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Campanari – “Madonna del molino”

Gruppo Campanari Barga - Unione Campanari Valle del Serchio

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L’icona trecentesca nel mulino dell’Opera di San Cristoforo

I romani già due millenni fa svilupparono l’efficace e rivoluzionaria tecnica di macinazione con macine in pietra rotanti, azionate dall’energia dell’acqua. Con la caduta dell’impero romano caddero in rovina, dove esistevano, i primi mulini per mancanza di manutenzione. Questo progressivo declino cedette nuovamente il posto alla primitiva macinazione a mano, rimasta poi in uso per la frantumazione dei cereali all’interno degli incastellamenti per ragioni di autonomia e di difesa. Nel medioevo, quando il progressivo incremento demografico provocò un necessario aumento del territorio bonificato e fertile, si creò il bisogno di costruire i mulini: piccoli impianti industriali di prima necessità per la trasformazione dei prodotti coltivati. Per primi i proprietari terrieri si dotarono di un mulino ad acqua laddove questo provvidenziale elemento abbondava, favorendo così l’istallazione e lo sviluppo degli impianti molitori.

 

In onore della nostra Compatrona la Madonna del Molino

Publié par Cristian Tognarelli sur jeudi 8 décembre 2016

Questo è il caso del mulino appartenuto all’Opera di San Cristoforo dell’allora Pieve di Barga. Quest’ente religioso esercitava il diritto giuridico di sua pertinenza sia sulle opere di derivazione delle acque sia per la concessione della licenza di costruzione, affiancandosi in un tutt’uno con gli organismi comunali. Godeva anche di notevoli risorse economiche che gli permisero di edificare un mulino ad acqua, sul corso della Corsonna. Nel XVII secolo l’opificio diventò il più grande che sia mai esistito nella terra di Barga con un mulino dotato di cinque impianti di macinazione, frantoio per le olive, batticanape e battilane per la follatura dei tessuti. Nel 1696 fu oggetto di un ultimo rifacimento. Insieme ad un altro mulino, ubicato sul lato orografico sinistro che apparteneva ai beni della Cappella di Santa Maria, giunse alla totale demolizione causata dalla rovinosa piena del torrente Corsonna, avvenuta nell’anno 1748, come si trova ben descritto in una delibera comunale del 30 dicembre del 1788 (pag. 324). Il mulino, di cui non si hanno fonti scritte della sua prima istallazione, si trova menzionato forse per la prima volta nell’anno 1281 in una pergamena medievale della chiesa di San Cristoforo conservata nell’Archivio di Stato di Firenze. Esso figura fra i beni appartenuti all’Opera di San Cristoforo nell’estimo di Barga del 1477, nei beni descritti dell’Opera omonima insieme ai terreni posti ai Ronchi, Santa Maria (dove esiste ancora il toponimo “San Cristoforo”) e Campovillese (odierne Capannelle e Tribbio) una vasta area agricola situata nella migliore esposizione al sole, al tempo al di sotto del territorio del Comune di Sommocolonia.

Questo mulino era raggiungibile da Barga su strada mulattiera oltrepassando il ponte di San Cristoforo (oggi ponte di Catagnana), che portava sul lato orografico destro della Corsonna, dove esistevano le proprietà dell’Opera. In questo luogo fu rinvenuta, il 5 settembre 1512, esattamente 503 anni fa, l’icona in stile bizantino di provenienza incerta raffigurante la Madonna che tiene teneramente in grembo Gesù bambino ricordata poi come “Madonna del molino”; dal ricordo del fatto la derivazione del nome.

Il giorno 8 settembre venne trasportata in processione nella chiesa della Pieve di Barga (che divenne propositura solo nell’anno 1680) e destinata al culto pubblico. L’icona fu dipinta su tavola dorata per la devozione privata, infatti era collocata presso il mulino di proprietà dell’Opera di San Cristoforo. L’opera di fattura trecentesca è stata recentemente restaurata ed è conservata presso la propositura di Barga.

Il mulino di San Cristoforo nell’arco di un millennio ha vissuto numerosi cambiamenti, dall’istallazione, agli ampliamenti, ai rifacimenti e alla sua distruzione, ed ha attraversato cicli storici, rivoluzioni sociali e politiche.

In questo giorno 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, la Chiesa festeggia la Madonna del Mulino, rinnovando la sua memoria .

– Emilio Lammari

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