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Video shock: “uccisi 80 soldati tedeschi”. A Lucca è di nuovo bufera su Giannecchini

Vi ricordate la vicenda Lilio Giannecchini (ex direttore dell’Istituto Storico della resistenza) – Sereni? Quella che finirà sui banchi del tribunale per le minacce del primo nei confronti dell’ex sindaco di Barga? Adesso ci sono nuovi sviluppi, che non riguardano il contenzioso in particolare, ma che aggiungono nuovi e più sconcertanti particolari.
Su internet è apparso un drammatico filmato, un’intevista con una emittente televisiva straniera, nel quale l’ex direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e della Età Contemporanea di Lucca si attribuisce la responsabilità della uccisione a sangue freddo  di 80 prigionieri di guerra tedeschi, arresisi nella zona di Genova. Il web è impazzito dai commenti ,più o meno a favore o contro. Dichiarazioni ufficiali dell’ex Sindaco di Lucca Pietro Fazzi, della nuova Presidente dell’Istituto Didala Ghilarducci e del nuovo Direttore Fulvetti, cassano e condannano questo episodio e il personaggio, ormai posto fuori dal nuovo Direttivo dell’Istituto con provvedimento di censura in attesa della definizione giudiziaria della vicenda Sereni.
Ricordiamo che questa persona, perennemente in lotta contro Barga e con la famiglia Sereni in particolare, era stata già dichiarata “non gradita a Barga” con atto formale della giunta Campani. Lo stesso era stato poi riaccolto per una pseudo donazione di un libro, ma dopo lo scoppiare della vicenda Sereni il suo nome era tornato sui banchi del consiglio comunale con una condanna verso i suoi comportamenti espressa dal consiglio stesso.

http://www.youtube.com/watch?v=kPOh-_xOaKI&feature=player_embedded

Ricordiamo di lui, ancora non in positivo purtroppo, la notevole responsabilità avuta nella errata  iniziativa per l’ attribuzione della medaglia d’Oro al Valor Civile per la Resistenza ai Comuni della Garfagnana, e la totale voluta, dimenticanza ed esclusione dei ben più importanti comuni che hanno subito le lunghe sorti della guerra nella  Media Valle, Barga, Fabbriche, Borgo e Bagni, che per un Istituto Storico appare un atto di estrema superficialità e leggerezza non ammissibile.
Adesso se ne torna a parlare per questo video. Secondo l’attuale direttore dell’Istituto Storico della Resistenza, Gianluca Fulvetti, come dichiarato a loschermo.it che ha seguito in diverse occasioni la vicenda:

 “Va appurato se il fatto è accaduto o no. Si tratterebbe di un evento di notevoli proporzioni. Lo invito a raccontare meglio con più particolari il gesto di cui dice di esser stato responsabile. E se le cose stanno così come viene fuori dal video, è bene che si rechi alla Procura e compia tutti gli atti necessari e conseguenti a questa sua confessione”.

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1 Response

  1. APPELLO PER LILIO GIANNECCHINI + (di seguito) LETTERA DI SOLIDARIETA’ DI 2 INSEGNANTI

    Nell’avvicinarsi dell’anniversario della Liberazione della città di
    Lucca dal nazifascismo, noi sottoscritti vogliamo portare la nostra
    solidarietà a Lilio Giannecchini, comandante partigiano detto
    “Toscano”, che per anni ha mantenuto viva sul nostro territorio la
    memoria della lotta antifascista. Senza di lui ricordi e testimonianze
    sarebbero andati perduti o privati di significato nella corsa alla
    cosiddetta “riappacificazione” che Lilio ci ha insegnato non può
    essere perdita di memoria.
    Nonostante egli sia stato punto di riferimento per molti di noi e per
    tanti altri, soprattutto giovani,
    è stato recentemente emarginato e impedito a partecipare a pubbliche
    commemorazioni per aver commesso uno sbaglio di comportamento, ancora
    giuridicamente da dimostrare.
    Non si possono inficiare i meriti di un’ intera esistenza, non si può
    cancellare il valore di una vita
    spesa per mantenere alti gli ideali della Resistenza e per tenere viva
    la memoria della verità.

