Maurizio Geri Swingtet brings Canzoni da bosco to Coreglia Antelminelli
BargaJazz continued its journey through the Serchio Valley on Sunday evening with a concert by the Maurizio Geri Swingtet in the square in front of the Comune in Coreglia Antelminelli.
At the centre of the evening was Canzoni da bosco, the latest recording project from guitarist, singer and composer Maurizio Geri, whose music has long occupied a distinctive territory somewhere between traditional Tuscan music, Italian songwriting and the swinging language of jazz manouche.
Geri was joined by Giacomo Tosti on accordion, Pippi Dimonte on double bass and Gabriele Gai on drums, a line-up that brought together the acoustic character of traditional music with the rhythmic energy and improvisation that have defined the Swingtet since its formation in 1995.
Although Django Reinhardt remains an important reference point, the group’s musical identity has never simply been an Italian interpretation of French gypsy jazz. Geri’s approach also draws upon Mediterranean folk traditions and Italian musicians such as Gorni Kramer and Alessandro Morelli, creating a sound firmly connected to his own musical roots.
Those roots go back to the mountains of Pistoia. Early in his career, Geri became involved in researching and recovering the traditional music of the area, leading to a long collaboration with the influential singer and researcher Caterina Bueno.
Another important chapter came through his meeting with accordionist Riccardo Tesi. Together they founded BANDITALIANA, a group that became known internationally for its contemporary approach to Italian traditional music. Their work resulted in five albums, alongside a series of projects exploring the musical traditions of Tuscany and Emilia.
Geri’s interest in Tuscan oral traditions also led to a fruitful collaboration with writer and performer David Riondino, particularly in the rediscovery of ottava rima, the centuries-old Tuscan tradition of improvised poetry in eight-line stanzas.
Over the years, his music has travelled far beyond Tuscany. Geri has performed at festivals throughout Europe and in Canada, Argentina, Australia and Japan, while one of the significant international recognitions for the Swingtet was an appearance at the Django Reinhardt Festival in Samois-sur-Seine, one of the most important meeting places for musicians working within the manouche tradition.
His career has also crossed into radio, theatre and cinema, with collaborations involving musicians from the worlds of folk, jazz and Italian popular music.
The Coreglia concert brought these different strands together: the music of the Tuscan mountains, Italian song, Mediterranean influences and the improvisational language of swing. With Canzoni da bosco, the Maurizio Geri Swingtet demonstrated how traditional music can remain connected to its roots while continuing to evolve into something distinctly contemporary.
Il Maurizio Geri Swingtet porta Canzoni da bosco a Coreglia Antelminelli
BargaJazz ha proseguito domenica sera il suo viaggio attraverso la Valle del Serchio con il concerto del Maurizio Geri Swingtet nella piazza davanti al Comune di Coreglia Antelminelli.
Al centro della serata Canzoni da bosco, l’ultimo lavoro discografico del chitarrista, cantante e compositore Maurizio Geri, la cui musica si muove da sempre in un territorio originale, sospeso tra la tradizione popolare toscana, la canzone d’autore e il linguaggio swing del jazz manouche.
Accanto a Geri, alla chitarra e alla voce, si sono esibiti Giacomo Tosti alla fisarmonica, Pippi Dimonte al contrabbasso e Gabriele Gai alla batteria. Una formazione capace di unire il carattere acustico della musica tradizionale all’energia ritmica e all’improvvisazione che contraddistinguono lo Swingtet fin dalla sua nascita nel 1995.
Pur rimanendo Django Reinhardt un fondamentale punto di riferimento, l’identità musicale del gruppo non si è mai limitata a una rilettura italiana del jazz manouche francese. Nella musica di Geri confluiscono infatti anche le tradizioni popolari del Mediterraneo e l’influenza di protagonisti della musica italiana come Gorni Kramer e Alessandro Morelli, dando vita a un linguaggio profondamente legato alle sue radici.
Radici che affondano nella montagna pistoiese. Fin dagli inizi della sua carriera, Geri si è dedicato alla ricerca e al recupero del repertorio tradizionale di questo territorio, un percorso che lo ha portato a collaborare per molti anni con la cantante e ricercatrice Caterina Bueno.
Un altro capitolo fondamentale del suo percorso artistico è nato dall’incontro con il fisarmonicista Riccardo Tesi. Insieme hanno dato vita a BANDITALIANA, formazione diventata un punto di riferimento internazionale per una lettura contemporanea della musica tradizionale italiana. Con il gruppo Geri ha inciso cinque dischi, affiancando a questa esperienza diversi progetti dedicati alle tradizioni musicali della Toscana e dell’Emilia.
L’interesse di Geri per la cultura orale toscana lo ha portato anche a una proficua collaborazione con David Riondino, in particolare nel lavoro di riscoperta dell’ottava rima, l’antica tradizione toscana della poesia improvvisata in strofe di otto versi.
Nel corso degli anni la musica di Geri ha viaggiato ben oltre i confini della Toscana. Ha partecipato a festival in tutta Europa e si è esibito in Canada, Argentina, Australia e Giappone. Tra i riconoscimenti internazionali più significativi per lo Swingtet figura anche la partecipazione al Festival Django Reinhardt di Samois-sur-Seine, uno degli appuntamenti di riferimento per i musicisti legati alla tradizione manouche.
La sua attività ha inoltre attraversato il mondo della radio, del teatro e del cinema, con collaborazioni con numerosi musicisti della scena folk, jazz e pop italiana.
Il concerto di Coreglia Antelminelli ha riunito tutti questi diversi fili del percorso di Maurizio Geri: la musica della montagna toscana, la canzone italiana, le influenze mediterranee e il linguaggio improvvisativo dello swing. Con Canzoni da bosco, il Maurizio Geri Swingtet ha mostrato ancora una volta come la musica tradizionale possa rimanere saldamente legata alle proprie radici e, allo stesso tempo, continuare a trasformarsi in qualcosa di profondamente contemporaneo.