maria elena

Sette pagine dedicate a Barga sul Touring Club

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Il mensile del Touring Club Italiano ha pubblicato un ampio servizio di sette pagine su Barga ed il progetto iBarga, ideato da Keane e sponsorizzato dall’Amministrazione Comunale e che punta alla promozione turistica del territorio attraverso i QR code (quick response code) i codici bidimensionali che permettono di collegarsi a pagine internet, video e audio online.

L’articolo è stato anche pubblicato sul sito del Touring Club e sotto ve lo proponiamo in forma integrale.

A seven page article about Barga has just been published in the largest circulation travel magazine in Italy – qui Touring magazine. In this months October edition of the rivista of the Touring Club Italiano there is a long and exhaustive article about Barga and the iBarga project.

The two journalists for the magazine were here in the city during July and interviewed and photographed many people and places for what has so far been the definitive article about the small white ceramic tiles with qrcodes that have been installed around the Barga Vecchia since 2008.

[nggallery id=1620]

Questa è una storia vera. E come molte storie vere è improbabile. Una storia che finisce sui monti della Toscana dopo essere passata per l’Irlanda, la Provenza e la Scozia. Una storia che ha un protagonista che non vuole esserlo: “Siete venuti per parlare di Keane o per parlare di Barga?” chiede al nostro arrivo, e il tono di voce si fa per un momento duro, quasi ostile. Perché Keane è così: non vuole si parli di lui. O meglio, non gli interessa, non lo ritiene importante. Gli interessa, invece, che si racconti quello che è stato fatto a Barga (anche) grazie a lui.

Ma chi è Keane? Pittore di talento, fotografo, musicista e tanto altro, Keane nasce in Irlanda 56 anni fa. Non ha un nome di battesimo, o meglio, l’ha tenuto per sé: per l’Italia, dove vive dal 1985, è solo Keane. Arriva in Garfagnana su un sidecar e si innamora di questi luoghi. Nel 1992 si trasferisce a Barga e inizia a lavorare per far conoscere – sono parole sue – “l’Italia agli italiani, e non solo a loro”. Da farlo socio onorario Touring. L’Italia che Keane vuole far conoscere è la sua Italia, la piccola Barga (Lu), cittadina della Media valle del Serchio di poco più di 10mila abitanti, costruita tutta in salita e arroccata intorno a un Duomo millenario che sembra un castello, con un campanile merlato che pare una torre, dove le Alpi Apuane si confondono con l’Appennino.

Qual è il sistema migliore per far conoscere una località turistica, oggi? Internet. Keane lo sa e sfruttando le sue conoscenze tecniche apre nuove strade alla comunicazione. Nel 2003 aveva mandato in streaming il concerto di Paolo Nutini, giovane cantante scozzese di origini barghigiane, quando ancora nessuno in Italia parlava di diretta web. E nel 2008 coinvolge il Comune nella sua idea più avveniristica: il progetto iBarga. Sfruttando la tecnologia dei Qr code, Keane individua 75 punti di interesse turistico in paese: chiese, piazze, palazzi storici, ristoranti, negozi, perfino alcuni alberi del grande piazzale del Fosso, il giardino di Barga. Prepara la descrizione in dieci lingue, compresi l’arabo e il cinese, e poi colloca in ognuno di questi posti una piastrella con il Qr code. Turisti e visitatori dotati di smartphone potranno leggere i codici sulle piastrelle, e sentirsi raccontare, per esempio, la storia del Duomo dal Duomo stesso. Ad aiutarlo c’è don Stefano, il giovane parroco, che lo accompagna in giro in moto a posizionare le piastrelle, a dimostrazione che tutti, qui, credono nell’idea. E forse, che sono matti come lui.

In effetti, qualcosa di strano, a Barga, c’è. Per esempio una sagra dedicata al fish&chips, che di toscano ha poco o nulla. O tre fun club – gli unici in Italia – del Celtic Glasgow, una delle squadre di calcio della città scozzese. Il fatto è che Barga, oltre che Bandiera arancione Tci, è the most scottish town in Italy, la più scozzese delle città italiane. Nel secondo dopoguerra, infatti, molti barghigiani emigrarono in Gran Bretagna e finirono a Glasgow, dove lo sviluppo dei cantieri navali dava molte opportunità di lavoro. In quegli anni nacquero decine e decine di caffè, gelaterie, negozi di fish& chips gestiti da barghigiani, e il legame tra questo lembo di Toscana e quell’angolo di Scozia è rimasto forte, tanto che l’arcivescovo di Glasgow, Mario Conti, è originario di qui.

