The Milan Biennale – Emanuele Biagioni

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The Milan Biennale closed to strong acclaim and an impressive turnout, transforming the centre of the city into a meeting point for contemporary art and culture. Held in the historic Palazzo Stampa di Soncino, just steps from the Duomo, the event curated by Salvo Nugnes brought together artists alongside well-known figures from Italian journalism and entertainment.

The programme moved between discussion and celebration, with contributions from Giordano Bruno Guerri and Paolo Liguori, as well as a tribute to Ornella Vanoni and birthday celebrations for Katia Ricciarelli.

Among the selected artists was Barga-born Emanuele Biagioni, whose work Silenzio Metropolitano was exhibited in a prominent position. The piece offers a quiet, reflective vision of Manhattan — distant from its usual energy — and explores the need for stillness within the pressures of modern life.

“It was an honour to take part,” Biagioni said, describing the experience as both professionally significant and personally rewarding. For him, the Biennale represents another step forward and an opportunity to engage with an international audience in a setting that continues to encourage dialogue between art, culture and society.

La Biennale di Milano si è chiusa con grande successo e una notevole affluenza di pubblico, trasformando il centro della città in un punto d’incontro per arte e cultura contemporanea. Ospitata nelle sale storiche di Palazzo Stampa di Soncino, a pochi passi dal Duomo, l’evento curato da Salvo Nugnes ha riunito artisti e protagonisti del mondo del giornalismo e dello spettacolo italiano.

Il programma ha alternato momenti di confronto e celebrazione, con interventi di Giordano Bruno Guerri e Paolo Liguori, oltre a un omaggio a Ornella Vanoni e ai festeggiamenti per il compleanno di Katia Ricciarelli.

Tra gli artisti selezionati anche il barghigiano Emanuele Biagioni, la cui opera Silenzio Metropolitano è stata esposta in una posizione di rilievo. Il lavoro propone una visione silenziosa e riflessiva di Manhattan, lontana dalla sua consueta frenesia, e invita a riscoprire uno spazio interiore di quiete nel ritmo della vita moderna.

«È stato un onore partecipare», ha dichiarato Biagioni, definendo l’esperienza importante sia dal punto di vista professionale che umano. Per l’artista, la Biennale rappresenta un ulteriore passo nel suo percorso e un’occasione di confronto con un pubblico internazionale, in un contesto che continua a favorire il dialogo tra arte, cultura e società.