Cardinal visits “Spiritum”: Keane at the OXO Gallery – barganews.com v 3.0

Cardinal visits “Spiritum”: Keane at the OXO Gallery

A visit recently by Cardinal Lorenzo Baldisseri. to the “Spiritum” exhibition by Keane currently on show at the Oxo collection gallery in Barga Vecchia.

“Spiritum”

In the eternal drama of death and grieving, flowers have been iconic totems since time immemorial. Archaeologists have found evidence that Neanderthals scattered wild blooms over their burial sites more than 64,000 years ago in what is today’s Iraqi Kurdistan. Across the vast stretch of human evolution, a profound affinity has resonated between the inevitable fate of all lives and the ephemeral beauty of flowers.

This is the subject of the Barga artist Keane’s latest exhibition at the Oxo Gallery. “Spiritum,” as its title suggests, is a painter’s essay on faith — and death. It is focused largely on mestaine, literally “small majesties,” the local dialect name for countless flower-draped mini-shrines that dot the rural crossroads, towns and villages of the Garfagnana. In most instances, they are memorials of family bereavement, but mestaine can also be dedicated to extraordinary (or for the faithful miraculous) events that have occurred nearby. Although the Latin word “spiritum” is commonly translated as “spirit,” Keane points out that it conjures a rich lode of associated meanings, notably air and breathing — “respiration” — the principal sign of life in the animal and plant kingdoms alike.

What he sets out to decode, in a variety of techniques and media, is a peculiar transition over recent decades in which breath has been altogether removed from this most ancient of all religious rituals. The living, ephemeral blooms that memorialised deaths and miracles for 600 centuries have gradually given way to synthetic bouquets of plastic. Like their fragile predecessors, they are interspersed with rosaries, crucifixes, and images of Christ and emblematic saints such as Therese of Lisieux, the Catholic Church’s patroness of florists, who is invariably pictured with an armful of red roses. But although the colours of plastic blooms tend to fade, unlike real flowers their petals refuse to wilt. As environmentalists lament, plastic is not biodegradable. In that sense, its nature is literally death-defying, a stark reversal of the symbolism that connected floral imagery to human destiny.

The idea behind the exhibition was seeded on Keane’s frequent motorcycle journeys through the mountainous hinterland of Barga. “At a bend in the main road near Acquabona,” he recalls, “I began noticing bundles of plastic flowers attached to the guardrail at a point where a young motorcyclist died in an accident seven years ago. Ever since then, he says, “more plastic flowers have been added periodically to the same de facto shrine.”

His musings on Acquabono led to an informal survey of mestaine all over the Province of Lucca, and eventually to a creative project that sounds familiar notes from Keane’s long and prolific career in Barga as a painter, sculptor and photographer. Like his earlier studies of the towns’ last nuns, and the enigmatic bas-relief medaillons on the facade of the Duomo, “Spiritum” explores the tension between venerable traditions and runaway change in the small Tuscan city he has called home for three decades.

At a brief first glance, the exhibition may seem limited in scope: an inventory of plastic curios, starkly lit and hung under arched ceilings on walls painted deep black to suggest silent, funereal crypts. But a formidable debate is raging here. These flowers have a lot to say — to their viewers and to each other — in a cacophonous shouting match of pictorial styles and allusions.

The subjects include plastic itself, in its contradictory absence of breath and defiance of mortality; the confrontation of spiritual experience and religious belief with modern secular values; the visual language of grief; the dance macabre of life and death.

One wing of the exhibition features boisterously gaudy floral arrangements that invoke the exotic religious mysticism of Mexico. They shout past a series of vaults at a Warholesque pop-art wall of crucifixes. Deeper in the crypt are competing portraits of Christ that run the gamut from a medieval crusader armoured in rosaries, to a 21st century matinee idol.

Put simply, and in its own eloquently definitive terms, “Spiritum” will leave its visitors breathless.

 

Article by the 8 times Pulitzer Prize nominated journalist/ best selling author and barganews staff reporter Frank Viviano – all of his articles on barganews.com can be seen here 

 

 

 

Nell’eterno dramma della morte e del lutto, i fiori sono totem iconici da tempo immemorabile. Gli archeologi hanno trovato prove che i Neanderthal hanno sparso fioriture selvatiche sui loro siti di sepoltura più di 64.000 anni fa in quello che è l’odierno Kurdistan iracheno. Attraverso il vasto tratto dell’evoluzione umana, è risuonata una profonda affinità tra l’inevitabile destino di tutte le vite e l’effimera bellezza dei fiori.
È questo il tema dell’ultima mostra dell’artista Irlandese Keane alla Oxo Gallery di Barga (LU).