Barga è il Comune italiano che ha il maggior numero di residenti in Scozia, quasi 10mila, per i quali lo scalo aereo Pisa-Glasgow inaugurato nel 2006 della RyanAir è una manna dal cielo. Del milione di turisti arrivati qui dal 1992 a oggi, la stragrande maggioranza è britannica. È normale, insomma, per Barga avere una vocazione turistica internazionale e che l’inglese sia parlato ovunque. Fortunatamente Keane non è mai stato campanilista, e si è ambientato benissimo, lui irlandese, nella città più scozzese d’Italia. L’estro di Keane ha scatenato quello dei barghigiani, aprendo una sorta di vaso di Pandora dei desideri, facendo capire a quelli che ormai lo considerano un concittadino che i sogni sono realizzabili: basta volerlo. Così, in piazza Angelio, negli spazi dove un tempo c’era la proloco e prima ancora una banca, Alessandro e Claudia hanno aperto il primo concept store di Barga, inaugurandolo con performance artistiche e musicali all’avanguardia e riempiendolo di oggetti unici, vestiti esposti dentro casseforti e frigoriferi d’epoca aperti, pezzi d’arredamento e di design, e l’hanno chiamato, appunto, Il vaso di Pandora. Nella stessa piazza c’è l’atelier di John Bellany, uno dei più apprezzati e quotati pittori scozzesi contemporanei, che si divide tra la terra natia, Barga e Cambridge.

E ancora: in una bottega della via di Borgo c’è un foglio di quaderno con un nome e un numero di cellulare: sono quelli di Swietlan Kraczyna, affermato pittore e incisore nato al confine tra Russia e Polonia nel 1940, che passa buona parte dell’anno a dipingere qui. In via del Pretorio, appena sotto al Duomo, Chris Bell, pittore e insegnante di tecnica pittorica, ospita della sua scuola-convitto Art-Toscana e su una terrazza piena di fiori e di alberi chi voglia imparare a dipingere. La piccola Barga è diventata il buen retiro di artisti, pittori e aspiranti tali, chiusa in sé e al tempo stesso in continuo contatto col mondo grazie al web. Racconta Keane: “Prima di venire in Italia ho vissuto due anni in Provenza ed era meraviglioso, non c’era nessuno, potevo dipingere in assoluta tranquillità. Poi un inglese ha scritto un libro dedicato al paese ed è iniziata l’invasione. Sono scappato”. Allora perché una volta giunto a Barga si è comportato come quell’inglese? Perché ideare un sistema per far conoscere il paese, mettendolo sotto i riflettori e attirando così i turisti?” Keane si fa serio: “Perché internet è un filtro e porta solo un certo tipo di turista. Qui c’è arte, musica, cultura. Qui ci sono festival jazz tutta l’estate. Questo andava raccontato. iBarga è un progetto di marketing turistico, certo, ma è anche un modo di educare al turismo non solo chi arriva, ma anche chi vive qui”.

Prima di iBarga, a far conoscere il paese ci pensava (e ci pensa ancora) Il giornale di Barga, in edizione cartacea e ovviamente online (in italiano e inglese): Keane è, inutile dirlo, uno dei collaboratori. Il direttore è Luca Galeotti, il caporedattore Maria Elena Caproni che poi è la voce di Barga in tutti i sensi: sua infatti è la foto del manifesto iBarga, sua la bocca che spiega l’iniziativa. “La foto l’ha fatta Keane con l’inganno, solo dopo ho scoperto a che cosa serviva, quando mi sono vista sui manifesti”, racconta. Insomma, questa è Barga. Il paese che un irlandese innamorato ha deciso di far conoscere al mondo. Dove l’ultimo piano di casa Cordati, interamente affrescato dal pittore locale Bruno Cordati, non è visitabile e non è chiuso al pubblico: semplicemente, si fa selezione all’ingresso. Educare al turismo, diceva Keane. Ora è più chiaro?

