The Bells of Barga Marked the Beginning of the Commemoration of the Dead
At six o’clock on the evening of 1st November, the sound of a solitary bell from the Duomo di Barga carried across the city, continuing a centuries-old tradition marking the beginning of the Commemoration of the Dead.
The ceremony followed a custom whose origins can be traced back more than a thousand years, to 998, when Saint Odilo, the Benedictine abbot of Cluny in France, introduced a special day of prayer and remembrance for those who had died.
Under his direction, the bells of the monastery were sounded in mourning after evening prayers on All Saints’ Day. The following day was devoted to the souls of the departed, with Mass celebrated for their eternal rest. The practice gradually spread beyond the monasteries of Cluny and eventually became established throughout the Catholic Church.
In Barga, this ancient tradition took on a particularly local character.
The evening began with the slow, solemn tolling of a single bell from the Duomo. This was followed by the familiar Or di Notte, the distinctive sequence of three, five and seven strokes which once formed part of the daily rhythm of life in Barga.
These sounds also found their way into the poetry of Giovanni Pascoli, whose close association with Barga gave the city’s bells a special place in his writing.
In his poem L’Or di Notte, Pascoli evoked the distant sound of the bells travelling through the darkness, their measured rhythm mingling with the wind and the crackling of logs on the fire.
pel camino nero il vento,
tra lo scoppiettar dei ciocchi,
porta un suono lungo e lento,
tre, poi cinque, sette tocchi,
da un paese assai lontano:
tre, poi cinque e sette voci,
lente e languide, di gente:
voci dal borgo alle croci,
gente che non ha più niente
– Fate piano! piano! piano!
More than a thousand years after the custom was first introduced at Cluny, the bells of Barga once again connected the present with the past.
For a few moments, as their sound travelled over the rooftops of Barga Vecchia and into the surrounding countryside, an ancient religious observance became something more intimate: a reminder of those who had gone before, and of the generations who had listened to those same bells
Le campane di Barga hanno annunciato la Commemorazione dei Defunti
Alle sei di sera del 1° novembre, il suono solenne di una campana del Duomo di Barga si è diffuso sulla città, rinnovando una tradizione millenaria che segna l’inizio della Commemorazione dei Defunti.
Le origini di questo rito risalgono al 998, quando sant’Odilone, abate benedettino di Cluny, in Francia, istituì una giornata particolare dedicata alla preghiera e al ricordo di coloro che non erano più in vita.
Secondo le disposizioni dell’abate, al termine dei vespri di Ognissanti le campane del monastero dovevano risuonare con rintocchi funebri. Il giorno successivo veniva dedicato alla memoria dei defunti, con la celebrazione dell’Eucaristia in suffragio delle loro anime. Questa usanza si diffuse progressivamente ben oltre i monasteri cluniacensi, fino a diventare una ricorrenza osservata in tutta la Chiesa cattolica.
A Barga, questo antico rito ha conservato nel tempo un carattere particolare, profondamente legato alla storia e alle tradizioni della città.
La cerimonia è iniziata con i rintocchi lenti e solenni di una sola campana del Duomo. A seguire, è risuonato il caratteristico Or di Notte, con la sua inconfondibile successione di tre, cinque e sette rintocchi, un suono che per generazioni ha scandito il ritmo quotidiano della vita cittadina.
Queste campane hanno trovato spazio anche nella poesia di Giovanni Pascoli, che durante gli anni trascorsi a Barga sviluppò un legame profondo con il paesaggio sonoro della città.
Nella poesia L’Or di Notte, Pascoli descrisse proprio quei rintocchi lontani che attraversavano il buio, mescolandosi al rumore del vento e allo scoppiettio della legna nel camino.
pel camino nero il vento,
tra lo scoppiettar dei ciocchi,
porta un suono lungo e lento,
tre, poi cinque, sette tocchi,
da un paese assai lontano:
tre, poi cinque e sette voci,
lente e languide, di gente:
voci dal borgo alle croci,
gente che non ha più niente
– Fate piano! piano! piano!
A più di mille anni dall’introduzione di questa tradizione nell’abbazia di Cluny, le campane di Barga hanno dunque rinnovato ancora una volta il legame tra passato e presente.
Per qualche istante, mentre i loro rintocchi si diffondevano sopra i tetti di Barga Vecchia e nella campagna circostante, un’antica cerimonia religiosa si è trasformata in un momento di raccoglimento e di memoria collettiva.
Un’occasione per ricordare chi non c’è più e tutte le generazioni che, nel corso dei secoli, hanno ascoltato il suono di quelle stesse campane.