Two years after La Novella di Caprona was first performed in Barga, the actors of the Gruppo Volontari della Solidarietà returned to the stage on Sunday evening, 23 August, to tell the story once again — this time in perhaps the most appropriate setting possible.
The performance took place at Casa Pascoli in Castelvecchio, the home where Giovanni Pascoli lived from 1895 and which remains so closely associated with the poet and his years in the Serchio Valley.
Written by Gioconda Lorenzini, La Novella di Caprona tells the story of Pascoli’s arrival at Caprona and the people, places and encounters surrounding that moment.
But this is also a rather unusual theatrical production.
The performers are members of the Gruppo Volontari della Solidarietà di Barga (GVS), an association which for more than thirty years has worked with and supported people with disabilities in Barga and the surrounding area.
The group’s activities have always gone well beyond simple assistance. At their heart is the idea of participation — creating opportunities for people to meet, work together, express themselves and become an active part of the cultural and social life of the community.
That spirit was very much present at Casa Pascoli.
Rather than attempting to create a conventional theatrical production, La Novella di Caprona brought together people of different ages and abilities, with the story unfolding through spoken passages, acting, music and song.
The production had first been presented at the Cinema Roma in Barga in May 2024. Two years later, moving the performance to Castelvecchio gave Lorenzini’s work another dimension.
Pascoli was no longer simply the subject of a story being told on a stage elsewhere. The actors were performing in the landscape in which much of that story had actually taken place, only a short distance from the rooms, garden and countryside which became so important to the poet.
The open-air setting also suited the particular character of the GVS production. A large cast remained together on stage, with individual performers moving in and out of the narrative, while musicians provided another thread running through the evening.
There were moments of humour and moments of concentration, unexpected exchanges and the sense of spontaneity which comes when a large and very mixed group shares the same stage.
And, as the photographs from the evening show, the performance was as much about the people taking part as it was about Pascoli.
By the end, flowers were being handed to the performers and the stage had become a celebration of the entire company — actors, musicians, volunteers and all those who had helped bring the production back to life.
For the GVS, that may ultimately be the most important part of La Novella di Caprona. Theatre becomes another means of doing what the association has been doing in Barga for more than three decades: bringing people together and making sure that everyone has a place within the life of the community.
The performance formed part of “I Musei del Sorriso”, the programme of events involving museums and cultural sites across the Province of Lucca.
Two years after its first appearance in Barga, La Novella di Caprona had found its way home.
La Novella di Caprona ritorna — questa volta a casa di Pascoli
Due anni dopo la prima rappresentazione a Barga, gli attori del Gruppo Volontari della Solidarietà sono tornati in scena domenica sera, 23 agosto, per raccontare ancora una volta La Novella di Caprona — questa volta forse nel luogo più appropriato possibile.
Lo spettacolo si è svolto a Casa Pascoli a Castelvecchio, la casa dove Giovanni Pascoli visse dal 1895 e che ancora oggi rimane profondamente legata al poeta e agli anni trascorsi nella Valle del Serchio.
Scritta da Gioconda Lorenzini, La Novella di Caprona racconta l’arrivo di Pascoli a Caprona e le persone, i luoghi e gli incontri che accompagnarono quel momento.
Ma si tratta anche di una produzione teatrale piuttosto particolare.
Gli interpreti sono infatti membri del Gruppo Volontari della Solidarietà di Barga (GVS), associazione che da oltre trent’anni lavora al fianco delle persone con disabilità di Barga e del territorio circostante.
Le attività del gruppo sono sempre andate ben oltre la semplice assistenza. Al centro c’è l’idea della partecipazione: creare occasioni per incontrarsi, lavorare insieme, esprimersi e diventare parte attiva della vita culturale e sociale della comunità.
Uno spirito che era molto presente anche a Casa Pascoli.
Più che cercare di costruire una rappresentazione teatrale convenzionale, La Novella di Caprona ha riunito persone di età e capacità diverse, facendo procedere il racconto attraverso parole, recitazione, musica e canto.
La produzione era stata presentata per la prima volta al Cinema Roma di Barga nel maggio 2024. Due anni dopo, portare lo spettacolo a Castelvecchio ha dato al lavoro di Lorenzini una dimensione diversa.
Pascoli non era più semplicemente il protagonista di una storia raccontata su un palcoscenico altrove. Gli attori si trovavano nel paesaggio in cui gran parte di quella storia aveva realmente avuto luogo, a poca distanza dalle stanze, dal giardino e dalla campagna che divennero così importanti nella vita del poeta.
Anche lo spazio all’aperto si è adattato bene al carattere particolare della produzione del GVS. Il numeroso gruppo è rimasto insieme sulla scena, mentre i singoli interpreti entravano e uscivano dal racconto e i musicisti accompagnavano lo svolgersi della serata.
Non sono mancati momenti di umorismo, altri di maggiore concentrazione, scambi inattesi e quella sensazione di spontaneità che nasce quando un gruppo numeroso e molto diverso condivide lo stesso palcoscenico.
E, come mostrano le immagini della serata, lo spettacolo parlava tanto delle persone che vi prendevano parte quanto di Pascoli.
Alla fine sono stati distribuiti fiori agli interpreti e il palcoscenico si è trasformato in una celebrazione dell’intera compagnia: attori, musicisti, volontari e tutti coloro che avevano contribuito a riportare in vita la produzione.
Per il GVS, questo è forse l’aspetto più importante de La Novella di Caprona. Il teatro diventa un altro modo di fare ciò che l’associazione porta avanti a Barga da oltre trent’anni: riunire le persone e fare in modo che ognuno possa avere il proprio posto nella vita della comunità.
Lo spettacolo faceva parte de “I Musei del Sorriso”, il programma di eventi che coinvolge musei e luoghi della cultura della provincia di Lucca.
Due anni dopo la sua prima apparizione a Barga, La Novella di Caprona aveva trovato la strada di casa.