Barga IN Jazz

Barga IN Jazz brings four decades of BargaJazz to a close

After weeks of concerts, competitions, meetings and music across the Serchio Valley, BargaJazz returned to the streets of Barga on Sunday 30 August for the traditional Barga IN Jazz, bringing the 40th anniversary edition of the festival to a close.

For one afternoon the historic centre once again became the stage.

From late afternoon, jazz could be heard across Barga Vecchia, with musicians occupying its squares and the public moving between them through the narrow streets of the old city. Leading the way was Stefano Scalzi’s Fantomatik Orchestra, bringing the unmistakable sound and energy of a street band directly among the crowds.

The format has always been one of the particular strengths of Barga IN Jazz. There was no single stage and no single concert to attend. Instead, the audience could wander through the city, stop to listen, move on and discover another group playing only a few streets away.

Two young ensembles from Siena Jazz University were among those taking part. The Argena Quartet, with Ariel Tricomi on piano, Niccolò Monté Rizzi on trumpet, Matisse Berg on bass and Gabriele Peretti on drums, played in Piazza dell’Annunziata.

Piazza Angelio hosted guitarist Matteo Ciabini with Francesco Maggi on double bass and Noé Piatelli on drums, while the veteran The Puppies took over Piazza Salvo Salvi.

At Piazza del Teatro, the emphasis was on the spontaneous side of jazz, with BargaJazzClub organising jam sessions featuring Simone Venturi on piano, Leonardo Gnesi on double bass and Federico Cardelli on drums.

Another, more intimate setting could be found at the Sargentone, where singer Maria Luiza Proca performed with Claudio Airò on piano and Giuseppe Nannini on saxophone.

The music also reached one of Barga’s most important buildings.

Inside the Duomo of San Cristoforo, Vittorio Alinari presented a solo project inspired by the songs of medieval pilgrims. Against the very different acoustic and atmosphere of the cathedral, the concert provided a moment of reflection within an afternoon otherwise dominated by music spilling out into the streets and squares.

As darkness arrived, attention moved down to the Bastione del Fosso for the final concert of the festival.

Rain Dogs closed the evening with a project centred on Cuban music, featuring Mirco Rubegni on trumpet, Gabrio Baldacci on guitar, Pewee Durante on keyboards, Mirco Capecchi on double bass, Simone Padovani on percussion and Daniele Paoletti on drums.

But this final Sunday was about more than the concerts.

The morning had begun in the Council Chamber of Barga Town Hall with the presentation of “BargaJazz 40”, a publication edited by Marco Tortelli and Alessandro Rizzardi and produced with the support of Regione Toscana. The book looked back over the history of a festival which began in 1986 and which, over four decades, has brought generations of musicians, arrangers, composers and audiences to Barga.

That history could also be discovered outside the Town Hall and quite literally in the streets.

For the 40th anniversary, artist Keane created an interactive multimedia trail throughout Barga Vecchia. Forty small plaques carrying QR codes were installed around the historic centre, each representing a different year of BargaJazz.

Visitors could search for the plaques while exploring the old city and, using a mobile phone, open a page containing music, photographs and information from the corresponding year.

Part exhibition, part archive and part treasure hunt, the project transformed Barga Vecchia itself into a physical history of the festival — connecting four decades of BargaJazz with the buildings, streets and corners of the city in which much of that history had taken place.

It was perhaps an appropriate way for the anniversary edition to finish.

BargaJazz has always been about the musicians who arrive in Barga, but it has also been about the place in which they play. On its final day, those two elements came together once again: jazz in the squares, jazz in the streets, jazz inside the Duomo and forty years of memories scattered throughout Barga Vecchia.

And with the last music from the Bastione del Fosso, the 40th anniversary edition of BargaJazz came to an end.

Barga IN Jazz chiude quarant’anni di BargaJazz

Dopo settimane di concerti, concorsi, incontri e musica in tutta la Valle del Serchio, domenica 30 agosto BargaJazz è tornato nelle strade di Barga con il tradizionale appuntamento di Barga IN Jazz, che ha chiuso l’edizione del quarantesimo anniversario del festival.

Per un pomeriggio il centro storico è tornato a trasformarsi in un grande palcoscenico.

