Restored Renaissance Terracotta Unveiled in Barga Cathedral

For more than five centuries, a glazed terracotta Madonna attributed to the workshop of Andrea della Robbia has formed part of Barga’s religious and artistic story. On Monday 20 July, a new chapter in that story began when the restored work was unveiled in the Duomo of San Cristoforo.

Dating from around 1490, the terracotta depicts the Madonna Adoring the Christ Child. Its original home was the boundary wall of the Convent of San Francesco, before it was moved to the Duomo in 1879. There it remained for almost 150 years, but the passage of time eventually made conservation work necessary.

The restoration was entrusted to Massimo Moretti. His careful intervention brought renewed clarity to the figures, colours and decorative details without taking away the sense of age that belongs to the work.

The unveiling was attended by the Bishop of Pisa, Monsignor Saverio Cannistrà, alongside representatives of the heritage authorities, local institutions and the organisations involved in the project.

It is no coincidence that this terracotta was placed, even if only at a later date, in the chapel where the Eucharist is kept: God who becomes food in order to nourish our poverty with eternal life.

Andrea della Robbia worked extensively for the Franciscans, particularly at La Verna, but also here in Barga, in the Church of San Francesco. This image, too, seems to me to be deeply imbued with the Franciscan spirit.

Medieval theology spoke of a Deus semper maior—a God always greater than anything we can imagine, a God who exceeds every word, image and concept. Franciscan spirituality, by contrast, also speaks to us of a Deus semper minor: a God who, out of love, makes himself ever smaller—far smaller than we could ever imagine. A God who becomes a seed that dies in the earth, a grain of wheat that is ground and becomes bread, giving life to us.

It is also striking how, through colour, della Robbia succeeds in expressing God’s descent and self-emptying. The intense blue of the heavens, so characteristic of the Robbian style, gradually fades until it disappears into the white of the Child. White is certainly a sign of purity, but also of emptiness and self-annihilation.

Mary, the new woman, is clothed in the blue of heaven, while Jesus is stripped of it and appears in the empty whiteness of absolute nakedness and poverty. In her humility, Mary is raised to the sublimity of heaven, yet her gaze remains directed towards the humanity of her Son, towards his mystical body—the Church, which is all of us: “humblest and most exalted, more than any creature.” – Monsignor Saverio Cannistrà

The work was initiated by the Lions Club Garfagnana and the Propositura di San Cristoforo di Barga. Financial support came from the Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca and Banca Versilia Lunigiana Garfagnana Credito Cooperativo, with additional contributions from Venti d’Arte APS and ANSPI Sacro Cuore.

The Comune di Barga, the Italian Ministry of Culture and the Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio for the provinces of Lucca, Massa-Carrara and Pistoia granted their patronage.

The project also depended upon the practical help of several local professionals and craftspeople: engineer Camillo Poggi, architect Giovanni Nieri, surveyors Marcello Bernardini and Loreno Bertolacci, the Paoli company of Piano di Coreglia and blacksmith Renato Togneri of Tiglio.

The ceremony celebrated more than the completion of a restoration. It allowed people to look again at a familiar work and to recognise the long journey it had made – from a convent wall to the Duomo, and from the Renaissance to the present day. Carefully conserved, it could now remain part of the life of the city of Barga for generations to come.

Una Madonna rinascimentale restaurata nel Duomo

Per oltre cinque secoli, una Madonna in terracotta invetriata attribuita alla bottega di Andrea della Robbia ha fatto parte della storia religiosa e artistica di Barga. Lunedì 20 luglio si è aperto un nuovo capitolo di questa storia, quando l’opera restaurata è stata svelata nel Duomo di San Cristoforo.

Databile intorno al 1490, la terracotta raffigura la Madonna in adorazione del Bambino. Originariamente si trovava sul muro di cinta del Convento di San Francesco, prima di essere trasferita nel Duomo nel 1879. Qui è rimasta per quasi 150 anni, ma il trascorrere del tempo ha infine reso necessario un intervento conservativo.

Il restauro è stato affidato a Massimo Moretti. Il suo accurato intervento ha restituito nuova chiarezza alle figure, ai colori e ai dettagli decorativi, senza cancellare il senso del tempo che appartiene all’opera.

Alla cerimonia di presentazione era presente il Vescovo di Pisa, Monsignor Saverio Cannistrà, insieme ai rappresentanti della Soprintendenza, delle istituzioni locali e delle organizzazioni coinvolte nel progetto.

Non è un caso che questa terracotta sia stata collocata, seppure tardivamente, nella cappella in cui si conserva l’Eucaristia: il Dio che si fa cibo per nutrire di vita eterna la nostra indigenza.

Andrea della Robbia lavorò molto per i francescani, in particolare alla Verna, ma anche qui a Barga, nella Chiesa di San Francesco. Anche questa immagine mi sembra profondamente intrisa dello spirito francescano.

La teologia medievale parlava di un Deus semper maior, un Dio sempre più grande di quanto possiamo immaginare, un Dio che supera ogni nostra parola, immagine e concetto. La spiritualità francescana, invece, ci parla anche di un Deus semper minor: un Dio che, per amore, si fa sempre più piccolo, molto più piccolo di quanto possiamo pensare. Un Dio che diventa seme che muore nella terra, chicco di grano che viene macinato e si fa pane, donando la vita per noi.

È suggestivo anche il modo in cui, attraverso il colore, della Robbia riesce a esprimere l’abbassamento e lo svuotamento di Dio. Il blu intenso del cielo, così caratteristico dello stile robbiano, sfuma progressivamente fino a perdersi nel bianco del Bambino. Il bianco è certamente segno di purezza, ma anche di svuotamento e annichilimento.

Maria, la donna nuova, è rivestita del blu del cielo, mentre Gesù ne è spogliato e appare nel bianco vuoto della nudità e della povertà assoluta. Maria, nella sua umiltà, viene innalzata alla sublimità del cielo; tuttavia, il suo sguardo rimane rivolto verso l’umanità di suo Figlio, verso il suo corpo mistico, che è la Chiesa e che siamo tutti noi: «umile e alta più che creatura». – — Monsignor Saverio Cannistrà

L’intervento è stato promosso dal Lions Club Garfagnana e dalla Propositura di San Cristoforo di Barga. Il sostegno economico è arrivato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana Garfagnana Credito Cooperativo, con ulteriori contributi di Venti d’Arte APS e ANSPI Sacro Cuore.

Il Comune di Barga, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia hanno concesso il loro patrocinio.

Il progetto ha potuto contare anche sull’aiuto concreto di diversi professionisti e artigiani locali: l’ingegnere Camillo Poggi, l’architetto Giovanni Nieri, i geometri Marcello Bernardini e Loreno Bertolacci, la ditta Paoli di Piano di Coreglia e il fabbro Renato Togneri di Tiglio.

La cerimonia ha celebrato molto più della conclusione di un restauro. Ha permesso di osservare nuovamente un’opera familiare e di riconoscere il lungo cammino che aveva compiuto: dal muro di un convento al Duomo e dal Rinascimento fino ai giorni nostri. Conservata con cura, potrà continuare a fare parte della vita della città di Barga per le generazioni future.