Luciano Pera: l’arte tra mito, memoria e archeologia

Luciano Pera: Art Between Myth, Memory and Archaeology at Stanze della Memoria

Until 4 October, the Stanze della Memoria in Barga is hosting an exhibition dedicated to Luciano Pera (1925–2024), one of Tuscany’s most original post-war artists.

Entering the exhibition, visitors are immediately confronted by a series of large canvases dominated by female figures that seem to emerge from an ancient, timeless world. These are not portraits in the traditional sense, but forms in constant transformation, suspended somewhere between the human body, the landscape and symbolic imagery. The colours range from soft, luminous tones to intense reds, deep blues and warm earth colours, while the figures appear to grow out of—and dissolve back into—the painted surface.

Alongside the paintings are sculptures, bronzes and lithographs that illustrate the artist’s lifelong creative journey. The recurring themes of Venus, the Mother Goddess and prehistoric symbolism run throughout the exhibition, forming the thread that links decades of Pera’s work.

The exhibition also includes pieces from the artist’s ethnographic collection, among them beautifully carved African granary doors and objects from other cultures that reflect his fascination with ancient civilisations and the universal language of symbols. These are not displayed simply as ethnographic artefacts, but as sources of inspiration that became an integral part of his artistic vision.

Born in Badia di Cantignano, near Lucca, Luciano Pera built an international reputation through exhibitions in Italy and the south of France, where he became part of a remarkable artistic community that included Picasso, Chagall, César and Ben Vautier. At the same time, he pursued a deep interest in archaeology and anthropology, working alongside his wife, Rosy Beruti, to study some of the Mediterranean’s most important prehistoric rock art sites.

The exhibition in Barga reveals both sides of his career: the modern painter, whose expressive works echo Cubism and Expressionism, and the researcher fascinated by humanity’s earliest cultures, transforming prehistoric symbols, rock engravings and female archetypes into a highly personal contemporary language.

More than a retrospective, the exhibition is a journey into the imagination of an artist who spent a lifetime exploring the connection between the modern world and the earliest origins of civilisation.

“Luciano Pera – The Last Archaeologist” is open at the Stanze della Memoria, Barga, until 4 October 2026. Admission is free, with opening hours Friday to Sunday, 5 pm–11 pm.



Luciano Pera: l’arte tra mito, memoria e archeologia alle Stanze della Memoria

Le Stanze della Memoria di Barga ospitano fino al 4 ottobre una mostra dedicata a Luciano Pera (1925–2024), uno degli artisti toscani più originali del secondo dopoguerra.

Entrando nelle sale si viene accolti da una serie di grandi tele dominate da figure femminili che sembrano emergere da un mondo antico e senza tempo. Non sono ritratti nel senso tradizionale del termine, ma forme in continua trasformazione, sospese tra il corpo umano, il paesaggio e il simbolo. I colori cambiano da toni delicati e luminosi a rossi intensi, blu profondi e terre calde, mentre le figure sembrano nascere e dissolversi sulla superficie della tela.

Accanto ai dipinti trovano spazio sculture, bronzi e litografie che raccontano il lungo percorso di ricerca dell’artista. La figura della Venere, la Dea Madre e i richiami all’arte preistorica ritornano continuamente, diventando il filo conduttore di una produzione che ha accompagnato Pera per tutta la vita.

L’esposizione comprende anche alcuni manufatti della collezione etnoantropologica dell’artista, tra cui antiche porte africane finemente scolpite e oggetti provenienti da altre culture, testimonianza del suo interesse per le civiltà arcaiche e per il linguaggio universale dei simboli. Non si tratta di semplici curiosità etnografiche, ma di elementi che hanno alimentato direttamente la sua ricerca artistica.

Nato a Badia di Cantignano, vicino a Lucca, Luciano Pera costruì negli anni una carriera internazionale esponendo in Italia e nel Sud della Francia e frequentando artisti del calibro di Picasso, Chagall, César e Ben Vautier. Parallelamente coltivò una profonda passione per l’archeologia e l’antropologia, studiando con la moglie Rosy Beruti i principali siti di arte rupestre del Mediterraneo.

La mostra di Barga permette di cogliere questo duplice percorso. Da una parte l’artista moderno, con una pittura libera, quasi visionaria, ricca di richiami al cubismo e all’espressionismo; dall’altra il ricercatore affascinato dalle radici più antiche dell’umanità, che trasformava simboli preistorici, incisioni rupestri e archetipi femminili in un linguaggio personale e contemporaneo.

Più che una semplice retrospettiva, l’esposizione è un viaggio nell’immaginario di un artista che ha cercato per tutta la vita un dialogo continuo tra il presente e le origini della civiltà.

La mostra è aperta alle Stanze della Memoria fino al 4 ottobre 2026, con ingresso libero dal venerdì alla domenica, dalle 17 alle 23.