“In Bloom” an Exhibition of Paintings by Sandra Rigali

Library Lounge, Ciocco Renaissance Tuscany Resort, until August 31

Review by Frank Viviano

One of the most extraordinary things about Barga is its capacity to nurture generations of prodigiously talented artists, dating back to the early 20th century quartet of Alberto Magri, Bruno Cordati, Umberto Vittorini and Adolfo Balduini (whose residence along the Via Pretorio has been my home for the past decade).

Their work was at once insistently modern and deeply retrospective, marked by a profound engagement with the luminous countryside of the Garfagnana, drawing consciously on the powerful sense of identity imparted on its inhabitants by the region’s landscape and history.

All of those elements, conjoined with more recent currents of modernism, are evident in the remarkable painters and photographers I’ve had the privilege of writing about in these pages over the past three decades. Among the most imaginative is Sandra Rigali, whose brilliant exhibition “In Bloom” is featured at the Ciocco Renaissance Tuscany Resort until the end of August.

Like the canvases and photographs of her fellow Barga artists today and their illustrious predecessors, Rigali’s paintings are unmistakably her own. As the exposition’s title implies, her principal subject at Ciocco is flowers in full and dizzyingly fecund bloom: explosions of gorgeous color that have always been one of her distinctive hallmarks.

For many years, her interests were largely centered around Pop Art, the bold and deliberately garish melange of advertising and conventional fine art most closely associated with Andy Warhol. In Rigali’s portfolio, they included witty — and psychologically revealing — portraits of such iconic figures as Britain’s Queen Elizabeth (in versions both young and old), the hipster rock stars Sting and Elton John, the Italian cinematic idol Sofia Loren, Greek soprano Maria Callas and her favorite composer Giacomo Puccini, the Italian poets Dante Alighieri, Giovanni Pascoli and Gabriele D’Annunzio and a wry Statue of Liberty presiding over New York Harbor.

“In Bloom,” by contrast, trains Rigali’s adroit mastery of color on Nature, in a sense linking her directly to the rustic focus of Barga’s earlier modernists. Yet the differences are every bit as striking as the similarities. Her palette is infinitely brighter and often employs rich passages in gold leaf, with an effect that somehow borrows from pop’s raw power without immersion in its satirical undercurrents.
Where Pop Art is self-referential and animated by the commercial universe of mass culture, many of “In Bloom’s” paintings benefit from allusions to the French post-Impressionist and Fauvist movements that slightly preceded Balduini and company. Rigali’s flowers distinctly recall the floral fantasies of Henri Matisse. A sequence of more suggestively erotic female nudes, with orange-blond hair spilling over their seductive shoulders, conjure the favorite subjects of Henri de Toulouse-Lautrec. But the edge of whimsy that Rigali brought to Pop also remains sharp, most vividly in a depiction of herself subtitled “Mentre Dipingo mi Spoglio” (“While I Paint I Undress”), which can be taken literally or read as a figurative nod to the abandonment of restrictive inhibitions in the act of artistic creation.

Portraits of boys in the ecstatic throes of youth and beauty amplify one of the exhibition’s key assertions: The full, enthralling implications of the word “bloom” are bursting with life everywhere around us, if only we remain open to them — transcending gender as well the borders between an explosively colourful floral garden and the longings of the human heart.

Articles from the 8 times Pulitzer Prize nominated journalist/ best selling author and barganews staff reporter – Frank Viviano

Library Lounge, Ciocco Renaissance Tuscany Resort, fino al 31 agosto

Recensione di Frank Viviano

Una delle cose più straordinarie di Barga è la sua capacità di far crescere generazioni di artisti di eccezionale talento, a partire dal quartetto dei primi del Novecento formato da Alberto Magri, Bruno Cordati, Umberto Vittorini e Adolfo Balduini (la cui casa lungo Via Pretorio è stata la mia abitazione nell’ultimo decennio).

La loro opera era al tempo stesso decisamente moderna e profondamente rivolta al passato, segnata da un intenso rapporto con il luminoso paesaggio della Garfagnana e da un consapevole richiamo al forte senso d’identità che il territorio e la storia di questa regione hanno trasmesso ai suoi abitanti.

Tutti questi elementi, uniti alle correnti più recenti del modernismo, sono evidenti negli straordinari pittori e fotografi di cui ho avuto il privilegio di scrivere su queste pagine negli ultimi tre decenni. Tra i più fantasiosi c’è Sandra Rigali, la cui brillante mostra “In Bloom” è ospitata al Ciocco Renaissance Tuscany Resort fino alla fine di agosto.

Come le tele e le fotografie degli artisti barghigiani di oggi e dei loro illustri predecessori, i dipinti di Rigali sono inconfondibilmente suoi. Come suggerisce il titolo della mostra, il soggetto principale al Ciocco sono i fiori nel pieno di una vertiginosa e feconda fioritura: esplosioni di magnifici colori che da sempre costituiscono uno dei tratti distintivi della sua pittura.

Per molti anni i suoi interessi si sono concentrati soprattutto sulla Pop Art, quell’audace e volutamente sgargiante fusione tra pubblicità e arte figurativa tradizionale associata soprattutto ad Andy Warhol. Nel repertorio di Rigali figuravano ritratti ironici — e psicologicamente rivelatori — di personaggi iconici come la regina Elisabetta d’Inghilterra (raffigurata sia giovane che anziana), le rockstar Sting ed Elton John, l’icona del cinema italiano Sophia Loren, il soprano greco Maria Callas e il suo compositore prediletto Giacomo Puccini, i poeti italiani Dante Alighieri, Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio, oltre a una ironica Statua della Libertà che domina il porto di New York.

“In Bloom”, al contrario, indirizza la sapiente padronanza del colore di Rigali verso la Natura, collegandola in un certo senso direttamente all’attenzione per il mondo rurale propria dei primi modernisti barghigiani. Eppure le differenze sono altrettanto evidenti delle somiglianze. La sua tavolozza è infinitamente più luminosa e spesso utilizza ricchi inserti in foglia d’oro, ottenendo un effetto che sembra prendere in prestito la forza immediata della Pop Art senza immergersi nelle sue correnti sotterranee di carattere satirico.

Laddove la Pop Art è autoreferenziale e animata dall’universo commerciale della cultura di massa, molti dei dipinti di “In Bloom” traggono forza da richiami ai movimenti francesi post-impressionista e fauve, che precedettero di poco Balduini e i suoi contemporanei. I fiori di Rigali richiamano distintamente le fantasie floreali di Henri Matisse. Una serie di nudi femminili più esplicitamente erotici, con capelli biondo-arancio che ricadono sulle spalle sensuali, evoca invece i soggetti prediletti di Henri de Toulouse-Lautrec.

Ma rimane intatto anche quel sottile gusto per l’ironia che Rigali aveva portato nella Pop Art, particolarmente evidente in un autoritratto dal sottotitolo “Mentre Dipingo mi Spoglio”, che può essere interpretato letteralmente oppure letto come un riferimento figurato all’abbandono delle inibizioni e delle costrizioni nell’atto della creazione artistica.

I ritratti di ragazzi immersi nell’estasi della giovinezza e della bellezza amplificano una delle affermazioni centrali della mostra: tutte le implicazioni, profonde e coinvolgenti, della parola “bloom” — fioritura — esplodono di vita ovunque intorno a noi, se soltanto rimaniamo aperti ad accoglierle. Una fioritura che trascende il genere e supera anche i confini tra un giardino floreale dall’esplosione di colori e i desideri del cuore umano.

Articles from the 8 times Pulitzer Prize nominated journalist/ best selling author and barganews staff reporter – Frank Viviano