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Accordo KME, per la UILM ora inizia la fase più delicata e impegnativa

La UILM (UIL) della provincia di Lucca esprime un giudizio positivo sull’esito del referendum svolto tra i lavoratori della KME Italy, che sono stati chiamati a votare l’ipotesi di accordo raggiunta dalle organizzazioni sindacali e la dirigenza aziendale .

L’accordo, a fronte di una riduzione del proprio salario variabile, ha  scongiurato 275 licenziamenti e lo spegnimento del forno fusorio Asarco presso lo stabilimento di Fornaci di Barga.

“Come UILM – scrive il segretario Giacomo Saisi – siamo consapevoli che ci troviamo in un momento di grossa crisi economica con molte aziende che hanno chiuso i battenti e altre che utilizzano in maniera massiccia gli ammortizzatori sociali. Le famiglie dei lavoratori di queste aziende faticano ad arrivare alla fine del mese quindi,  per i lavoratori della KME Italy,  non è stata una scelta facile ma crediamo sia stata un scelta responsabile che garantisce a tutti due anni e mezzo di salvaguardia occupazionale e il mantenimento del forno fusorio sperando nella ripresa che troverà lo stabilimento di Fornaci di Barga pronto a ripartire”.

[dw-post-more level=”1″]Siglato l’accordo, ricevuto il benestare dai lavoratori, Saisi ricorda che adesso si entra nella fase più delicata: “Per l’Azienda e la Rappresentanza Sindacale Unitaria inizierà la fase più delicata ed impegnativa, la gestione dell’accordo, che dovrà mettere sul tavolo molti punti da affrontare come: garantire un utilizzo equo degli ammortizzatori sociali; fare investimenti mirati allo sviluppo di nuovi mercati; fare manutenzioni che garantiscano una maggior efficienza degli impianti; eliminare gli sprechi. Come UILM infine crediamo che gli ultimi accordi sottoscritti, quello del giugno 2012 sulla produttività e quello del 11 aprile 2013 sulla riduzione del costo del lavoro, mettano l’azienda  nelle condizioni di essere più competitiva sui mercati dei semilavorati di rame e di ottone. Ci diamo quindi come obbiettivo quello di incalzarla affinché i sacrifici e i soldi dei lavoratori si trasformino  in tonnellate di produzione da portare nello stabilimento Fornaci di Barga”.[/dw-post-more]

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