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Vieni avanti pretino: la fantomatica morte di Giacomo Puccini - article by Igor Vazzaz

Sono quasi passati dieci anni dai primi spettacoli realizzati all’interno del teatro naturale rappresentato dall’imponente Cava Borella, sopra Vagli. L’idea di rivitalizzare uno spazio faticato, sofferto, come quello di una cava marmorea è un interessante esperimento, realizzato con successo dal gruppo Evocava . Negli ultimi anni, oltre allo spazio vicino a Vagli, si è iniziato a sfruttare il ben più piccolo (ma non meno suggestivo) antro della Cava Barghetti, a Seravezza, di certo, assai più raggiungibile dell’omologo vagliese, dato che si trova a non più di trecento metri di salita sterrata dal bel palazzo Mediceo del centro versiliese.

Lo spettacolo che quest’anno, purtroppo per sole due date, è stato offerto si pone nell’ambito delle molte, eterogenee iniziative in memoria di Giacomo Puccini per il 150° anniversario della sua nascita . L’originale teatro scavato nel marmo di Seravezza ha ospitato quindi un allestimento inedito, leggero e affettuoso, dal titolo Chi ha ucciso Giacomo Puccini? , ideato e realizzato da Andrea Tessieri, Maurizio Guidi e Piero Nannini, quest’ultimo autore del testo e muta presenza scenica al fianco del monologante Massimo Grigò.

Le musiche, tutte tratte e ispirate dal repertorio pucciniano, sono state rielaborate e campionate dal musicista e compositore Nicolao Valiensi, autore di un lavoro brillante e per una cernita dei brani remota da qualsivoglia banalità e per la capacità di giocare (del resto, suonare in inglese e francese è sinonimo di giocare) con le partiture del Maestro.

Image by Igor Vazzaz - The rest of this article by Igor Vazzaz can be seen on the lo Schermo site here

Chi ha Ammazzato Giacomo Puccini

Il 6 e 7 Settembre 2008 alle 17.30 presso la Cava Barghetti, Seravezza (LU), verrà presentato uno spettacolo insolito e ironico dal titolo  “ CHI HA AMMAZZATO GIACOMO PUCCINI? ”, ideato e coordinato da Maurizio Guidi, Piero Nannini e Andrea Tessieri e interpretato da Massimo Grigò con Piero Nannini, autore del testo.
Musica di Nicolao Valiensi.
Lo spettacolo è organizzato e prodotto da Evocava.

Lo spettacolo, raccontano Maurizio Guidi e Andrea Tessieri, è ispirato alle memorie del “pretino musicofilo” di Puccini, don Pietro Panichelli.  Siamo nel 1918 l’anno in cui Pea pubblica il suo “Giuda”, che sarà l’anno successivo rappresentato dalla compagnia di Annibale Ninchi nel Bosco Apuano, e “La rosa di Siom”, verso la fine del mese di ottobre, dirige un “Maggio” nella pineta del Cinquale, sono presenti Giacomo Puccini e il figlio, Tito Ricordi, Gioacchino Forzano, il pittore Viner e Angelo Magrini, come ricorda Mentre si svolge la rappresentazione arriva la notizia che le truppe italiane hanno nuovamente varcato il Piave.
Da qui inizia la nostra storia che l’immaginazione di Piero Nannini, scrittore e regista, trasforma in racconto “giallo”, unita alla coinvolgente interpretazione di Massimo Grigò cui è affidato il compito di raccontare la storia, nelle vesti di don Panichelli, “il pretino” di Puccini ed alla personalità musicale di Nicolao Valiensi che ha scritto la musica.
La storia è apparentemente molto semplice, si racconta che nel bel mezzo della rappresentazione del Maggio, Puccini si accascia a terra, apparentemente trafitto da una spada ma non è così…

L’associazione Evocava si è formata nel 1996 con ideazione, studio e progetto del recupero di una cava di marmo dismessa (cava Borella) in Garfagnana all’interno del Parco delle Alpi Apuane, per attività culturali. Il recupero si è reso possibile con finanziamento del regolamento CEE 2081/93. Nel 2000, con questo progetto, Evocava riceve un importante riconoscimento europeo con la menzione speciale al “Premio Mediterraneo del Paesaggio”.
Dal 2004, l’attività Evocava si realizza principalmente a Seravezza con il recupero di un’altra cava di marmo, Cava Barghetti. Il recupero avviene in un’area di proprietà del Comune di Seravezza, di pertinenza del Palazzo Mediceo e va quindi a potenziare un progetto già avviato mirato non solo all’incremento dei flussi turistici ma anche alla predisposizione di attività didattiche e museali.
Il recupero della cava, inventariata nel Parco Archeologico delle Cave Apuane, è finalizzato alla valorizzazione di un’area di interesse storico/archeologico ad elevato potere di attrazione turistica.

I Direttori Artistici di Evocava Maurizio Guidi e Andrea Tessieri ritengono che le Alpi Apuane, con la presenza di una moltitudine di cave di marmo, siano esse attive che inattive, ci pongono oggi una serie di interrogativi di carattere sociale, ambientale e culturale. Essendo la cava il risultato di una attività perseguita da tempi lontani, dobbiamo considerare il suo stato attuale come testimonianza e memoria di una civiltà che tuttora insiste, con i suoi input culturali, sul territorio, ovvero come testimonianza di convivenza fra l’elemento naturale ed il lavoro dell’uomo. La Borella prima e la Barghetti ora, sono utilizzate come laboratori di produzione artistica, gran parte di quello che viene prodotto nella cava ha origine dalla cava stessa, dalla struttura spaziale, dalla forma, dalla storia e da tutto quanto può suscitare a livello di immaginario collettivo, questo fa si che il suo spazio sarà sempre al centro degli eventi.
L’unicità non solo del luogo, ma anche dell’utilizzo proposto e la singolarità dei programmi hanno consentito l’adesione di artisti ed operatori culturali di varia provenienza.

L’argomento che affronteremo in questa stagione, coerentemente con le tematiche sviluppate negli 11 anni di attività del Laboratorio di Arte Contemporanea Evocava, sarà una nuova interpretazione della Cava che diventa teatro del panorama culturale Apuo-Versiliese di inizio ‘900. Si tratta di uno spettacolo originale costruito, come consuetudine, appositamente per la Cava con il coinvolgimento di varie arti quali teatro, musica, ed arti figurative.
L’evento è reso possibile dal contributo di Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Seravezza, Parco Archeominerario delle Alpi Apuane, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca di Credito Cooperativo della Versilia.