An Evening in Homage to Pascoli: Music and Poetry at the Poet’s Home in Castelvecchio
On the evening of 10 August the garden of Casa Pascoli in Castelvecchio once again became a place of poetry and music, remembering Giovanni Pascoli in the surroundings where he lived and wrote.
More than 400 people had reserved places for Monday evening’s traditional tribute, filling the garden of the poet’s home for an event that has become one of the established cultural appointments of the Barga summer.
The date itself could hardly be more significant. The 10th of August is forever associated with Pascoli through one of his best-known poems, X Agosto, and each year the anniversary provides an opportunity to return not only to his words but to the landscape and atmosphere in which so much of his poetry was created.
This year the evening also looked beyond Pascoli to St Francis, marking the 800th anniversary of his death. Through the reading of poems and other writings, the programme explored elements of Pascoli’s spiritual vision and the connections between his thought and the figure of St Francis.
At the heart of the evening was the return of actor Alessio Boni, who once again gave voice to Pascoli at Castelvecchio. Boni had previously taken part in the event in 2014, and director Alessandro Bertolucci had spoken before the performance of the actor’s enthusiasm at returning to Casa Pascoli and once again reading the poet’s words in such a particular setting.
I love my job. The true success, according to me, is to realize in my life the choice that my passion dictated to me, many years ago… Why do I love to act? Because it makes complete my forming as a man. An actor does interpret life, and in order to do that he must experiment with and become sensible to every life’s event. He has to listen to and look at and welcome all the experiences that life offers to him. He has to store it up into his consciousness and use it in his art. An actor’s duty is to try and grab the true meaning of life, interpret it, and if he succeeds in revealing it, that is going to be the final seal of his art. So being a man with the sharpest consciousness of what makes us humans and measure of nature – this consciousness is being an actor. – Alessio Boni
Poetry alternated with music throughout the evening. Opera singers Valentina Boi, Amadi Lagha and Massimo Cavalletti performed alongside the Quartet of the Portuguese State Orchestra, with Massimo Salotti at the piano and directing the musical programme.
The evening formed part of the Serchio delle Muse programme and was organised by the Fondazione Giovanni Pascoli, the Misericordia di Castelvecchio, the Comune di Barga and Serchio delle Muse.
The event had been presented by Maria Bruna Caproni, President of the Fondazione Giovanni Pascoli, together with Alice Mariani representing the Comune di Barga and regional councillor Vittorio Salotti. Fosco Bertoli, president of Serchio delle Muse, and artistic director Massimo Salotti had introduced the musical side of the programme, while Sara Moscardini, curator of Casa Pascoli, had outlined the connections between Pascoli’s spiritual poetry and this year’s tribute to St Francis.
Saint Lawrence, I know why the quiet air
is burning so with falling stars tonight,
why such a flood of tears
shimmers across the hollow sky.A swallow was returning to the eaves.
They killed her. She fell among the thorns.
An insect still was held within her beak—
the supper for her little ones.And now she lies there, crucified,
still offering that morsel to the distant heavens;
while in the darkness waits her nest,
and from it comes a weaker, fainter cry.A man, too, was returning to his nest.
They killed him. “I forgive you,” were his words.
And in his open eyes a cry remained:
he carried two small dolls as gifts…And now, there in the lonely house,
they wait for him, and wait in vain.
Motionless, bewildered, he seems to raise
those dolls towards the distant heavens.And you, O Heaven, from beyond the worlds,
serene, infinite, immortal —
oh, drown beneath your weeping stars
this darkened speck of Evil.
But ultimately the evening belonged to the words of Pascoli himself. Heard once again on 10 August in the garden at Castelvecchio, surrounded by the landscape that formed such an important part of his world, they provided the thread linking poetry, music, memory and place in a tradition that has now continued for 35 years.
Una serata in omaggio a Pascoli: musica e poesia nella casa del poeta a Castelvecchio
La sera del 10 agosto il giardino di Casa Pascoli a Castelvecchio è tornato ad essere un luogo di poesia e musica, nel ricordo di Giovanni Pascoli, proprio negli ambienti in cui il poeta visse e scrisse.
Più di 400 persone avevano prenotato un posto per il tradizionale omaggio del lunedì sera, riempiendo il giardino della casa del poeta per un appuntamento ormai entrato stabilmente nel calendario culturale dell’estate barghigiana.
