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Fifteen Lire’s worth of mystery in Piazza Salvi

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Vestiges of a turbulent passage in Italian history may have come to light on Monday (September 26), in the form of three silver coins unearthed beneath the venerable pavimenti of Piazza Salvo Salvi. How they made their way to Barga, and were eventually covered by paving stones, is unknown.

The coins were turned up by an equipment operator working above the Volta dei Menchi, a series of arched vaults below the Comune which are being renovated to house a new museum.

What makes the find somewhat mysterious is that the coins in question, dated 1827, were never legal tender in the Duchy of Lucca, Barga included — and were issued by its chief political enemy in the region.

All three coins are five-lire pieces. Their two sides, designed by the master engraver Amadeo Lavy, are respectively stamped with the face and coat of arms of Carlo Felice (1765-1831). He ruled over a powerful state, based in Torino, that stretched across large parts of northwestern Italy and southeastern France then – and would cease to exist with the unification of Italy three decades of his death. As the coins’ inscription notes, Carlo Felice was King of Sardegna and the region surrounding Nice, Prince of Piedmont and Duke of Savoy, Aosta and Genova.

Torino, in those years, was a hotbed of political reform and ferment, and would later be the springboard of the Italian Risorgimento set in motion by Garibaldi’s invasion of Sicily in 1860. Under Carlo Felice, Piedmontese troops fought two wars against the Austrian Empire, which governed all of northeastern Italy with an iron hand.

By contrast, from 1815 to 1847 the Duchy of Lucca was presided over by minions of the profoundly reactionary Marie Louise, Duchess of Parma – second wife and Empress of Napoleon Bonaparte, and daughter of the Austrian Emperor Franz II.

It is believed that three coins may be later copies, produced for commemorative purposes. There are visible differences between the monarch’s face on on the unearthed pieces, and photographs of the genuine Lavy engraving. One possibility is that a commemorative version was struck in 1927 to mark the centennial of Carlo Felice’s declaration of a modern civil code for Sardegna, which served as a model for Italy’s national laws after unification in 1861. Carlo’s successors in the royal House of Savoy served as Italy’s kings from 1861 to 1946.

In 1927, much of Barga’s centro storico was still a construction site following the massive earthquake of seven years earlier, which might explain how the coins wound up lost under the restored paving stones.

If it were real, the coin would not be of great value to collectors. More than 2 million five-lire pieces were struck at the Genova mint in 1827, and another 700,000 in Torino, making it one of the period’s most readily available coins.

Carlo Felice is best recalled today as the royal patron of Genoa’s celebrated opera house, which was named for him at its inauguration in 1828.

Ritrovamento insolito ieri mattina nel cantiere dei lavori che stanno interessando Piazza Salvo Salvi, sotto il Comune di Barga. Sulla piazza è in corso la rimozione delle pietre di pavimentazione per individuare le infiltrazioni d’acqua che si registrano nei sottostanti locali della volta dei Menchi dove presto sarà realizzato il museo delle rocche e delle fortificazioni della Valle del Serchio.
Nella terra che si trova sotto le pietre, due operai della ditta Giacchini hanno rinvenuto una moneta dorata e successivamente ne sono state trovate altre due di identica fattura. A fare il primo ritrovamento è stato Fiorello Giacchini, uno dei dipendenti della ditta e subito dopo la scoperta avevamo con lui registrato questa intervista:

Una scoperta in piazza Salvi (mp3)

Si tratta di tre monete da Lire 5 del Regno di Sardegna e sono datate 1827. Riportano su un lato l’effige di Carlo Felice (1795-1831) e sull’altro lo stemma del regno di Sardegna.
Ripercorrendo un po’ la storia di questa moneta si scopre che si essa ne furono stampati 723.999 esemplari presso la zecca di Torino e 2.137.241 presso la zecca di Genova. Le viene attribuito in campo numismatico un valore che va da 100 a 185 euro a seconda della sua conservazione e comunque viene considerata una moneta comune.
Un ritrovamento insolito quello avvenuto a Barga, ma forse più insolito ancora è il fatto che queste monete sembrerebbero delle patacche.
Vagando un po’ in giro per i siti di numismatica, le immagini che si trovano in rete dimostrano chiaramente che le tre monete ritrovate sotto Piazza Salvi sono delle riproduzioni. Soprattutto perché la figura in rilievo della testa non assomiglia nemmeno un po’ a quella dell’immagine originale di Carlo Felice, ma anche per altri particolari. Le monete originali erano di argento e pesavano circa 24 grammi; queste sono di una non meglio identificata lega e sono più leggere.
Su internet si ha notizia anche di monete da 5 Lire di Carlo Felice false, alcune delle quali assomigliano proprio per la fattura della testa a quelle che sono state rinvenute a Barga. Bisogna dire ad onor del vero che in quel caso la contraffazione era evidente data la grossolanità dello stampo. Sempre sul web si riporta notizia che monete come quelle fossero state diffuse alcuni anni fa in regalo come riproduzioni con il giornale La Stampa.
Ci sono anche altre supposizioni però: una delle ipotesi è che le monete siano delle riproduzioni realizzate per scopi commemorativi nel 1927 per celebrare il centenario della dichiarazione di Carlo Felice di un moderno codice civile per la Sardegna, che servì da modello per le legislazioni nazionali dell’Italia dopo l’unificazione nel 1861. Ciò potrebbe spiegare anche il perché le tre monete si trovassero sotto le pietre del pavimento di piazza Salvi. Nel 1927, gran parte del centro storico di Barga era ancora un cantiere dopo il terremoto di sette anni prima. Le tre monete potrebbero così essere state perse o poste allora sotto i sampietrini restaurati.
Se invece fossero di produzione più recente (quelle magari regalate con la Stampa negli anni scorsi) verrebbe da pensare che siano state buttate negli scavi subito dopo l’apertura del cantiere. Insomma potrebbe in questo caso trattarsi dello scherzo di qualche buontempone, scherzo che intanto è costato la momentanea sospensione dei lavori su piazza Salvi per accertare la originalità o meno delle tre monete.
Un atto dovuto, ha spiegato l’assessore comunale Pietro Onesti, perché bisognava informare la Soprintendenza per eventuali rilievi del caso.  Adesso cercheremo di capire se queste monete hanno un qualche valore anche storico, ma non sembra proprio e soprattutto, quando riprenderanno i lavori sulla piazza, faremo una ulteriore indagine alla ricerca di eventuali altre monete.

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