Two exhibitions open together as Barga’s summer arts programme gets underway
The opening of two contemporary art exhibitions this weekend also marked a new approach to the summer cultural programme in Barga, with artists, curators and visitors gathering for a shared inauguration designed to encourage dialogue between the various exhibition spaces across the city.
Speaking at the opening, organiser GianGuido Grassi explained that this is the second year that a coordinated programme of exhibitions and cultural events has been developed in Barga. One of the principal aims for 2026 has been to bring together the openings of public exhibition venues, creating opportunities for artists, curators and visitors to meet and exchange ideas.
“This year we have tried to have all the public exhibition spaces open together,” Grassi explained. “In the past exhibitions tended to inaugurate separately, but we wanted to create more opportunities for dialogue between artists and between the different cultural initiatives taking place in the city.”
He added that the new format will continue throughout the season, with future exhibition openings also beginning with a shared gathering before visitors move on to explore the individual exhibitions.
During his remarks Grassi also paid tribute to Kerry, whose support over a number of years helped lay the foundations for the cultural programme now taking shape.
The opening brought together two exhibitions that approach contemporary art from different perspectives while sharing common roots in experimentation and the transformation of space.
The first exhibition, Nude Fundamentals, presents a project conceived by curator Claudia Gobbi. The project invited artists to work within abandoned and unconventional spaces, exploring the expressive freedom that has long characterised urban art. Through interventions in neglected environments, the participating artists have sought to reveal new possibilities within forgotten places, reconnecting contemporary creativity with the landscapes and communities that surround them.
The exhibition also reflects a broader interest in public and site-specific art that has increasingly become part of the cultural landscape of the Valle del Serchio in recent years.
Alongside it is Noir est une Couleur (“Black is a Colour”), an exhibition curated by Grassi around the visual and symbolic possibilities of black.
The title references a celebrated exhibition at the Fondation Maeght, where works by artists including Picasso, Miró and Giacometti explored the expressive potential of black as more than simply the absence of colour.
As Grassi noted during the opening, black is far from being a single colour. Instead it contains countless nuances and variations that become visible when attention is focused on texture, form and mark-making rather than on colour itself.
By stripping away decorative and chromatic distractions, the exhibition invites visitors to concentrate on the essential language of the artwork. This approach is particularly evident in the work of Moneyless, whose geometric circles and abstract forms emerge with striking clarity against dark backgrounds.
The exhibition also includes work by the internationally recognised Italian duo Sten & Lex, whose innovative stencil-poster technique has become one of the most influential developments in contemporary urban art.
Their process begins with large posters applied to walls and carefully cut into stencils. Layers of paint are then added while the poster itself is gradually left to deteriorate. Over time the paper peels away, allowing the final image to emerge through a process in which decay becomes an essential part of the artwork.
For Sten & Lex, what many would regard as deterioration or abandonment becomes the completion of the creative act itself.
Although both Moneyless and Sten & Lex emerged from the independent world of urban art, their work has increasingly entered museums, galleries and major international exhibitions around the world. Today they are regarded among the most influential figures in contemporary Italian art.
By presenting the two exhibitions together, Grassi hopes to highlight both the freedom and experimentation that characterise urban art and the ways in which those practices continue to influence contemporary visual culture.
The exhibitions form part of Barga’s wider summer cultural programme and offer visitors an opportunity to explore how artists continue to transform both physical spaces and visual language through contemporary practice.
Due mostre inaugurate insieme danno il via al programma artistico estivo di Barga
L’inaugurazione di due mostre d’arte contemporanea questo fine settimana ha segnato anche un nuovo approccio al programma culturale estivo di Barga, con artisti, curatori e visitatori riuniti per un’inaugurazione condivisa pensata per favorire il dialogo tra i diversi spazi espositivi della città.
Intervenendo durante l’apertura, l’organizzatore GianGuido Grassi ha spiegato che questo è il secondo anno in cui viene sviluppato a Barga un programma coordinato di mostre ed eventi culturali. Uno degli obiettivi principali del 2026 è stato quello di unire le inaugurazioni degli spazi espositivi pubblici, creando occasioni d’incontro e di confronto tra artisti, curatori e visitatori.