La data stessa non poteva essere più significativa. Il 10 agosto è legato per sempre a Pascoli attraverso una delle sue poesie più conosciute, X Agosto, e ogni anno questa ricorrenza offre l’occasione per tornare non soltanto alle sue parole, ma anche al paesaggio e all’atmosfera nei quali tanta parte della sua poesia prese forma.
Quest’anno la serata ha rivolto lo sguardo anche oltre Pascoli, verso San Francesco, nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Attraverso la lettura di poesie e altri scritti, il programma ha esplorato alcuni aspetti della visione spirituale pascoliana e i legami tra il pensiero del poeta e la figura di San Francesco.
Al centro della serata il ritorno dell’attore Alessio Boni, che ancora una volta ha dato voce a Pascoli a Castelvecchio. Boni aveva già partecipato all’evento nel 2014, e prima dello spettacolo il regista Alessandro Bertolucci aveva parlato dell’entusiasmo dell’attore nel tornare a Casa Pascoli e nel dare nuovamente voce alle parole del poeta in un luogo così particolare.
Amo il mio lavoro. Il vero successo, secondo me, è riuscire a realizzare nella vita la scelta che la propria passione ci ha indicato molti anni fa… Perché amo recitare? Perché completa la mia formazione come uomo. Un attore interpreta la vita e, per poterlo fare, deve sperimentare e diventare sensibile a ogni suo avvenimento. Deve ascoltare, osservare e accogliere tutte le esperienze che la vita gli offre. Deve conservarle dentro la propria coscienza e utilizzarle nella sua arte. Il compito di un attore è cercare di cogliere il vero significato della vita, interpretarlo e, se riesce a rivelarlo, quello sarà il sigillo definitivo della sua arte. Essere dunque un uomo con la più acuta consapevolezza di ciò che ci rende umani e misura della natura: questa consapevolezza significa essere attore. – Alessio Boni
Poesia e musica si sono alternate nel corso della serata. I cantanti lirici Valentina Boi, Amadi Lagha e Massimo Cavalletti si sono esibiti insieme al Quartetto dell’Orchestra di Stato del Portogallo, con Massimo Salotti al pianoforte e alla direzione del programma musicale.
La serata faceva parte del programma del Serchio delle Muse ed è stata organizzata dalla Fondazione Giovanni Pascoli, dalla Misericordia di Castelvecchio, dal Comune di Barga e dal Serchio delle Muse.
L’evento era stato presentato da Maria Bruna Caproni, presidente della Fondazione Giovanni Pascoli, insieme ad Alice Mariani in rappresentanza del Comune di Barga e al consigliere regionale Vittorio Salotti. Fosco Bertoli, presidente del Serchio delle Muse, e il direttore artistico Massimo Salotti avevano introdotto la parte musicale del programma, mentre Sara Moscardini, curatrice di Casa Pascoli, aveva illustrato i legami tra la poesia spirituale di Pascoli e l’omaggio di quest’anno a San Francesco.
San Lorenzo, io lo so perché l’aria tranquilla
arde stanotte di tante stelle cadenti,
perché un pianto così grande
risplende nella volta del cielo.Una rondine tornava alla gronda.
L’uccisero. Cadde tra le spine.
Nel becco aveva ancora un insetto —
la cena per i suoi piccoli.E ora giace là, come crocifissa,
ancora offrendo quel boccone al cielo lontano;
mentre nell’ombra il suo nido aspetta,
e da lì arriva un richiamo sempre più debole.Anche un uomo tornava al suo nido.
L’uccisero. «Perdono», furono le sue parole.
E nei suoi occhi aperti rimase un grido:
portava in dono due piccole bambole…E ora, là, nella casa solitaria,
lo aspettano, lo aspettano invano.
Immobile, attonito, sembra sollevare
quelle bambole verso il cielo lontano.E tu, o Cielo, dall’alto dei mondi,
sereno, infinito, immortale —
oh, sommergi sotto il pianto delle tue stelle
quest’oscuro atomo del Male.
Ma, alla fine, la serata è appartenuta soprattutto alle parole dello stesso Pascoli. Ascoltate ancora una volta il 10 agosto nel giardino di Castelvecchio, circondate dal paesaggio che fu parte così importante del suo mondo, hanno costituito il filo che ha unito poesia, musica, memoria e luogo, in una tradizione che prosegue ormai da 35 anni.