Adolfo Balduini – xilografie – wood cuts – barganews.com v 3.0

Adolfo Balduini – xilografie – wood cuts

Back in 2003 here in Barga  there was a very rare find in a cantina in a house just outside of Barga; a set of 12 wood prints from the master of xilografie, Adolfo Balduini (1881-1957), the graphic artist, painter, and sculptor, who exhibited at the Biennale di Venezia, along with other Barga artists Magri, Cordati and Vittorini. (article here)

This week a book that was printed locally in 1928 by Sighieri & Gasperetti –
Barga (memorie e note vagabonde) con xilografie di Balduini by Adolfo Zeroglio also came out of the darkness and into the light and it features many of the xilografie that were found as prints in 2003.

xilografie is a relief printing technique in printmaking. An artist carves an image into the surface of a block of wood—typically with gouges—leaving the printing parts level with the surface while removing the non-printing parts. Areas that the artist cuts away carry no ink, while characters or images at surface level carry the ink to produce the print. The block is cut along the wood grain (unlike wood engraving, where the block is cut in the end-grain). The surface is covered with ink by rolling over the surface with an ink-covered roller (brayer), leaving ink upon the flat surface but not in the non-printing areas.

 

Adolfo Balduini (Altopascio, 1881 – Barga, 1957) è stato un pittore, scultore e incisore italiano.

Nel 1893 raggiunge i genitori emigrati in Argentina e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires.

Torna in Italia nel 1901, per studiare presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1905 è a Roma per frequentarvi l’Accademia di Belle Arti; è colpito dall’arte di Cambellotti.
Ritorna in Argentina, ma nel 1909 fa ritorno a Firenze ed è riammesso alla Scuola libera del Nudo.

Si sposa con Amalia Salvi e si trasferisce a Barga.

Dal 1914 è allievo di De Carolis, ma se ne allontana per aderire alla corrente della Secessione de L’Eroica insieme a Lorenzo Viani, Emilio Mantelli e Antenore Magri, quest’ultimo suo compaesano, interessandosi alla xilografia, con cui lavori collabora alla rivista L’Eroica. È ancora una volta a Buenos Aires, facendone ritorno nel 1915.

Durante la Prima guerra mondiale interrompe la sua attività di pittore per dedicarsi intensamente quella d’incisore.

Nel dopoguerra crea pitture ad olio e bassorilievi in legno con tematiche rurali e popolari prediligendo i lavori in legno, dalla xilografia, all’intaglio, al graffito.
Nel 1930 partecipa alla Biennale di Venezia.