    Condividiamo totalmente e sottoscriviamo quanto dichiarato sulla
    vicenda dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia: “Ci preme
    sottolineare il fatto che in questo momento, in cui l’attentato alla
    memoria della Resistenza sta sfociando persino nell’esclusione del
    Primo maggio e del 25 Aprile, si debba mantenere vivo il ricordo e,
    conseguentemente, la riconoscenza a chi, alla Resistenza, ha dato
    parte della vita sacrificando gli anni della sua gioventù. Se è stato
    fatto con la lettera incriminata un atto da perseguire penalmente,
    riteniamo giusto non esprimere giudizi affrettati o avventati.
    Riteniamo invece importante che tutti coloro che, quotidianamente,
    faticosamente e volontariamente sono impegnati, in ruoli e funzioni
    diverse, a mantenere vivo il ricordo di eventi barbari avvenuti nel
    loro territorio non siano spediti con il francobollo della burocrazia
    fuori da quel mondo radicato nel passato ma anche meritevolmente
    proiettato nel futuro che merita di essere mantenuto vivo, comunque e
    dovunque.”

    Pertanto chiediamo a tutte le Istituzioni di adoperarsi affinché cessi
    immediatamente l’ingiusta emarginazione di Lilio Giannecchini e
    affinché egli sia chiamato ancora a portare pubblicamente la sua
    importante testimonianza.

    Lucca, 22 agosto 2011

    Anna Rita Villa
    Annalisa Riccucci
    Claudio Frediani
    Donatella Rigali
    Donatella Zanotti
    Fabio Lucchesi
    Giovanna Niccoli
    Giuseppina Abate
    Graziana Lanini
    Graziano Bianchi
    Graziano Lanini
    Leonardo Mazzei
    Maria Grazia Simi
    Massimiliano Piagentini
    Massimo Duranti
    Maura Bertolozzi
    Mosè Cervetti
    Paola Francesconi
    Ramona Monti
    Rete Viola di Lucca
    Rita Lazzeri
    Virginio Monti

    ____________________________________________________________________
    SOLIDARIETA’ A LILIO GIANNECCHINI

    Riflessioni di due insegnanti che hanno avuto l’onore e la fortuna di
    conoscere e apprezzare Lilio Giannecchini

    ‘SOLIDARIETA’ A LILIO GIANNECCHINI

    Noi abbiamo avuto l’onore e la fortuna di conoscere Lilio
    Giannecchini, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e
    dell’Età Contemporanea di Lucca, in occasione della ricerca condotta
    nel 1999 – 2000 dalle nostre classi sulla Seconda Guerra Mondiale. Da
    questa ricerca, durata un intero anno scolastico, è scaturito un
    libro, pubblicato dal Comune di Borgo a Mozzano e dalla Provincia di
    Lucca. Tutto quel lavoro è stato possibile soprattutto grazie a Lilio
    Giannecchini, che guidò i ragazzi alla scoperta dei documenti e dei
    luoghi che raccontano la tragica vicenda di quella guerra nel nostro
    territorio. Egli è stato per noi, alunni e insegnanti, fonte di
    conoscenza e guida generosa e instancabile. In quel periodo abbiamo
    avuto modo di apprezzare gli ideali, la cultura e l’energia di
    Giannecchini.

    Troviamo che la sua sospensione dalla funzione di Direttore
    dell’Istituto Storico sia ancora più sorprendente se si pensa che a
    Lucca questo Istituto deve la sua eccezionale documentazione e la sua
    stessa esistenza soprattutto all’impegno costante ed encomiabile di
    Lilio Giannecchini.

