Exhibition “cercando un’altra vita” – Barga Vecchia

Black and white photographs documenting the Reparto Recupero  – ospedale di Barga by Massimo Cavalletti now open to visitors at the Stanze della Memoria in Barga Vecchia.

 

Massimo Cavalletti – Nato a Lucca nel 1954, ho svolto per quarantatrè anni il lavoro di insegnante elementare. Attualmente sono in pensione. Sono stato sempre attratto dalla fotografia e già nell’adolescenza mi dilettavo a fotografare con una Kodak Instamatic. L’attrazione sfocia in una vera e propria passione nel 1980 quando acquisto la mia prima reflex, una Pentax MX. Mi iscrivo da subito al Fotoclub Lucchese e alla FIAF.  Appassionato di bianco e nero, che sviluppo e stampo personalmente, produco sequenze e fotomontaggi con i quali, dalla metà degli anni ’80 e fino alla metà degli anni ’90, partecipo a concorsi nazionali e internazionali nei quali ricevo lusinghieri riconoscimenti.

 

“Cercando un’altra vita” è un reportage sul Reparto Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’ospedale di Barga in provincia di Lucca.

Il servizio di Riabilitazione Ortopedica dell’Ospedale San Francesco di Barga si occupa sia del recupero di pazienti con capacità funzionali motorie ridotte o perdute a causa di malattia o traumatismi, sia del mantenimento e recupero di funzioni che vanno indebolendosi nel corso di malattie croniche. Diverse sono le visite indicate per la Riabilitazione Ortopedica tra cui la visita fisiatrica che ha come obiettivo la valutazione dei disturbi dell’apparato osteoarticolare a seguito di interventi chirurgici ortopedici o di processi infiammatori o di traumi. La visita podologica invece tratta tutte le patologie legate al piede oppure il paziente può sottoporsi a una visita di medicina fisica e riabilitazione per risolvere i problemi legati a patologie di natura ortopedica.

 

Attraverso le sue immagini, gli infermieri e i fisioterapisti sprigionano tutta la loro passione per un lavoro gravoso, ma gratificante e umanamente appaiono sempre coinvolti in un sentimento di affetto verso il paziente.” – P. Collini