BargaJazz moved into one of Barga’s open spaces this evening, when the Bastione del Fosso became the setting for CHAMA, a performance in which live music, dance and improvisation came together around the audience.
Created by Roberto Castello, CHAMA was less a conventional concert or dance production than an invitation to share a space. There was no attempt to maintain the usual distance between performers and spectators. Instead, musicians and dancers worked together to create something immediate, physical and deliberately communal.
At the centre of the performance were dancers Martina Auddino and Erica Bravini, appearing alongside the Enganzibao Dance Orchestra. Its line-up brought together Zam Moustapha Dembelé, playing balafon, kora, tamani and djembe, Marco Martinelli on drums, Lorenzo Gagna on bass, Luca Giovacchini on guitar and Renzo Cristiano Telloli on saxophone, with Roberto Castello himself on voice.
The title gave an indication of what lay behind the project. In Swahili, chama can refer to a group or association, but also carries ideas of community and celebration. All three were present in Barga.
Rather than presenting something simply to be watched, CHAMA used rhythm and movement to encourage people to become part of what was happening around them. Music, voices and dance shared the same space, while improvisation allowed the performance to respond to its surroundings and to the people gathered there.
That approach made the Bastione del Fosso particularly appropriate. For the evening it became not simply a venue but part of the performance itself, with musicians, dancers and audience occupying the same public space.
Behind the production was ALDES, which for more than a decade had developed performances, concerts and cultural projects built around participation and local communities. Its work had also created connections with artists and organisations from Africa and the Middle East.
Those experiences contributed to the formation of the Enganzibao Dance Orchestra, a flexible ensemble whose music was based on improvisation and whose purpose was above all to make people move. CHAMA grew out of that same philosophy.
For one evening at BargaJazz, the emphasis was not only on what happened in front of an audience. At the Bastione del Fosso, the boundaries between concert, dance performance and public gathering became increasingly difficult to define — leaving music and movement to do what they have always done particularly well: bring people together.
Il 27 agosto BargaJazz si è spostato in uno degli spazi all’aperto di Barga, trasformando il Bastione del Fosso nel luogo scelto per CHAMA, uno spettacolo nel quale musica dal vivo, danza e improvvisazione si sono incontrate coinvolgendo il pubblico presente.
Creato da Roberto Castello, CHAMA è stato qualcosa di diverso da un concerto tradizionale o da uno spettacolo di danza nel senso più convenzionale del termine. Al centro della serata c’era piuttosto l’idea di condividere uno spazio, riducendo la distanza abituale tra chi si esibisce e chi assiste. Musicisti e danzatrici hanno così costruito insieme qualcosa di immediato, fisico e soprattutto collettivo.
Protagoniste della parte coreografica sono state Martina Auddino ed Erica Bravini, affiancate dalla Enganzibao Dance Orchestra. Sul palco Zam Moustapha Dembelé al balafon, kora, tamani e djembe, Marco Martinelli alla batteria, Lorenzo Gagna al basso, Luca Giovacchini alla chitarra e Renzo Cristiano Telloli al sax, con Roberto Castello alla voce.
Il titolo stesso suggeriva lo spirito del progetto. In swahili, chama può indicare un gruppo o un’associazione, ma richiama anche i concetti di comunità e festa. Tutti elementi che hanno trovato spazio durante la serata a Barga.
CHAMA non è stato pensato semplicemente come qualcosa da guardare. Attraverso il ritmo e il movimento, lo spettacolo ha cercato di coinvolgere le persone in ciò che stava accadendo davanti e intorno a loro. Musica, voci e danza hanno condiviso lo stesso spazio, mentre l’improvvisazione ha permesso alla performance di svilupparsi anche in relazione al luogo e al pubblico presente.
Proprio per questo il Bastione del Fosso si è rivelato particolarmente adatto. Per una sera non è stato soltanto il luogo che ospitava lo spettacolo, ma è diventato parte dello spettacolo stesso, con musicisti, danzatrici e pubblico riuniti nello stesso spazio pubblico.
Dietro il progetto c’era ALDES, realtà che da oltre dieci anni sviluppa spettacoli, concerti e iniziative culturali mettendo al centro la partecipazione e le comunità locali. Nel corso degli anni il suo lavoro ha inoltre creato numerosi rapporti e collaborazioni con artisti e realtà provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.
Da queste esperienze è nata anche la Enganzibao Dance Orchestra, formazione dall’organico variabile che utilizza l’improvvisazione come elemento fondamentale e che ha nel movimento e nella danza una delle sue ragioni d’essere. È dalla stessa filosofia che ha preso forma CHAMA.
Per una sera, quindi, a BargaJazz l’attenzione non è stata rivolta soltanto a ciò che accadeva davanti al pubblico. Al Bastione del Fosso i confini tra concerto, spettacolo di danza e incontro collettivo sono diventati sempre meno definiti, lasciando alla musica e al movimento il compito che da sempre sanno svolgere particolarmente bene: riunire le persone.