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Un tavolo tecnico provinciale per sconfiggere il cinipide dei castagni

Non sono cadute nel vuoto le recenti richieste di intervento fatte dai coltivatori di castagni e dai proprietari di selve, seriamente allarmati dalla diffusione del Cinipide Galligeno, l’insetto parassita del castagno che sta mettendo a rischio ettari di boschi in Lucchesia.

Nei giorni scorsi, infatti, la Provincia di Lucca, insieme alle Comunità Montane della Mediavalle e della Garfagnana e all’associazione Città del Castagno, ha istituito un tavolo tecnico permanente per la lotta al Cinipide, a conferma dell’attenzione di tutti gli enti verso un problema che sta mettendo a rischio la salute dei castagni, la produzione di castagne, ma anche quella di miele e l’intero ecosistema del sottobosco, nonché una preziosa ricchezza ambientale e paesaggistica.

In Toscana, sono le province di Lucca e Pistoia quelle più a rischio in quanto rappresentano il comparto castanile più grande della regione. Nei mesi scorsi a Camporgiano è stato istituito un primo allevamento dell’insetto antagonista, il Torymus Sinensis, che nutrendosi del Cinipide rappresenta al momento la soluzione più efficace al diffondersi del parassita. I tempi previsti perchè la lotta biologica inizi a portare risultati sono stimati intorno ai 4/5 anni.

“Partendo dell’esperienza della Comunità Montana della Garfagnana e dell’associazione Città del castagno che seguono lo sviluppo della vicenda sin dall’origine – afferma l’assessore provinciale all’Agricoltura, Diego Santi -, il tavolo ha il compito di mantenersi in stretta relazione con il Ministero dell’Agricoltura e con la Regione Toscana dove si stanno ricercando soluzioni al problema che riguarda ormai molte zone d’Italia. Siamo consapevoli, ovviamente, della complessità della vicenda e del fatto che le soluzioni non potranno essere immediate, ma confidiamo che il lavoro coordinato porti risultati importanti”.

Al tavolo tecnico, inoltre, spetta anche il coordinamento e la promozione di percorsi formativi e informativi rivolti ai coltivatori e ai proprietari dei boschi, perché attuino tutte le possibili procedure preventive.

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