The poetry of Giovanni Pascoli was translated into colour, form and atmosphere in a solo exhibition by the Tuscan artist Gavia.
Entitled The Colour of the Nest: Gavia and Pascoli’s Emotions, the exhibition drew upon some of the central themes in Pascoli’s writing: nature, childhood, uncertainty and the sense of protection offered by the “nest”. It was also inspired by Saint Francis, marking the 800th anniversary of his death.
Gavia’s connection with Pascoli began during her childhood, when her mother read his poetry aloud to her. Those early memories remained with the artist and gradually became part of her own visual language.
Rather than illustrating individual poems, Gavia explored the emotions beneath Pascoli’s words. Nature appeared not simply as a landscape, but as a reflection of the human state of mind. Mist, storms and the small details of everyday life became colours, forms and shifting areas of light.
The paintings also recalled Pascoli’s idea of the fanciullino — the child within us who continues to look at the world with wonder, but also with a sense of unease before its mysteries.
“It was precisely within that space between the visible and the invisible that I tried to work,” Gavia explained. “I attempted — although I do not know whether I succeeded — to translate the depths of the human soul into colours, forms and shades.”
The exhibition was presented by Diego Fiorini, President of the Fondazione Teatro di Pisa and Director of the Fondazione Cerratelli.
Gavia is the artistic name of Paola Pasqualetti, a painter and watercolourist from San Giuliano Terme whose work has been exhibited widely in Tuscany and across Italy.
The exhibition will remain open until 6 September, from Wednesday to Sunday, between 10.30 and 13.00 and from 15.00 to 18.45.
I dipinti di Gavia esplorano il mondo di Giovanni Pascoli
La poesia di Giovanni Pascoli si è trasformata in colore, forma e atmosfera nella mostra personale dell’artista toscana Gavia.
Intitolata Il Colore del Nido: Gavia e le Emozioni Pascoliane, la mostra ha esplorato alcuni dei temi centrali della poetica di Pascoli: la natura, l’infanzia, l’inquietudine e il senso di protezione racchiuso nell’immagine del “nido”. L’esposizione si è ispirata anche alla figura di San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte.
Il legame di Gavia con Pascoli è nato durante l’infanzia, quando la madre le leggeva ad alta voce le poesie del poeta. Quei primi ricordi sono rimasti con l’artista, diventando gradualmente parte del suo linguaggio visivo.
Invece di illustrare singole poesie, Gavia ha cercato di rappresentare le emozioni nascoste dietro le parole di Pascoli. La natura non è apparsa semplicemente come paesaggio, ma come riflesso dello stato d’animo umano. La nebbia, i temporali e le piccole cose della vita quotidiana si sono trasformati in colori, forme e mutevoli zone di luce.
I dipinti hanno richiamato anche l’idea pascoliana del fanciullino: il bambino che rimane dentro ognuno di noi e continua a guardare il mondo con stupore, ma anche con un senso di inquietudine davanti ai suoi misteri.
«È proprio lì, in quello spazio tra il visibile e l’invisibile, che ho cercato di muovermi», ha spiegato Gavia. «Ho provato – non so se ci sono riuscita – a trasporre la profondità dell’animo umano in colori, forme e sfumature».
La mostra è stata presentata da Diego Fiorini, presidente della Fondazione Teatro di Pisa e direttore della Fondazione Cerratelli.
Gavia è lo pseudonimo di Paola Pasqualetti, pittrice e acquarellista originaria di San Giuliano Terme, la cui opera è stata esposta in numerose occasioni in Toscana e nel resto d’Italia.
La mostra rimasta aperta fino al 6 settembre, dal mercoledì alla domenica, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.45.