Calomini’s Hidden Treasures

The Hidden Treasures of San Tommaso at Calomini

The opening concert of BargaJazz 2026 brought visitors to the small area just outside the church at Calomini, where the Fat Fingers Sax Quartet performed as the evening light faded over the mountains.

Inside the church of San Tommaso Apostolo, however, another musical story was waiting in silence.

On an upper level inside the church is a historic pipe organ, complete with its original keyboard, pedalboard, wooden mechanism and ranks of metal pipes. Its stops include Cornetto, Ottavino, Voce Angelica, Trombe Soprane, Campanelli and Timpano, alongside the traditional registers of an Italian organ.

The combination suggests that the instrument was probably constructed during the nineteenth century, possibly between 1840 and 1870. Its precise maker has yet to be identified, although its design resembles organs produced by Tuscan workshops active across the region during that period.

Painted decoration around the instrument includes Saint Cecilia, patron saint of music, together with panels showing musical instruments including a harp, violin, wind instruments and cymbals. The organ’s pipes and mechanical components remain largely in place, although dust, insect damage and displaced pipes show that it would require specialist examination before it could be played again.

The church itself has a considerably longer history. San Tommaso at Calomini was already listed in the census of churches belonging to the Diocese of Lucca in 1260. Its present interior, however, records centuries of subsequent alterations, with Baroque decoration followed by later additions to the altars and devotional furnishings.

Among the oldest surviving objects is a small tabernacle in carved, painted and gilded wood. Four expressive angelic figures emerge from the scrollwork around a central door decorated with a chalice and the consecrated host bearing the letters IHS. Below them, a skull and crossed bones offer a reminder of mortality.

Probably made by an anonymous Garfagnana or Lucchese workshop during the late seventeenth or early eighteenth century, the tabernacle appears to have belonged to an earlier wooden altar. It now stands to one side of the church, displaced after the construction of the present high altar.

The church also preserves objects belonging to a more intimate religious tradition. A dressed Madonna and Child stand behind glass in an elaborate wooden frame. Nearby is a Madonna Addolorata dressed in black.

The tabernacle has areas of lost gilding, while the organ shows evidence of woodworm and the effects of many years without specialist attention.

Together, these objects form more than a collection of isolated church furnishings. They preserve the changing religious, musical and community life of Calomini across several centuries.

The church of San Tommaso is already recognised as a medieval foundation, but what survives inside it deserves closer study. A detailed inventory and professional assessment could identify the makers and dates still hidden among inscriptions and parish records—and help ensure that this remarkable collection remains in Calomini for future generations.

I tesori nascosti di San Tommaso a Calomini

Il concerto inaugurale di BargaJazz 2026 ha portato il pubblico nel piccolo spazio davanti alla chiesa di Calomini, dove il Fat Fingers Sax Quartet si è esibito mentre la luce della sera scendeva lentamente sulle montagne.

All’interno della chiesa di San Tommaso Apostolo, però, attendeva in silenzio un’altra storia musicale.

A un livello superiore all’interno della chiesa si trova un organo storico, ancora completo della tastiera, della pedaliera, dei meccanismi in legno e delle diverse file di canne metalliche. Tra i suoi registri compaiono Cornetto, Ottavino, Voce Angelica, Trombe Soprane, Campanelli e Timpano, accanto ai registri tradizionali dell’organo italiano.

Questa combinazione fa pensare che lo strumento sia stato costruito nel corso dell’Ottocento, forse tra il 1840 e il 1870. Il nome dell’organaro non è stato ancora identificato, anche se la struttura ricorda quella degli strumenti prodotti dalle botteghe toscane attive nella regione in quel periodo.

La decorazione dipinta intorno allo strumento comprende Santa Cecilia, patrona della musica, insieme a pannelli raffiguranti vari strumenti, tra cui un’arpa, un violino, strumenti a fiato e piatti. Le canne e i componenti meccanici dell’organo sono ancora in gran parte conservati, anche se la polvere, le tracce degli insetti xilofagi e alcune canne fuori posizione indicano la necessità di un esame specialistico prima che lo strumento possa essere nuovamente suonato.

La chiesa ha però una storia molto più antica. San Tommaso a Calomini era già presente nel censimento delle chiese appartenenti alla Diocesi di Lucca nel 1260. L’interno attuale testimonia secoli di interventi successivi, con decorazioni barocche alle quali si sono aggiunti, nel tempo, nuovi altari e arredi devozionali.

Tra gli oggetti più antichi ancora conservati si trova un piccolo tabernacolo in legno intagliato, dipinto e dorato. Quattro espressive figure angeliche emergono dalle volute che circondano lo sportello centrale, decorato con un calice e l’ostia consacrata recante le lettere IHS. Sotto di loro, un teschio con ossa incrociate ricorda la mortalità dell’uomo.

Probabilmente realizzato da un’anonima bottega della Garfagnana o dell’area lucchese tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, il tabernacolo sembra essere appartenuto a un precedente altare ligneo. Oggi si trova su un lato della chiesa, dopo essere stato rimosso dalla sua collocazione originaria in seguito alla costruzione dell’attuale altare maggiore.

La chiesa conserva anche oggetti legati a una dimensione più intima della devozione religiosa. Una Madonna con Bambino vestita è custodita dietro un vetro, all’interno di un’elaborata cornice lignea. Poco distante si trova una Madonna Addolorata vestita di nero.

Il tabernacolo presenta alcune perdite della doratura, mentre sull’organo sono visibili tracce di insetti xilofagi e gli effetti di molti anni trascorsi senza interventi specialistici.

Nel loro insieme, questi oggetti rappresentano molto più di una raccolta di arredi ecclesiastici. Conservano la memoria della vita religiosa, musicale e comunitaria di Calomini attraverso diversi secoli.

La chiesa di San Tommaso è già riconosciuta come un edificio di origine medievale, ma ciò che custodisce al suo interno meriterebbe uno studio più approfondito. Un inventario dettagliato e una valutazione professionale potrebbero portare all’identificazione di autori e date ancora nascosti tra iscrizioni e documenti parrocchiali, contribuendo a conservare questo importante patrimonio a Calomini per le generazioni future.