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l'architrave restaurato del Biduino

During 2009 there were a team of experts working on the outside of the Duomo attempting to reverse some of the damage that the passing centuries had inflicted on the light coloured stone. Actually they had also been working on damage inflicted not just by the passing of time but also the passage of men – some of the damage done to the two columns guarding the main entrance to the Duomo which were damaged by blasts during the last war, for instance.

Their main work had been in attempting to consolidate the bas reliefs over the side door which had deteriorating so drastically in the last 10 years that almost all the detail has gone and the stone work was in serious danger of crumbling away for ever.

This work has now been completed and the final project was presented today in the Duomo by mons. Stefano Serafini. Also attending today’s event were the president of the Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Arturo Lattanzi, assessore provinciale Alessandro Adami and the vice sindaco di Barga, Alberto Giovannetti.

A relief is a sculptured artwork where a modelled form is raised, or, in a sunken-relief, lowered, from a plane from which the main elements of the composition project (or sink). Reliefs are common throughout the world, for example on the walls of monumental buildings. The frieze in the classical Corinthian order is often enriched with bas-relief (low relief). Alto-relievo (high-relief) may be seen in the pediments of classical temples, e.g., the Parthenon. Several panels or sections of relief together may represent a sequence of scenes.

Click on the link below to hear a short interview with one of the restoration team working on the Duomo this afternoon (in Italiano)

restoration_duomo_3nov2009

Gli ultimi giorni di agosto del 2007, alcuni turisti in visita al Duomo, trovarono dei frammenti di arenaria che consegnarono alla ragazza in ser­vizio presso il museo civico «Antonio Mordini». La ragazza mi avvisò di questo ritrovamento e ci accorgemmo che era­no caduti dalla parte superiore dell’arco del portale situato sul fronte nord del Duomo.

Erano alcune decorazioni ancora ben visibili e fortunatamente non si sbriciolarono del tutto nel cadere a terra. In seguito a questa segnalazione, in collaborazione con la dott. Francesca Barsotti dell’Ufficio Beni Culturali della dio­cesi di Pisa, la dott. Antonia d’Aniello, e grazie ad un contri­buto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stata avviata una operazione di restauro e ripulitura da ciò che agenti atmosferici negli anni hanno causato e anche il risa­namento di crepe e danni in seguito ai bombardamenti, pre­senti nei portali artistici del Duomo.

La direzione dei lavori è stata effettuata dell’ing. Elisabetta Lorenzini e l’operazione realizzata dal restauratore Massimo Moretti. Il portale, la porta d’ingresso frontale e laterale del Duomo, esprimono nell’ornamento e nella decorazione, una valenza simbolica trascendente che qualifica la bellezza di questo elemento come un primo incontro con la bellezza della chie­sa stessa e della festa che vi si celebra; infatti alcuni Cerimo­niali invitavano a decorare con fiori e frutti i portali nelle gran di festività.

La porta allora, non è solo un ‘buco’ nella pa­rete per entrare e uscire dall’edificio, ma richiama al suo si­gnificato cristologico e, particolarmente in certi portali me­dievali, si trova tutta una iconografia e un compendio della storia della Salvezza e della vita dell’uomo. Tutta la storia della salvezza è collocata tra due porte: la porta del Paradiso da cui i progenitori vengono cacciati dopo il Peccato originale, e la porta della Gerusalemme celeste attraverso la quale si en­trerà nella salvezza eterna.

Al centro di queste si trova quel­l’affermazione di Gesù «lo sono la porta: se uno entra attra­verso di me, sarà salvato» (Gv. 10,9). Il portale diventa così, luogo di passaggio da una realtà a un’altra e contempora­neamente luogo di separazione, soglia, confine che stabili­sce l’accoglienza e l’esclusione; la porta aperta è sempre un invito a oltrepassarla per comprendere che è un luogo di so­sta per tutti, un invito alla casa di Dio. Quindi si crea un raccordo tra «il fuori» e «il dentro», tra «il feriale» e «il festivo».

Il primo elemento che ci introduce nel­la Chiesa, che ci invita alla festa, è dunque il portale d’in­gresso. Dalla porta si apre un cammino che comincia già fuori dell’edificio, attraverso quello spazio che è il sagrato e che dispiegandosi lungo la navata giunge all’altare, luogo del sacrificio e centro di salvezza, (cf. Micaela Soranzo in Vi­ta Pastorale).

La porta di una chiesa, dunque, è sempre stata vista come il passaggio di cui gli uomini devono servirsi per avere acces­so al Padre,per mezzo di Cristo, per ascoltare la sua Parola, per partecipare alla frazione del pane e alla preghiera.

Le porte delle nostre Chiese sono aperte, con tutti i timori , con il rischio di e profanazioni, ma nella volontà di ac­cogliere sia chi entra per un momento di preghiera, sia chi vuol ammirare un’opera d’arte, chi cerca un po’ di silenzio per ritrovare se stessi e mettersi alla presenza del mistero di Dio, o per accogliere i fedeli nella santa assemblea per par­tecipare alla celebrazione del mistero pasquale di Cristo.
Mons. Stefano Serafini

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