«Quest’anno abbiamo cercato di far inaugurare insieme tutti gli spazi espositivi pubblici», ha spiegato Grassi. «In passato le mostre tendevano ad inaugurare separatamente, ma volevamo creare maggiori opportunità di dialogo tra gli artisti e tra le diverse iniziative culturali che si svolgono in città».
Ha inoltre aggiunto che questo nuovo formato proseguirà per tutta la stagione, con le future inaugurazioni che inizieranno anch’esse con un momento condiviso prima che i visitatori si spostino a visitare le singole esposizioni.
Nel corso del suo intervento, Grassi ha anche voluto rendere omaggio a Kerry, il cui sostegno nel corso degli anni ha contribuito a gettare le basi del programma culturale che oggi sta prendendo forma.
L’inaugurazione ha riunito due mostre che affrontano l’arte contemporanea da prospettive differenti, pur condividendo radici comuni nell’ambito della sperimentazione e della trasformazione dello spazio.
La prima mostra, Nude Fundamentals, presenta un progetto ideato dalla curatrice Claudia Gobbi. Il progetto ha invitato gli artisti a lavorare all’interno di spazi abbandonati e non convenzionali, esplorando quella libertà espressiva che da sempre caratterizza l’arte urbana. Attraverso interventi in ambienti trascurati, gli artisti coinvolti hanno cercato di rivelare nuove possibilità all’interno di luoghi dimenticati, riconnettendo la creatività contemporanea con i paesaggi e le comunità che li circondano.
La mostra riflette inoltre un interesse più ampio per l’arte pubblica e site-specific, che negli ultimi anni è diventata parte integrante del panorama culturale della Valle del Serchio.
Accanto ad essa trova spazio Noir est une Couleur (“Il nero è un colore”), una mostra curata dallo stesso Grassi e dedicata alle possibilità visive e simboliche del nero.
Il titolo richiama una celebre esposizione ospitata presso la Fondation Maeght, dove opere di artisti come Picasso, Miró e Giacometti esploravano il potenziale espressivo del nero come qualcosa di più della semplice assenza di colore.
Come ha sottolineato Grassi durante l’inaugurazione, il nero è tutt’altro che un colore unico. Al contrario, contiene innumerevoli sfumature e variazioni che emergono quando l’attenzione si concentra sulla texture, sulla forma e sul segno piuttosto che sul colore stesso.
Eliminando le distrazioni decorative e cromatiche, la mostra invita il visitatore a concentrarsi sul linguaggio essenziale dell’opera d’arte. Questo approccio è particolarmente evidente nei lavori di Moneyless, i cui cerchi geometrici e forme astratte emergono con straordinaria chiarezza dai fondi scuri.
La mostra comprende inoltre opere del duo italiano di fama internazionale Sten & Lex, la cui innovativa tecnica dello stencil-poster è diventata uno degli sviluppi più influenti dell’arte urbana contemporanea.
Il loro processo creativo inizia con grandi manifesti applicati alle pareti e successivamente trasformati in stencil attraverso un accurato lavoro di intaglio. Vengono quindi applicati strati di colore mentre il manifesto stesso viene lasciato deteriorare gradualmente. Con il passare del tempo la carta si stacca, permettendo all’immagine finale di emergere attraverso un processo in cui il degrado diventa parte integrante dell’opera.
Per Sten & Lex ciò che molti considererebbero deterioramento o abbandono diventa invece il completamento stesso dell’atto creativo.
Sebbene sia Moneyless che Sten & Lex provengano dal mondo indipendente dell’arte urbana, le loro opere sono entrate progressivamente in musei, gallerie e importanti esposizioni internazionali in tutto il mondo. Oggi sono considerati tra le figure più influenti dell’arte contemporanea italiana.
Presentando insieme queste due mostre, Grassi intende mettere in evidenza sia la libertà e la sperimentazione che caratterizzano l’arte urbana, sia il modo in cui queste pratiche continuano a influenzare la cultura visiva contemporanea.
Le esposizioni fanno parte del più ampio programma culturale estivo di Barga e offrono ai visitatori l’opportunità di esplorare come gli artisti continuino a trasformare sia gli spazi fisici sia il linguaggio visivo attraverso la pratica contemporanea.