Dal tardo pomeriggio il jazz ha risuonato in tutta Barga Vecchia, con i musicisti nelle piazze e il pubblico libero di spostarsi attraverso le strette vie del centro storico alla ricerca dei diversi concerti. A fare da guida è stata la Fantomatik Orchestra di Stefano Scalzi, che ha portato l’energia e il suono della street band direttamente in mezzo alla gente.

È proprio questa formula ad essere da sempre uno degli elementi più caratteristici di Barga IN Jazz. Non un unico palco e non un solo concerto da seguire, ma la possibilità di camminare per la città, fermarsi ad ascoltare, ripartire e incontrare pochi metri più avanti un altro gruppo e un’altra musica.

Tra i protagonisti della giornata anche due giovani formazioni provenienti dalla Siena Jazz University. In Piazza dell’Annunziata si è esibito l’Argena Quartet, con Ariel Tricomi al pianoforte, Niccolò Monté Rizzi alla tromba, Matisse Berg al basso e Gabriele Peretti alla batteria.

Piazza Angelio ha ospitato invece il trio del chitarrista Matteo Ciabini, con Francesco Maggi al contrabbasso e Noé Piatelli alla batteria, mentre in Piazza Salvo Salvi sono tornati in scena gli storici The Puppies.

In Piazza del Teatro spazio alla parte più spontanea del jazz, con le jam session curate da BargaJazzClub e Simone Venturi al pianoforte, Leonardo Gnesi al contrabbasso e Federico Cardelli alla batteria.

Un’atmosfera più raccolta si è trovata invece nella piazzetta del Sargentone, dove si è esibito il trio della cantante Maria Luiza Proca, insieme a Claudio Airò al pianoforte e Giuseppe Nannini al sax.

La musica è entrata anche in uno dei luoghi simbolo di Barga.

Nel Duomo di San Cristoforo, Vittorio Alinari ha presentato un progetto in solo ispirato ai canti dei pellegrini medievali. L’acustica e l’atmosfera completamente diverse della cattedrale hanno offerto un momento più intimo e riflessivo all’interno di un pomeriggio dominato dalla musica nelle strade e nelle piazze.

Con l’arrivo della sera l’attenzione si è poi spostata verso il Bastione del Fosso per l’ultimo concerto del festival.

A chiudere la serata sono stati i Rain Dogs, con un progetto dedicato alla musica cubana che ha visto Mirco Rubegni alla tromba, Gabrio Baldacci alla chitarra, Pewee Durante alle tastiere, Mirco Capecchi al contrabbasso, Simone Padovani alle percussioni e Daniele Paoletti alla batteria.

Ma questa ultima domenica di BargaJazz non è stata soltanto musica.

La giornata era infatti iniziata nella Sala del Consiglio del Comune di Barga con la presentazione di “BargaJazz 40”, pubblicazione curata da Marco Tortelli e Alessandro Rizzardi e realizzata con il contributo della Regione Toscana. Il volume ha ripercorso la storia di un festival nato nel 1986 e che, nel corso di quattro decenni, ha portato a Barga generazioni di musicisti, arrangiatori, compositori e appassionati.

Quella stessa storia si poteva però scoprire anche fuori dal Comune, camminando letteralmente per le strade di Barga Vecchia.

In occasione del quarantesimo anniversario, l’artista Keane ha infatti realizzato un percorso multimediale interattivo diffuso nel centro storico. Quaranta piccole formelle con QR code sono state collocate in diversi punti di Barga Vecchia, ognuna dedicata a un anno della storia di BargaJazz.

I visitatori hanno potuto cercarle passeggiando per la città e, attraverso il proprio telefono, accedere a pagine contenenti musica, fotografie e informazioni relative all’anno corrispondente.

In parte mostra, in parte archivio e in parte caccia al tesoro, il progetto ha trasformato Barga Vecchia in una sorta di storia fisica del festival, mettendo in relazione quarant’anni di BargaJazz con gli edifici, le strade e gli angoli della città nei quali gran parte di quella storia si è svolta.

Forse non poteva esserci modo più appropriato per concludere l’edizione dell’anniversario.

BargaJazz è sempre stato legato ai musicisti che arrivano a Barga, ma anche al luogo nel quale quella musica viene suonata. Nell’ultima giornata questi due elementi si sono incontrati ancora una volta: jazz nelle piazze, jazz nelle strade, jazz dentro il Duomo e quarant’anni di ricordi disseminati per Barga Vecchia.

E con le ultime note dal Bastione del Fosso si è chiusa l’edizione del quarantesimo anniversario di BargaJazz.