Fuori dal paese, sono almeno due i luoghi da visitare. Uno è la Grotta del vento, a mezz’ora di auto. Tra le più importanti grotte turistiche d’Europa, deve il suo nome alla forte corrente fredda che percorre il tunnel d’ingresso, a 640 metri d’altitudine. Si inoltra nella montagna per oltre quattro chilometri e offre cinque diversi itinerari di visita (tre accessibili a tutti, due per chi ha esperienza e non soffre di vertigini). Lungo la strada per la grotta, s’aggrappa alla roccia un santuario mariano, l’eremo di Calomini, realizzato nel luogo dove intorno all’anno Mille sarebbe apparsa la Madonna.
L’altro luogo è la casa museo di Giovanni Pascoli in frazione Castelvecchio. Nel 1895, l’autore di X agosto e La cavalla storna, soddisfacendo finalmente il suo desiderio di vivere lontano dai clamori delle città dove pure insegnava (Lucca, Firenze, Bologna, Messina…), acquistò questa casa dove restò fino alla morte, e dove è sepolto, con la sorella Maria, l’amatissima Mariù. Pascoli si spegne a Bologna il 6 aprile del 1912 e la sorella fa trasportare tutti gli arredi della stanza a Castelvecchio, preservando la camera del fratello, lo studio, la biblioteca come un museo alla memoria. Mariù lascerà casa Pascoli al Comune di Barga, che la rende accessibile al pubblico. Oggi è oggetto di restauri esterni in vista delle celebrazioni, nel 2012, dei cent’anni dalla morte del poeta.

A dispetto delle tragiche vicende familiari e della solitudine in cui viveva il poeta, casa Pascoli non è cupa né triste. È un luogo raccolto, che domina dall’alto Castelvecchio, pieno di cimeli letterari e storici, alcuni anche curiosi, come un prototipo di macchina per scrivere che Pascoli ricevette in dono ma non usò mai, preferendo scrivere a mano, o come un biglietto autografo di Gabriele D’Annunzio che voleva riappacificarsi dopo uno screzio di natura politica. Il turismo internazionale non conosce I canti di Castelvecchio e qui non arriva: la barriera linguistica non aiuta. Una barriera che Keane ha deciso di abbattere, o perlomeno incrinare: entro la fine dell’anno, infatti, le piastrelle con i Qr code posizionate nel giardino di Barga, tra gli alberi e sulle fontane, declameranno le poesie di Pascoli. Funzionerà? Keane risponde così: “Sapete perché funzionerà? Perché ci siete voi a parlarne”. Una bella responsabilità…  – Touring.it source here

Arrivare
L’aeroporto più vicino è il Galilei di Pisa. La stazione Fs di Barga-Gallicano, collegata a Lucca ogni ora, dista dal paese una decina di chilometri ed è collegata con bus urbani. L’ideale, anche per spostarsi nei dintorni, è raggiungere il paese in auto seguendo da Lucca le indicazioni per Garfagnana-Borgo a Mozzano e poi per Barga.

Dormire
Il Ciocco Tuscany resort****, fraz. Castelvecchio, Barga; tel. 0583.7191. Con piscina, spa, due ristoranti e un grande parco, accanto a casa Pascoli. Doppia a partire da 109 euro.
Villa Moorings hotel***, via Roma 18, Barga, tel. 0583.711538. Appena fuori dal centro storico, su un bel viale alberato, un villino liberty con piscina costruito nel 1924. Doppia da 80 euro in b&b.

Mangiare
Scacciaguai, via di Mezzo 23, Barga; tel. 0583.711368. Seminascosto nel centro storico, deve il nome a un mascherone apotropaico all’ingresso. Propone cucina tradizionale rivisitata e ha una buona cantina. Da 25 euro vini esclusi.
Mordimi, piazza dell’Annunziata 7, Barga, tel. 0583.722242. Ristorante-pizzeria-enoteca nel centro storico; specialità: tortelli e tagliate. Da 25 euro vini esclusi.
Il ponte, viale Biondi 8, tel. 0583.723068. Cucina tipica sul viale delle ville. Da 25 euro vini esclusi. Sconto 15% soci Tci.

Guide e carte
Nuova Guida verde Toscana, 336 pagine illustrate + 144 di info pratiche.

Da sapere
Barga turismo, num. verde 800.028497.
Casa Pascoli, fraz. Castelvecchio, Barga; tel. 0583.766147. Orari invernali (1° ottobre-31 marzo): martedì 14-17.15; mercoledì-domenica 9.30-13 e 14.30-17.15).
Camper service: a Barga in via Hayange, ai piedi del centro storico, area di sosta attrezzata con parchimetro. Prezzi: 10 euro al giorno, 50  euro una settimana.
Grotta del Vento, Fornovolasco (Lu), tel. 0583.722024. Aperta tutto l’anno ore 10-18; prezzi da 9 a 20 euro a seconda degli itinerari (35 e 50 euro i percorsi avventura).

Leave a Reply

Be the First to Comment!

Notify of
wpDiscuz