maria elena

La vera verità su iBarga

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L’anno scorso abbiamo pubblicato diversi articoli sul lancio di iBarga, un progetto che vede per la prima volta un piccolo centro come il nostro essere connesso a internet tramite codici bidimensionali e smartphone. Ogni ristorante e bar in Barga Vecchia, ogni chiesa, piazza, statua e luogo di interesse, infatti, è stato contrassegnato con una piccola mattonella di ceramica, ognuna recante un codice bidimensionale – o QR code – che può essere letto da qualsiasi cellulare di ultima generazione.
Perché ciò funzioni si deve soltanto inquadrare la mattonellina in questione con lo smartphone tramite un programma apposito ed immediatamente si avranno informazioni sul luogo dove ci troviamo, con la possibilità di scegliere tra diverse lingue; inquadrando il QR che si trova vicino al portale del Duomo si avranno informazioni sul Duomo, inquadrando quello che si trova all’entrata di Palazzo Pancrazi si avranno informazioni sul palazzo comunale e così via.
Il progetto è attivo da aprile 2008, anno in cui barganews pubblicò un’animazione con protagonista una figura quadrata in bianco e nero dove ci si chiedeva cosa fosse quell’immagine: datamatics, sematag o codici a barre bidimensionali?

Nei due anni seguenti queste immagini finirono col prendere il nome di QR code, ed il progetto di barganews, rimasto in fase sperimentale per almeno tre anni, ha preso il nome definitivo di iBarga. Adesso finalmente il progetto è diventato una realtà culturale e commerciale che coinvolge tutta l’area di Barga, con l’apposizione di mattonelline bianche e nere sistemate nei luoghi strategici in Barga Vecchia e che presto arriveranno in tutto il comune.

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Un secondo gruppo di piastrelle, in questo caso bianche e verdi, sono state distribuite proprio in questi giorni in diverse zone di Parco Buozzi nell’ambito di un’ambiziosa variante al progetto, e permettono ai visitatori di ascoltare la narrazione di 10 diverse poesie. I brani sono scritti e recitati da Kerry Bell, poetessa americana alla quale è stato chiesto di curare questa parte del progetto e prossimamente altri scrittori contribuiranno con nuove poesie in diverse lingue.

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Per promuovere iBarga sono apparsi anche dei poster che raffigurano un volto di donna con la bocca coperta dalla sagoma di un iphone ed un QR in basso a destra. Non c’è testo nell’immagine, ma puntando il telefono verso il QR appare un video. È la bocca della stessa ragazza della foto che parla, e piazzando il cellulare sulla sagoma che sta sul suo volto l’immagine si anima parlando di iBarga.

Cosa è un QR
Un Codice QR (in inglese QR Code) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D) a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. Il nome QR è l’abbreviazione dell’inglese quick response (risposta rapida), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.
Il codice QR fu sviluppato nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave, che poi ne ha rilasciato la licenza favorendone così la diffusione in Giappone. Dalla seconda metà degli anni 2000 divennero sempre più comuni le pubblicità che ricorrevano all’uso dei codici QR stampati sulle pagine di giornali e riviste o sui cartelloni pubblicitari, per veicolare facilmente indirizzi e URL. In Europa e negli Stati Uniti la diffusione popolare dei codici QR è stata lenta, ma dalla fine degli anni 2000, favorita anche dallo sviluppo del mercato degli smartphone, la tecnologia ha acquistato maggiore notorietà anche in Italia. Sono infatti molte le applicazioni gratuite di lettura dei QR distribuite sia dall’Android Market che da App Store o da altri siti web. Inoltre diversi siti, tra cui l’open source ZXing Project, offrono l’opportunità di generare i codici gratuitamente.

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I primi QR nella zona
Diversi progetti in campo artistico hanno utilizzato i QR code già nel passato recente: nel 2008 Margini – una comunità di artisti che ha vissuto presso il rifugio Rossi sulla Pania per alcuni giorni – e nel 2009 e 2010 “Tambura in Banda Larga”; ma i QR code sono apparsi anche a Barga sulle magliette e sulle brochure dell’edizione 2010 del BargaJazz, su una della sedie della mostra Chair Art e sul booklet dell’ultimo disco di Andrea Guzzoletti “Invisible cities”.

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Le questioni pratiche
Nel 2008 e nel 2009, per verificare le potenzialità di questo sistema, sono state fatte delle prove con etichette di carta adesiva che furono disseminate per Barga al fine di valutare la risposta del pubblico. Anche se in un primo momento funzionarono benissimo, ci furono non pochi problemi con il tempo atmosferico, che rovinava le etichette rendendole illeggibili o facendole staccare, così come hanno fatto anche alcuni ragazzini che le rimuovevano per collezionarle. Serviva dunque qualcosa di permanente, ma andava tenuto di conto anche il lato estetico dato che i QR dovevano essere posti anche nei più bei luoghi di Barga.

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Dopo qualche tentativo con etichette plastificate, fu deciso di usare piastrelle di ceramica da stampare con inchiostri che resistessero al solleone dell’estate e ai rigori dell’inverno senza degradarsi.
Le dimensioni dovevano essere giuste, abbastanza grandi per contenere l’immagine del QR con tutte le sue informazioni, ma sufficientemente piccole per non essere un pugno nell’occhio confronto ai monumenti, e soprattutto, carine da vedere.

Il futuro del progetto
iBarga è a buon punto: i monumenti e le bellezze più importanti del centro storico sono mappati, ognuno con il proprio QR che contiene un link con tutte le informazioni su quella chiesa o su quel palazzo, senza contare la possibilità di fare una passeggiata in Parco Buozzi ed ascoltare le poesie nascoste dietro le piatrelle bianche e verdi. Una svolta importante per il progetto si avrà quando – come annunciato durante una conferenza stampa dal sindaco Marco Bonini – in Barga Vecchia sarà attivata una rete wi-fi che servirà per far funzionare iBarga a pieno ritmo, facilitando soprattutto i visitatori stranieri che così avranno Barga nel palmo della mano senza dover ricorrere al roaming per agganciarsi alla rete internet.

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2 Comments on "La vera verità su iBarga"

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fviviano
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Maria Elena — hai ora la faccia piu famosa della zona, il nostro simbolo di iBarga.

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