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#loveproject paintings finished and documented

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More or less for the whole of the winter Keane has been working in the studio on a series of paintings for a project which runs under the name of the #loveproject.

That series of fifty paintings based upon biroldo is now officially finished and this weekend the biroldo panels were taken out of the studio in Barga Vecchia and moved to Gallicano to the studios of Glauco Aioso.

Fabrizio Da Prato was also at Gallicano with his fifty paintings based around the symbol of the heart, which make up the other 50% of the #loveproject.

 

More information will be published about the #loveproject later on next month but for the moment a brief description is that it is yet another collaboration between Keane and Fabrizio Da Prato and will be a series of 100 paintings which will be exhibited and will be on sale for just one weekend at Isola Santa, Garfagnana in June.

The paintings will then be installed in five of the piazzas of five major Tuscan cities during the summer and people will be invited to take the paintings home free of charge as gifts from the artists to the public.

 

The paintings  were photographed by the photographer Giorgia Madiai for the website and catalogue for the #loveproject exhibition.

During the day, Mario Puppa, the Mayor of Careggine‬ visited Gallicano for a preview of the finished paintings before they are installed in the church at Isola Santo, Careggine in June.

 

 

The aim of the project is to start a discussion about just what is the value of an artwork.

Will people still buy a painting at an exhibition knowing full well that the following day it can be obtained for free?

What is the value of a painting bought in a gallery  – does it was have the same value if it is found on the street, given away or even stolen?

 So what it is with the Biroldo ?

Biroldo – even the name is fascinating as it not really a local Italian word but a name that was probably brought down from the north of Europe as the Longobards expanded their territory into the south of Europe and founded the city of Barga over a thousand years ago. They brought with them their food which was heavily based on pigs

The Lombards or Langobards (Latin: Langobardī, Italian Longobardi), were a Germanic tribe who ruled Italy from 568 to 774.

Biroldo is the proof that nothing is wasted when it comes to making food from pigs.  Once the sausages, hams and salamis have all been prepared, what is leftover including the head and the blood is then used for making traditional biroldo.

The use of blood as an integral ingredient can be found in many northern European food cultures, known under different names such as black sausage but here in this area it is a particular recipe and a particular way of preparing that is singular to Garfagnana and Media Valle Del Serchio.

It is a seasonally food as the pigs are generally slaughtered around Christmas time and biroldo is something which is prepared and eaten more or less straight away. It is not something that people would enjoy eating during the summer for instance.

Biroldo is also known as the food which people either hate or love.

There seems to be no middle ground with people being divided straight away into two distinct and opposing camps – they either hate it or love it intensely.

It is almost impossible to be indifferent about biroldo.

 

 

Probabilmente il termine è arrivato con i Longobardi (Lucca era la loro capitale Toscana)
biroldo = insaccato di maiale riempito di sangue e altri ingredienti. E’ ritenuta voce di probabile origine germanica da Giacomo Devoto (“Avviamento all’etimologia italiana”)

Biroldo della Garfagnana Toscana

Il Biroldo della Garfagnana è un salume dalle origini molto antiche, il cui nome sembra derivare dall’epoca longobarda. Un salume tipico della Garfagnana realizzato con le parti meno nobili del maiale, come la testa, il cuore e lingua, che vengono tagliate e bollite, conciate con sale e spezie amalgamate con il sangue del maiale ed insaccate nello stomaco dello stesso…

Molti rabbrividiranno ed effettivamente non è il solito triste prosciutto cotto, è molto più gustoso, saporito e prelibato, tanto da essere entrato di diritto nel paniere dei prodotti tipici lucchesi ed è diventato un Presidio SlowFood…

Le spezie usate per la concia sono il finocchio selvatico, il sale, il pepe, la noce moscata, i chiodi di garofano, la cannella, l’anice stellato e l’aglio, ma non i pinoli che invece caratterizzano il biroldo lucchese…

In linea con l’animo campanilistico e conservatore dei toscani, non sono note le percentuali usate delle spezie, che diventano un segreto custodito tra padri e figli norcini, facendo sì che non esisterà mai un biroldo uguale all’altro…

Prodotto più frequentemente in inverno, non ha una lunga conservazione, pertanto viene consumato entro quindici giorni dalla preparazione, tagliato a striscioline sottili, magari accompagnato dal pane di patate o dal pane di neccio…

Sebbene la preparazione di questo insaccato faccia pensare a sapori forti ed intensi, in bocca è morbido e delicato dal gusto equilibrato e persistente…

Per fare questo particolare e antico sanguinaccio si utilizza esclusivamente la testa del maiale, che è più magra e conferisce una consistenza morbida al prodotto, con l’unica eccezione di cuore e lingua. Le spezie che profumano l’impasto di carne e sangue possono variare, ma sono tassativamente esclusi i pinoli che, spesso, caratterizzano invece il biroldo di Lucca.

La ricetta non è complicata, ma occorre una grande manualità e un saper fare attento per ottenere il prodotto giusto (tradizionalmente è compito delle donne). Si fa bollire la testa del maiale per tre ore, la si disossa accuratamente e si unisce una piccola quantità di sangue, aggiungendo via via la spezie: spezie toscane, con una prevalenza del finocchio selvatico. Naturalmente ci sono anche sale e pepe, accompagnati da noce moscata, chiodi di garofano, cannella e anice stellato – le quantità cambiano in funzione della mano e del gusto del norcino – e c’è chi ci aggiunge pure un po’ di aglio.

Ottenuto l’impasto di carne, sangue e spezie, lo si insacca: prima di essere consumato, deve bollire per altre tre ore e raffreddarsi lentamente all’aria, sotto la pressione di un peso, perdendo così la parte più grassa.
Il biroldo si consuma tagliato a striscioline alte un centimetro entro quindici giorni dalla produzione, magari accompagnato dal tipico pane di castagne garfagnine o dal pane di patate. In bocca è morbido e il suo gusto è perfettamente equilibrato: sangue e spezie non prevaricano il sapore della carne magra della testa del maiale, ma gli conferiscono sentori delicati e persistenti. – source

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