Work begins to protect the Della Robbia terracotta in Barga Duomo
Important restoration work is now being prepared inside the Duomo of Barga to protect and restore the delicate Della Robbia terracotta housed within the Chapel of the Blessed Sacrament.
Speaking about the project, Don Stefano explained that the chapel has suffered for years from water infiltration coming through the large window overlooking the chapel. Earlier attempts had already been made to solve the problem, including sealing the stained-glass panes and installing copper flashing designed to divert rainwater away from the interior.
“Even these interventions were not sufficient,” Don Stefano said, explaining that humidity within the walls had continued to affect the celebrated terracotta work, causing deposits, cracking and further deterioration over time.
The current restoration project grew from discussions held several years ago with Dr Lunardi and local organisations about how to safeguard the artwork. A group of specialists and supporters was then brought together, including engineer Camillo Poggi, architect Giovanni Nieri and Marcello Bernardini, alongside the support of the Lions Club Garfagnana, the Fondazione Cassa di Risparmio. di Lucca and Banca Versilia Lunigiana Garfagnana (BVLG)
The restoration itself has been entrusted to Massimo Moretti together with specialist local craftsmen. Before any direct work can begin on the terracotta, however, the Soprintendenza has required the installation of a protective external secondary window fitted with appropriate glass to shield the chapel from further moisture infiltration.
At present the worksite is being prepared inside and outside the Duomo. Once the protective glazing has been installed, restoration work on the Della Robbia terracotta can finally begin and expected to be finished by July.
Luca della Robbia
One of the innovations brought about by the Italian artistic Renaissance was that of the glazed terracotta sculptures created by the artistic talent and technical skill of Luca della Robbia.
In around 1442, the Florentine sculptor rediscovered, so to speak, glazed terracotta and made it into a form of high art that was acknowledged in his time as nova, utile et bellissima (new, useful and very beautiful) – Vasari 1878.
The workshop that he founded in Florence remained active under the della Robbia family for almost a century, first directed by Luca himself, then by his nephew Andrea and finally by Andrea’s sons Giovanni, Girolamo and Luca il giovane (the youth), until the family split because of the 1527 plague – Gentilini 1992
The della Robbia family wrote one of the most illustrious pages in the history of that vibrant artistic period. An incredible amount and variety of sculptures was produced in that workshop and sold all over Europe: monumental altarpieces, decorative architectural elements, small objects for private devotion, coats of arms, tombs, tiling, and so on, creating at that time a successful business and being today the basis of many remarkable museum collections. The pristine and distinctive style of Luca’s sculptures, which features white figures on a blue background, remains the distinctive sign of the best masterpieces of this art form, although with time the taste evolved towards polychrome, more elaborated and mannered ensembles, in particular with the third della Robbia generation.
Glazes are the most distinctive sign of the della Robbia production and have been investigated at length. Their composition is related to preparation recipes believed to have been kept secret for years until, apparently due to the betrayal by a della Robbia maid – Gentilini 1992; Gaborit and Bormand 2002, they were disclosed to Benedetto Buglioni who, from 1484, imitated the art, helped by his adopted son Santi, who continued the activity until 1576.
Iniziano i lavori per proteggere la terracotta della Della Robbia nel Duomo di Barga
Importanti lavori di restauro sono ora in fase di preparazione all’interno del Duomo di Barga per proteggere e restaurare la delicata terracotta della Della Robbia custodita nella Cappella del Santissimo Sacramento.
Parlando del progetto, Don Stefano ha spiegato che la cappella soffre da anni di infiltrazioni d’acqua provenienti dalla grande finestra che si affaccia sulla cappella stessa. In passato erano già stati effettuati diversi interventi per cercare di risolvere il problema, compresa la sigillatura delle vetrate istoriate e l’installazione di scossaline in rame progettate per deviare l’acqua piovana lontano dall’interno.
“Anche questi interventi non sono stati sufficienti,” ha detto Don Stefano, spiegando che l’umidità all’interno delle mura ha continuato a compromettere la celebre terracotta, causando depositi, crepe e un progressivo deterioramento nel corso del tempo.
L’attuale progetto di restauro è nato da discussioni avviate alcuni anni fa con il dottor Lunardi e alcune associazioni locali su come salvaguardare l’opera. Successivamente è stato riunito un gruppo di specialisti e sostenitori, tra cui l’ingegnere Camillo Poggi, l’architetto Giovanni Nieri e Marcello Bernardini, insieme al sostegno del Lions Club Garfagnana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Banca Versilia Lunigiana Garfagnana (BVLG).
Il restauro vero e proprio è stato affidato a Massimo Moretti insieme ad artigiani specializzati del territorio. Prima che possa iniziare qualsiasi intervento diretto sulla terracotta, tuttavia, la Soprintendenza ha richiesto l’installazione di una finestra esterna secondaria protettiva dotata di vetri adeguati per proteggere la cappella da ulteriori infiltrazioni di umidità.
Attualmente il cantiere è in fase di allestimento sia all’interno che all’esterno del Duomo. Una volta installata la nuova vetrata protettiva, potranno finalmente iniziare i lavori di restauro della terracotta della Della Robbia, che dovrebbero concludersi entro luglio.
Luca della Robbia
Una delle innovazioni introdotte dal Rinascimento artistico italiano fu quella delle sculture in terracotta invetriata create grazie al talento artistico e all’abilità tecnica di Luca della Robbia.
Intorno al 1442, lo scultore fiorentino riscoprì, per così dire, la terracotta invetriata e la trasformò in una forma d’arte elevata che già ai suoi tempi veniva riconosciuta come nova, utile et bellissima (nuova, utile e bellissima) – Vasari 1878.
La bottega da lui fondata a Firenze rimase attiva sotto la famiglia della Robbia per quasi un secolo, inizialmente diretta dallo stesso Luca, poi dal nipote Andrea e infine dai figli di Andrea — Giovanni, Girolamo e Luca il giovane — fino alla dispersione della famiglia a causa della peste del 1527 – Gentilini 1992.
La famiglia della Robbia scrisse una delle pagine più illustri della storia di quel vivace periodo artistico. In quella bottega venne prodotta e venduta in tutta Europa una quantità incredibile e varietà di sculture: grandi pale d’altare monumentali, elementi decorativi architettonici, piccoli oggetti di devozione privata, stemmi, tombe, pavimentazioni e molto altro, creando già allora un’attività di grande successo e costituendo oggi la base di numerose importanti collezioni museali.
Lo stile puro e distintivo delle sculture di Luca, caratterizzato da figure bianche su fondo blu, rimane ancora oggi il segno distintivo dei capolavori più celebri di questa forma d’arte, anche se con il tempo il gusto si evolse verso composizioni policrome più elaborate e manieriste, in particolare con la terza generazione della famiglia della Robbia.
Gli smalti rappresentano il segno più distintivo della produzione della Robbia e sono stati studiati approfonditamente. La loro composizione è legata a ricette di preparazione che si ritiene siano rimaste segrete per anni fino a quando, apparentemente a causa del tradimento di una domestica dei della Robbia – Gentilini 1992; Gaborit e Bormand 2002 – furono rivelate a Benedetto Buglioni che, dal 1484, imitò questa arte, aiutato dal figlio adottivo Santi, che continuò l’attività fino al 1576.