“Spiritum”, come suggerisce il titolo, è il saggio di un pittore sulla fede e sulla morte.È incentrato in gran parte sulle mestaine, letteralmente “piccole maestà”, il nome dialettale locale per gli innumerevoli mini santuari drappeggiati di fiori che punteggiano gli incroci rurali, le città e i villaggi della Garfagnana.Nella maggior parte dei casi, sono memoriali di lutti familiari, ma la mestaina può anche essere dedicata a eventi straordinari (o per i fedeli miracolosi) che si sono verificati nelle vicinanze. Sebbene la parola latina “spiritum” sia comunemente tradotta come “spirito”, Keane sottolinea che evoca un ricco filone di significati associati, in particolare aria e respiro – “respirazione” – il principale segno di vita nel regno animale e vegetale. Ciò che l’artista si propone di decodificare, in una varietà di tecniche e media, è una transizione peculiare negli ultimi decenni in cui è stato tolto il respiro al più antico di tutti i rituali religiosi:le fioriture vive ed effimere che hanno commemorato morti e miracoli per 600 secoli hanno gradualmente lasciato il posto a mazzi sintetici di plastica.Come i loro fragili predecessori, sono intervallati da rosari, crocifissi e immagini di Cristo e santi emblematici come Teresa di Lisieux, la patrona dei fioristi della Chiesa cattolica, che è invariabilmente raffigurata con una bracciata di rose rosse. Ma sebbene i colori dei fiori di plastica tendano a sbiadire, a differenza dei fiori veri, i loro petali si rifiutano di appassire. Come lamentano gli ambientalisti, la plastica non è biodegradabile. In questo senso, la sua natura è letteralmente una sfida alla morte, un netto capovolgimento del simbolismo che collegava l’immaginario floreale al destino umano.
L’idea alla base della mostra è stata seminata durante i frequenti viaggi in moto di Keane attraverso l’entroterra montuoso della Garfagnana.“A una curva della strada principale nei pressi di Acquabona”, ricorda, “ho iniziato a notare fasci di fiori di plastica attaccati al guardrail nel punto in cui un giovane motociclista mori’ in un incidente sette anni fa. Da allora, dice, “sempre più fiori di plastica sono stati aggiunti periodicamente a questo santuario della strada”.Le riflessioni sorte in quel luogo, hanno portato a un’indagine informale sulla mestaina in tutta la provincia di Lucca, e infine a un progetto creativo che suona note familiari nella lunga e prolifica carriera di Keane come pittore, scultore e fotografo; come i suoi precedenti studi sulle ultime monache della città e gli enigmatici medaglioni in bassorilievo sulla facciata del Duomo,
A prima vista, la mostra può sembrare di portata limitata: un inventario di curiosità di plastica, illuminate da luci tenui e appese sotto soffitti a volta su pareti dipinte di nero per ricostruire le impressioni di cripte silenziose.
Ma qui infuria un formidabile dibattito.
Questi fiori hanno molto da dire – ai loro spettatori e tra di loro – in un cacofonico incontro urlante di stili pittorici e allusioni.Alcuni soggetti includono la plastica stessa, nella sua contraddittoria assenza di respiro e sfida alla mortalità; il confronto dell’esperienza spirituale e del credo religioso con i moderni valori secolari; il linguaggio visivo del dolore; la danza macabra della vita e della morte.Un’ala della mostra presenta composizioni floreali chiassose e sgargianti che invocano l’esotico misticismo religioso del Messico. Gridano tra le volte della galleria e indicano il muro pop-art di crocifissi che riporta al genio di Warhole. Più in profondità nella cripta ci sono ritratti di Cristo che dialogano tra loro; in essi potremmo anche immaginare di vedere un Crociato medievale armato di rosario o perfino un idolo matinée del 21° secolo.
In parole povere, e nei suoi termini eloquenti e definitivi, “Spiritum” lascerà i suoi visitatori senza fiato.
Frank Viviano
Traduzione: oxocurators