per questo dovrei punirti? Devo soffrire?
Mi conosci e quindi mi nascondi ciò che di me ti censura.
Vivi in privato una parte di vita. E’ normale.
Un piccolo gesto per te, un vivere normale per te, un coltivare una sensazione che ti rende più vivo.
Se tu condividessi con me questa parte di tua vita privata sarebbe un disastro.
Non potrei tollerarlo.
E certo lo sai.
Di sicuro lo sai.
Anch’io non condivido con te il mio osservarti.
Ed è questo che mi permette di non sfracellarmi con te in una lite furibonda.
E’ buffo e illuminante guardarti da questa angolazione. E’ nuova. E’ illuminante.
Mi sento come un predatore.
Un felino forse, che riesce ad essere presente senza esser visto.
Capace di rivelarsi quando ormai la preda non ha più scampo.
Anch’io mi scopro sconosciuta.
La mia pelle si è ispessita e non è più trasparente, neppure per te, che fino ad oggi hai saputo, hai potuto, ti ho permesso di trapassare con gli occhi senza censure.
Sono una spia del nostro vivere.
………………………………………
E dunque infine ho troppo atteso e ti sei accorto del mio sguardo nell’angolo e, creativa, per te è arrivata la soluzione per continuare a giocare, per fare ciò che vuoi fare.
Mi lasci guardare adesso che io sempre di più muoio e non posso fare altro se non venire allo scoperto.
Il felino che ero, èè svanito nel tempo di un mouse e resto così, interdetta di scoprire che in fondo non ho più voglia di lottare.
Hai vinto.
Dedicati a Lei, a cui non hai mai rinunciato per me.
Appesa al Tempo
Gli occhi si bruciano al riverbero delle lacrime.
La mente si restringe per seguire un punto soltanto.
Non trovo tra i meandri del cervello nessuno sprazzo sereno di creatività .
Mi soffermo nel silenzio per vedere se trovo un appiglio, ma quasi con rammarico trovo un unica finalità .
Mi piace trovarti così, presente nei miei pensieri.
Sei dietro ogni angolo del pensare.
Non posso farci nulla.
E’ un riflettere involontario sulla tua prossima venuta.
Acquisisco il senso del tempo.
Anche quello è da te scandito: ampliato e lineare nel contempo.
Mi guardo dentro con gli occhi della mente e ti vedo fluttuare nel mio ventre assopito.
In balia di me stessa siamo entrambi.
Indissolubile seppur temporanea simbiosi.
Il confine tra me e te non è visibile.
Tutto si è modificato in così poco tempo.
Non so con certezza dove inizia il mio arbitrio e dove il tuo.
Così prepotente nel tuo innocuo esistere.
Tutto cresce.
Il mio corpo non è più soltanto mio.
E il mio pensare è seguito da un agire che va oltre la ragione.
Mi trovo a fluttuare in un’attesa di te e di me.
Parole d’ Amore.
Come un amante trepidante attendo le tue manifestazioni.
Oltre il visibile comune.
Esiste un tangibile intimo, profondo e viscerale.
Il tuo compito è il tuo fine: Nascere.
Esistere nel tempo.
Ti trasformi da pensiero puro a corpo tattile.
Agente di te stesso attraverso me. Ma tu non lo sai.
Incredibile e inaspettata determinazione.
Questo srotolarsi di eventi con cadenza puramente naturale.
Resto appesa al tempo respirando.








