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Donne di Barga per Barga

In Piazza nascono le idee. Dagli incontri che si fanno, dalle chiacchere che si scambiano.

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Si comincia con il solito ” Come va ?, si continua con il lamento sul tempo e su qualche acciacco fisico, poi,il discorso si allarga: questa crisi economica non vuol finire; la vocazione turistica di Barga non è sfruttata in proporzione alla sua bellezza e potenzialità; qui ci sarebbe bisogno di questo, là di quest’altro.

Una mattina di Aprile,le chiacchere finiscono così: Basta lamenti! Rimbocchiamoci le maniche e per quello che possiamo, passiamo all’azione.

E’ la decisione di un gruppetto di donne che hanno l’abitudine di prendere il caffè insieme.

E’ risaputo che quando le donne prendono una decisione, quella è.

Nasce così DONNE DI BARGA PER BARGA, un gruppo aperto di volontarie, munite di idropulitrice, scope spazzole, pennelli e vernice.

Si salgono le scale del Palazzo Comunale, si presentano al Sindaco che le riceve e dà loro ascolto. Possono mettersi in azione.
Si iniziano le grandi pulizie, proprio come fanno le donne in casa, quando arriva la primavera.

Scorre l’acqua che porta via i sudicio giù per la scalinata del Teatro; i mattoni delle terrazze delle Stanze della Memoria riprendono colore, Garibaldi torna a risplendere di bianco al centro della sua piazza.

L;’ingresso a Via di Borgo assume l’aspetto di un salotto.

Poi, proprio come succede in casa propria, non ci si ferma: ” E le panchine ? Vogliamo lasciarle in quello stato? Non si può. E, se ne dipingessimo qualcuna ? Perchè no ? Sarebbe un ‘idea ! ”

Così in Piazza della Fontana fa la sua comparsa la prima panchina d’autore, anzi, d’ autrice, mentre le altre vengon rimesse al loro posto rinfrescate dalla vernice.

Una, però, è destinata a cambiar luogo. Si tratta della panchina-fioriera, di forma circolare, confinata in un angolo di Piazza Garibaldi, dopo il posto d’ onore tenuto per diverso tempo in Piazza del Comune.

“Starebbe bene sulla terrazza del Belvedere, con un piccolo olivo al centro”,hanno concordato le Donne e la proposta è piaciuta anche al Sindaco – Si può fare. C’è solo un problema:il trasferimento presuppone un mezzo di trasporto e braccia robuste di uomini.

Il nostro Trento, versione maschile,indispensabile, della determinazione delle Donne, non basta in questo caso.

Ma la Piazza ha mille risorse, basta attendere sulla soglia del negozio che passi la persona giusta. Eccola:Alessandro, un giovane uomo scattante, dai bei muscoli in vista. Il suo soprannome “Bufera “, ci dice che è il nostro uomo:deciso, di parola, capace di ribaltare le situazioni. Promette e mantiene. Arriva puntuale nel giorno e ora stabilita con il suo trattorino munito di carrello e funi.

Da parte nostra dobbiamo assicurargli l’aiuto di qualche persona, perchè la fioriera è pesante. Non à facile: se si eccettua il giovane e nerboruto Marco,fra gli uomini della Piazza non si scende al di sotto dei 60 anni. In più, chi ha avuto qualche problemino di cuore, chi ha la schiena da tener buona chi,come Keane, ha le mani perennemente occupate dall’apparecchio fotografico. Ma c’è tanta buona volontà. D’altra parte Alessandro – Bufera, da vero condottiero dell’impresa, prima di dare il via all’operazione, si rivolge al piccolo drappello malandato così: “Attenti, non è una questione di forza ma di testa. Vi guido io.”

“Meglio non rischiare” si dicono fra loro le Donne: Parte uno squillo di cellulare e in un battibaleno arrivano velocemente i rinforzi,in motorino.

L’operatione ha inizio: tre o quattro mosse ben calibrate e la fioriera troneggia sul furgone.

Va fuori Porta Reale e si ritrova in faccia alla Pania. La missione è compiuta.Si lascia il teatro dell’ operazione:Alessandro, fiero, sul suo trattorino, gli uomini lentamente ma le Donne indugiano, guardano l’effetto della novità, come fanno dopo aver spostato, in casa propria, un divano o un tavolo.

E ora ? Fiori, quanti più possiamo – gerani, petunie, ortensie in ogni angolo, nelle ombrose carraie,contro i muri vecchi.

I fiori sono come i sorrisi: non bastano mai e fanno star bene.

Le DONNE DI BARGA PER BARGA lo hanno capito.

Article by Graziella Cosimini.

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