    Parimenti sorprendente e inaccettabile è la sua estromissione dalle
    celebrazioni che fino all’altro ieri era chiamato ad onorare con la
    sua presenza: chi lo dovrebbe sostituire? C’è qualcuno, ancora vivo,
    che più di lui può rappresentare i valori che queste celebrazioni
    esaltano ancora oggi?

    Ma ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda è l’improvviso
    accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E’ inqualificabile
    questa coalizione di troppi contro uno. E’ intollerabile il linciaggio
    morale e l’emarginazione perpetrati ai danni di Giannecchini, al quale
    invece dovrebbe andare l’unanime riconoscenza e apprezzamento per
    tutto quello che ha fatto per il Paese e per la città di Lucca. A meno
    che non si rimproveri a Giannecchini di aver combattuto il
    nazifascismo, ma fino ad ora nessuno ha osato tanto, e non riusciamo
    neppure a immaginare che ci sia un solo uomo giusto che lo possa
    pensare.

    Noi, come la maggior parte di quelli che sono intervenuti sulla
    questione, facciamo parte della fortunata generazione che non ha
    sperimentato la guerra sulla propria pelle. Dell’ ultima guerra in
    Italia abbiamo sentito raccontare dai nostri genitori, da altri che
    non ci sono più, dal Giannecchini stesso. E di tutte le guerre che ci
    sono attualmente nel mondo possiamo sapere documentandoci con un
    minimo impegno. Ci pare che le guerre purtroppo siano tutte uguali e
    non vediamo differenza tra chi muore sotto le bombe, stupide o
    intelligenti che siano, e chi muore sul campo di battaglia o davanti a
    un plotone di esecuzione. La stessa cosa vale per chi, cercando di
    fuggire dalla guerra delle armi o da quella della povertà, affoga nel
    mare oppure viene acciuffato da tiranni appositamente delegati e
    pagati dal civile occidente e finisce i suoi giorni in campi di
    concentramento, lontano dagli occhi delle anime candide che oggi si
    riempiono di ipocrita raccapriccio per una rappresaglia di 70 anni fa.
    Nelle guerre, chi uccide non è mai in guanti di velluto. Oggi chi fa
    la guerra per “esportare” la libertà e la democrazia viene chiamato
    eroe e i mandanti sono ben pasciuti sugli scranni parlamentari e anche
    più su. A maggior ragione dovrebbe essere rispettato e onorato chi la
    guerra l’ha fatta per “conquistare” la libertà e la democrazia.

    Noi non conosciamo il contenuto della lettera incriminata, e riteniamo
    che nessuno debba azzardare giudizi prima che eventuali responsabilità
    siano state appurate. Siamo però convinte che questa lettera,
    piuttosto che il motivo, sia stata un pretesto per scatenare un
    attacco inqualificabile con ben altri scopi. La propria dignità si
    difende nella chiarezza e nella trasparenza, affrontando verità comode
    e scomode, non demolendo strumentalmente la dignità degli altri. Ora
    poi, all’improvviso, c’è anche chi, come un prestigiatore, sale sul
    palcoscenico e trionfante tira fuori un video di anni fa, proprio come
    un coniglietto dal cilindro: da quanto tempo quel coniglio stava lì
    dentro? E perché tirarlo fuori proprio adesso?

    Non vorremmo che lo scopo di tutta questa aggressione fosse quello di
    ‘far fuori’ un uomo “difficile” e che rappresenta ideali evidentemente
    non condivisi da certuni. Non vorremmo che certi personaggi stessero
    usando Lilio Giannecchini anche per le loro grette manovre politiche
    e, non vorremmo che, con pari responsabilità, altri personaggi
    permettessero che egli venga usato.

    Solidarietà a Lilio Giannecchini.’

    Borgo a Mozzano, 20 agosto 2011

    Donatella Zanotti
    Donatella Rigali

    claudia pardini pardini claudia 15 years ago Log in to Reply

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