On Saturday afternoon, the Sala Consiliare of Palazzo Pancrazi in Barga Vecchia filled with people gathered for the presentation of a book dedicated to the life of Dr Lido Stefani, a figure whose work touched communities both in Barga and far beyond. The volume, written by Dr Gino Battaglini, offered a portrait not simply of a doctor, but of a man defined by a lifelong commitment to others.
Dr Stefani, who died in 2024, had begun his career in the most familiar of settings, working as a local family doctor. For many in the area, he had been a daily presence — someone approached not only for medical advice, but for reassurance and understanding.
Over time, his work extended well beyond the local community. He had been involved in missions in Albania, Slovenia and Bosnia, before dedicating himself more fully to Rwanda. Arriving during the years of genocide, he worked in Muhura among communities facing extreme hardship, offering care where resources were scarce.
Throughout the presentation, speakers returned to a consistent idea: that his work was guided not only by professional duty, but by a strong sense of responsibility towards others. Whether in Barga or abroad, his approach remained direct, practical and deeply human.
The event was held with the patronage of the Comune di Barga and in collaboration with AmatAfrica, the association with which Dr Stefani had long been involved alongside his wife, Anna Notini.
Dottor Lido Stefani: una vita dedicata agli altri
Sabato pomeriggio, la Sala Consiliare di Palazzo Pancrazi a Barga Vecchia si è riempita di persone riunite per la presentazione di un libro dedicato alla vita del dottor Lido Stefani, una figura il cui operato ha toccato comunità sia a Barga che ben oltre. Il volume, scritto dal dottor Gino Battaglini, ha offerto il ritratto non solo di un medico, ma di un uomo definito da un impegno verso gli altri durato tutta la vita.
Il dottor Stefani, scomparso nel 2024, aveva iniziato la sua carriera nel contesto più familiare, lavorando come medico di famiglia. Per molti nella zona era stato una presenza quotidiana — qualcuno a cui rivolgersi non solo per consigli medici, ma anche per rassicurazione e comprensione.
Con il tempo, il suo impegno si è esteso ben oltre la comunità locale. Era stato coinvolto in missioni in Albania, Slovenia e Bosnia, prima di dedicarsi più pienamente al Ruanda. Arrivato negli anni del genocidio, operò a Muhura tra comunità in condizioni di estrema difficoltà, offrendo cure dove le risorse erano scarse.
Nel corso della presentazione, gli interventi hanno più volte sottolineato un aspetto costante: il suo lavoro era guidato non solo dal dovere professionale, ma anche da un forte senso di responsabilità verso gli altri. Sia a Barga che all’estero, il suo approccio rimaneva diretto, concreto e profondamente umano.
L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Comune di Barga e in collaborazione con AmatAfrica, l’associazione con cui il dottor Stefani era stato a lungo impegnato insieme alla moglie Anna Notini.